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Scritta da: Marta Emme

Di luce artefice

Impareggiabile astro del cielo
ti raffigura,
questo sole prodigioso;
di fulgida luce artefice.
Ovunque si posan
i suoi dorati raggi
si risveglian acerbe promesse,
destinate a morir
nel breve lasso
o a sbocciar in fiori
di beltà e bontà infinite.
E come il fiore dà il frutto atteso
anche l'esser tuo concreto,
in quel tempo fosco,
maturar faceva
le mie speranze,
di gioventù sapide.
Nel cuore, da quanto,
esse rimbalzavano
senza che esprimersi potessero!
Speranze destate
nella convinzione certa
che volar fosse possibile
e innalzarsi fino alle stelle
più lontane fosse credibile,
a catturar i desideri,
a cercar fantastici sortilegi
da lenir l'anima smarrita.
Fino a liberar briciole
di genialità e follia
che unici e magici
rendono i propositi
e autentica la via.
Eri tu, come il sole,
di luce artefice.
Composta martedì 26 aprile 2016
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    Scritta da: Marta Emme

    Precaria condizione

    Una gallina
    del gallo proprio
    non aveva stima,
    tanto era coglione
    da non prestarle
    la minima attenzione.
    Questa raspava nel pollaio,
    ma non amava
    la sottomissione
    e non cambiava opinione,
    anche se l'unico suo bene
    era beccare un fortuito verme
    scovato nel terreno,
    ove si muoveva inerme,
    o qualche chicco di mais
    sottratto alle compagne
    così agguerrite da spennarla,
    per tanto ardire inorridite.
    E pure la massaia
    la menava, con qualche
    calcio nel didietro, giacché
    a far uova e cova
    sempre restava indietro.
    Ma se non mangiava
    né s'accoppiava
    come poteva accontentare
    la massaia?
    Un cervello da gallina
    non aveva comprensione,
    così fece proprio lei
    la rivoluzione
    e con incredibile maestria
    esplose la sua rabbia
    chiudendo tutti in gabbia;
    la libertà togliendo
    a quei poteri forti
    che ai deboli riservano
    solo miserabili sorti.
    Un esame di coscienza
    in esser, infine, si ponesse
    affinché il bene anche
    della povera gallina
    si facesse!
    E questo vuol essere
    un pensiero
    affinché diventi
    pur il nostro agire
    profondamente serio.
    Composta sabato 26 marzo 2016
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      Scritta da: Marta Emme

      Spalle al muro

      Nei vicoli stretti
      di una vita silenziosa,
      quando il niente intorno
      è diventato dilagante,
      si è rivelato
      il sentimento di appartenenza
      al sacro scibile vivente
      e, rifuggendo dalle inquietudini,
      si aprivan possibilità
      per come esser sostenibili.
      Così a scardinare convenzioni
      dedizione assoluta ponevi,
      ove castelli di cartone
      vedevi posti a difesa
      di privilegi, da un'ottusa
      ignoranza eretti.
      Ignoranza che una pacchiana
      presenza (uomo moderno)
      ha determinato in questo
      spazio di diritti leso.
      E la ragione era questa
      che animava le tante giornate.
      Poi da lontano è arrivato
      il vento dell'insofferenza
      (esodo immigrati)
      che sapeva di deserti infocati
      da seccar l'anima,
      e allor ragione trovavan
      le mille preoccupazioni.
      Di fronte a responsabilità
      inderogabili, la società
      ipocrita, con le spalle al muro
      è posta dalla nuova realtà,
      tanto da dover
      le coordinate ridisegnar.
      Composta domenica 14 febbraio 2016
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