Scritta da: Marta Emme

L'inchino

Si snoda a passi lenti
la processione, nel corso,
per rendere omaggio
alla santità che ora da li
parla al popolo di Dio.
L'ascolto è flebile e composto
e nel coro nessuno
resta indietro, come
alle arie devote eseguite
dalla banda paesana
col cadenzato incedere;
eppur distratto si,
per il mormorio
che dal corteo sale. Tanto
che il potere dell'eletto* (fedele)
più non pare render onore
alla pia immagine soltanto,
ma assoggezione singolare
alla tribuna dell'insulso
che fermar attende
confuse taccole gracchianti
asservite nell'atto dell'inchino.
Non è insolito che si faccia
l'uomo comperar; non parimenti
alcun piegherà la verità
alle brame del potere.
E allor nell'antiinferno
dell'ignavia sprofonderà
chi d'uomo non riconosce
identità; giacché ben si sa
che Acqua Santa e Diavolo
son differenti entità,
ed entrambe non
si possono venerare.
Marta Emme
Composta giovedì 2 giugno 2016
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    Scritta da: Marta Emme

    Che tempi!

    Da un'altra dimensione* (2016)
    vedo quali orrori ha accompagnato
    la cattolica religione, e come la Chiesa
    nella storia, di essa, abbia fatto
    distorsione. Come non parlare
    delle guerre e della Santa Inquisizione!
    Questa può "motivare" l'attuale
    sua persecuzione nelle regioni
    ove ha portato aiuto ed
    evangelizzazione in nome del Signore;
    ma ne aveva legittimazione?
    Più del sostegno ha contato,
    c'è da creder, affermare il potere
    della propria fede indisturbato,
    in un paese dimenticato; pur
    nell'umiltà che al massimo grado
    ha dimostrato... mentre nelle nazioni
    progredite il credo è scemato e
    non ha saputo essere veicolato.
    Con la tonaca addosso e senza
    averne alcun rimorso è stato pur
    artefice di quel paradosso che
    con la pedofilia il mondo ha scosso,
    ma non la Chiesa che il reo non ha
    rimosso, ma tollerato, così che
    un abominio di volta in volta
    ha perpetrato. Ancora poi,
    c'è chi* (nelle aggregazioni),
    professandosi fedele,
    il vangelo non ha seguito
    e il malaffare ha spesso costituito.
    Così il messaggio cristiano
    ha fallito in Occidente, per via di
    un uomo che è diventato inconsistente,
    perché edonista e pensa
    a sé solamente. Ha scambiato il male
    per il bene, è evidente. I problemi
    sono grandi, ma equità e giustizia
    ci devon esser per tutti quanti, con
    la natura da trattar in guanti bianchi.
    Ora, Wojtyla ce l'ha messa tutta
    e poi Francesco per raddrizzare
    la via dove è andata smarrita.
    Sopravanza l'Islamismo
    che con il fanatismo
    vuole questo tempo soggiogare,
    tempo che la fame potrà
    ben rappresentare. E col dominio
    sulle genti ne anestetizza pur le menti.
    È un tuffo nel passato questo
    disco consumato.
    Marta Emme
    Composta domenica 22 maggio 2016
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      Scritta da: Marta Emme

      La mente fallace

      C'è da dire che
      il mondo è profondamente bello,
      fin nel più minuscolo granello
      e se dispiace morire
      è anche perché per sempre
      non se ne può gioire; ma
      su questo l'uomo è
      un essere ancora da capire.
      Di certo non è d'animo gentile,
      tanto che a pensarci c'è proprio
      da impazzire; come non è
      da creder che la sua
      evoluzione come specie,
      potesse dare tanta delusione
      a chi s'ispira a qualunque
      religione o ha laica visione
      o alla naturale selezione,
      giacché lui segue così bene
      la logica pura dell'autodistruzione.
      Ha smarrito lo spirito
      di conservazione e non vede
      che questa è davvero una priorità,
      non un'opzione.
      Marta Emme
      Composta domenica 8 maggio 2016
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        Scritta da: Marta Emme

        Di luce artefice

        Impareggiabile astro del cielo
        ti raffigura,
        questo sole prodigioso;
        di fulgida luce artefice.
        Ovunque si posan
        i suoi dorati raggi
        si risveglian acerbe promesse,
        destinate a morir
        nel breve lasso
        o a sbocciar in fiori
        di beltà e bontà infinite.
        E come il fiore dà il frutto atteso
        anche l'esser tuo concreto,
        in quel tempo fosco,
        maturar faceva
        le mie speranze,
        di gioventù sapide.
        Nel cuore, da quanto,
        esse rimbalzavano
        senza che esprimersi potessero!
        Speranze destate
        nella convinzione certa
        che volar fosse possibile
        e innalzarsi fino alle stelle
        più lontane fosse credibile,
        a catturar i desideri,
        a cercar fantastici sortilegi
        da lenir l'anima smarrita.
        Fino a liberar briciole
        di genialità e follia
        che unici e magici
        rendono i propositi
        e autentica la via.
        Eri tu, come il sole,
        di luce artefice.
        Marta Emme
        Composta martedì 26 aprile 2016
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