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Poesie di Matilde Marcuzzo

Intanto io scrivo ....., nato giovedì 20 ottobre 1977 (Italia)
Questo autore lo trovi anche in Frasi & Aforismi, in Racconti e in Frasi per ogni occasione.

Scritta da: Matilde Marcuzzo

Noi non ci incontriamo mai

È il primo saluto il nostro incontro inconsapevole e impacciato,
ci ha reso sagome di memoria in una stanza senza speranza.
Nessun sgomento no, noi non ci pronunciamo mai.
È una smarrita tentazione il connubio dei nostri respiri
alla penombra di un vetro opaco,
ci ha reso anime ingiallite in balia dei sogni.
Nessun dolore no, noi non ci accarezziamo mai.
È una frenetica ora il nostro parlare distratto e malizioso,
ci ha reso forti di saper come amare senza sanguinare.
Nessun sorriso no, noi non ci riflettiamo mai.
È una dimora di treni il luogo in cui non ti trovo mai,
Il nido del mio inferno, del mio fuoco eterno,
ci ha reso voci divise da una campagna in corsa.
Nessun fiore fermo no, sul suo nettare noi non ci posiamo mai.
È un cuore solcato sulla sabbia la nostra storia triste,
baciata da un'onda senza rabbia,
ci ha reso come gabbiani senza vento oltre un sole spento.
Nessun nome resta no, noi non ci incontriamo mai.
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    Scritta da: Matilde Marcuzzo

    Una goccia d'amore

    Ti incontrai su pietre di petali d'oro,
    tu spirito cortese attendevi all'ombra degli ulivi
    con la luce viva negli occhi e fili d'erba nei capelli.
    Come una dea scalza sei giunta all'olimpo
    del mio cuore impossibile e hai danzato
    con il sussurro delle mie parole.
    Alla sorgente della vita con te
    ho assaporato il sangue degli amanti,
    e  tu mi hai donato la goccia più cara.
    Poiché è un diamante incastonato nell'anima
    questo dolore resta per sempre
    con me in questo rifugio alla fine del sentiero
    dove tutto tace ma solo i nostri respiri
    fanno eco con il primo battito.
    Composta domenica 31 luglio 2011
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      Scritta da: Matilde Marcuzzo

      Quando dorme l'aurora

      ... Quando dorme l'aurora
      e sogna il mio cielo la tua passione,
      giace un pensiero sulle ciglia sopite,
      malattia impossibile che dipinge
      di sangue l'anima e ti consuma gli occhi.
      La luce di notte danza furtiva nell'ebbrezza dei cristalli,
      fondi di profumi che non si sfiorano e immagini
      che volano nell'aria come spiriti di voci perse nel tuo eco.
      Vedo qualcosa oltre l'orlo del precipizio,
      se oso posare i passi in quel vuoto io
      riesco a toccarti e a guardare solo una donna che respira
      e che con i capelli ti asciuga il cuore...
      Composta lunedì 29 marzo 2010
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