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Scritta da: Marzia Ornofoli

Una città piange i suoi morti (2 agosto 1980)

È giunto ancora agosto,
il sole è accecante
il calda rende la terra arrida,
le valige sono pronte
legate ai portapacchi delle macchine,
ma una città piange i suoi morti.

Trent'anni sono passati,
ma ancora oggi l'orrore negli occhi,
nelle orecchie ancora l'esplosione.
Viaggiatori che vanno che arrivano,
saluti, baci, abbracci e sorrisi e...
... urla,
sirene
disperazione,
cumuli di macerie,
corpi martoriati,
soccorritori atterriti.

Medici infermieri,
infermiere lottano contro il tempo,
ma ottantadue sono le anime perse,
duecento feriti da curare
e da consolare famigliari,
ma che dire a una madre a un padre
che non vedrà mai più il sorriso di un figlio
di una figlia,
cosa dire cosa?

Trent'anni sono passati,
ma una città piange i suoi morti,
mille domande ancora senza risposte,
e le lacrime soccorrano ancora sui volti,
di chi è sopravvissuto
di chi ha perso un famigliare,
di chi ha soccorso,
non asciugate
dalle risposte mai date.
Trent'anni sono passati,
ma la città piange i suoi morti.
Composta martedì 3 agosto 2010
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    Scritta da: Marzia Ornofoli

    Mare

    Gli ultimi echi di voci riecheggiano ancora sulla spiaggia,
    un abito bianco gioca contro le mie gambe,
    castelli di sabbie con le bandierine colorate,
    il silenzio m'avvolge nel suo abbraccio.
    Cade l'abito sulla spiaggia,
    mi trasformo sirena nelle acque dorate
    dall'ultimo bagliore del giorno.
    Nuoto, nuoto fra le onde lievemente increspate,
    la luna si leva fra le acque,
    e si circonda di stelle nel manto nero della notte.
    Riemergo e mi rivesto del chiarore lunare,
    scivolo dolcemente fra le tue braccia
    l'amore mi cattura nelle sue spire d'passione,
    mentre mare suona la sua musica d'incanto.
    Composta giovedì 29 luglio 2010
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      Scritta da: Marzia Ornofoli

      Non cambiarmi

      Non cercare di cambiarmi,
      io non lo farò con te.
      Non cercare di cambiare ciò che sono,
      accettami così come sono,
      mi ce voluto molto tempo per capire
      ciò che sono, ciò che voglio,
      e accettare tutto di me.
      Non cercare di cambiare la mia natura,
      un po' romantica
      un po' sognatrice.
      I cambiamenti avvengono da soli,
      la crescita ha portato consapevolezza
      dell'essere io
      dell'essere che sei tu.
      Non cercare di cambiarmi,
      io non lo farò con te,
      io ho accettato il fatto che sei burbero,
      ma anche tanto dolce,
      cresciamo insieme,
      per rendere ciò che siamo
      più forti, più uniti.
      Se ce qualcosa da cambiare,
      lo faremo insieme,
      come due scultori
      modelleremo le nostre anime
      e le incastreremo fra loro
      per farne una più luminosa.
      Composta mercoledì 21 luglio 2010
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        Scritta da: Marzia Ornofoli

        I giardini Margherita

        Vecchie immagini riportano lontani ricordi,
        immagini ingiallite dal tempo,
        ricordi dai colori ancora vividi,
        s'intrecciano nella mente.

        Un giardino antico passeggiare,
        liberi sono i pensieri si soffermano,
        nel cambiamento della città amata,

        vecchi massi di madre perla
        riflettano ancora la luce del sole,
        formando giochi di colori su abiti bianchi.

        Antico polmone di una città che prova
        e vuole essere moderna,
        ma che ancora oggi il suo retaggio la imprigiona.

        Sui ciottoli dei sentieri hanno posato i loro passi,
        poeti che sospinti dall'inquietudine
        ne hanno colto la bellezza,
        soffermandosi accanto al laghetto sorseggiando un caffè
        nella aristocratico caffè del lago,
        facendo l'inchino a dame con l'ombrellino para sole.

        Oggi come allora il magico giardino,
        vive le sue antiche vestigia
        nei colori della modernità.
        Composta domenica 18 luglio 2010
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          Scritta da: Marzia Ornofoli

          Il mio infinito

          Quando l'infinito riempie il cuore e la mente,
          valica i confini dei muri di pietra,
          e trasporta l'anima la dove l'immenso
          ... si staglia nel cielo turchino.
          L'infinto spazio che libera lo spirito rinchiuso,
          corpo immobile su un letto d'ospedale,
          ma lo spirito libero ha ali per vibrarsi
          nel silenzio della notte.
          L'infinito massa d'acqua silenziosa,
          nuotare nel silenzio e godere di colori magici
          creature guizzanti respirano sogni nascosti e...
          ... e sentire quell'istante d'esserne parte.
          L'infinito: che cos'è l'infinito?;
          forse solo il grande poeta lo aveva capito,
          ma basta guardare il creato per comprendere
          che cosa è l'infinito.
          Composta giovedì 15 luglio 2010
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