Scritta da: Marta Emme

Una donna alla guerra

Dal camino spunta un calzino
e la mano concitata di un bambino
vuol scoprire la sorpresa
perché è curioso dopo tanta attesa.
La Befana l'ha portata
nel trascorrer della nottata.
Questa donna è ben strana,
curva e vecchia e tanto umana,
coi bambini poi ha un debole,
pur con poco sa essere incantevole.
Ha la gonna un po' stracciata,
eppur quanto viene amata!
Coi doni, anche il carbone
fa parte della situazione
e così può insegnare
che la ricompensa si deve guadagnare.
Quanti insegnamenti
con pochi rudimenti!
Un tempo l'armonia si trovava
con quel poco che costava
e la Befana impersonava
chi alla famiglia tutto dedicava,
pur se l'età avanzava
e una magia la trasformava.
La donna oggi s'è emancipata
e con la minigonna l'abbiamo ritrovata,
eppur la sua natura non è cambiata.
Ha solo messo il turbo
senza pensare di dare disturbo
a un uomo non proprio così furbo.
Perché se nell'animo avesse a guardare
allor andrebbe a esplorare
la voglia di dare al mondo luce
per renderlo meno truce.
Una donna non è mai stata
se oggi viene massacrata,
non è mai esistita
se non ha gioco nella partita.
Perché se ognuno può dar la sua scintilla
vedi il mondo come brilla!
Marta Emme
Composta martedì 5 marzo 2013
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    Scritta da: Marta Emme

    La bicicletta

    Qui la locomozione
    si pone al centro dell'attenzione!
    Che detto in poche righe
    è come l'oro delle spighe:
    senza imbroglio e senza inganno,
    con fatica e un po' di affanno
    si raggiunge l'obiettivo
    di avere il pane garantito.
    La bicicletta ha il suo pregio,
    sa condurti in modo egregio,
    così puoi osservare il piccolo particolare
    mentre sei a pedalare.
    Un uccello prende il volo
    e una ghianda cade al suolo.
    Senti piangere da una carrozzina
    e par che siano una dozzina.
    Il lamio copre i fossi
    coi suoi fiorellini quasi rossi.
    La lumaca è a suo agio
    nell'andare adagio adagio.
    E nel campo di trifoglio,
    di certo, si nasconde un quadrifoglio.
    Col bastone la vecchina,
    della spesa ha una borsina
    e vien voglia di fermarsi
    per assecondarne i passi,
    allor ti guarda con fermezza,
    non vuole aiuto, ma solo una carezza.
    Vedi la cacca che fa un cane
    e pensi: che bailame,
    se il padrone non ha premura
    di rimuover quel che lì è spazzatura.
    Al semaforo rosso
    i gas ti scaricano addosso,
    ma se è verde...
    nel traffico nessuno ti prende
    e così la pariglia si rende.
    Vedi un topo belle e morto, presso un ciglio,
    dopo aver viaggiato per un miglio
    e ti viene un accidente,
    pur se non hai a temerne niente.
    Tra gli anfratti di un giardino
    scorgi l'erba cardellino
    e rifletti che l'estate è più vicino.
    A pedalare,
    ancor vien da osservare,
    si può davvero risparmiare,
    per il fisico è anche salutare
    e aria pura fa respirare.
    Tutto questo fa dire con passione
    che la bicicletta
    è il miglior mezzo di locomozione,
    specie quando è buona la stagione.
    Marta Emme
    Composta mercoledì 27 febbraio 2013
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      Scritta da: Marta Emme

      Tenerezza

      T'ho visto
      mentre curioso
      e piccino andavi
      a scoprire,
      dalla siepe
      del nostro giardino,
      quel nido,
      con un solo pulcino,
      che s'appoggiava
      sui rami di alloro
      che lì vicino inondavano
      l'aria appena un pochino,
      con l'aromatico
      suo profumino.
      Così ti aprivi
      alla tenerezza
      e quella fresca brezza
      ti faceva capire
      senza incertezza
      che una nuova vita
      ha bisogno
      di una carezza
      e ti sporgevi
      per apprezzarne
      allor la pienezza.
      Che scoperta, che ebrezza
      e che contentezza!
      Nei tuoi occhi
      illuminati mentre
      mi raccontavi
      c'era la voglia
      di assicurare
      a quel fagottino
      un porto sicuro
      nel tuo cuoricino.
      Davvero i sentimenti
      fan vivere agli uomini
      così bei momenti
      che apron loro
      pure le menti?
      Marta Emme
      Composta giovedì 14 luglio 2011
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        Scritta da: Marta Emme

        Un raperonzolo

        Ogni frutto ha il suo didentro,
        riteneva un frate assai contento
        che nel coltivare l'orto
        aveva gran talento,
        ma non di meno le cure dedicava
        alle pene che taluno tormentava.
        Alla luce del suo lume
        lo scaldava e la soluzione
        sempre propinava di guardare
        avanti nel diventare grandi
        e viver tutti i momenti
        come i più importanti.
        Dunque crescer consapevole
        è assai lodevole perché
        un'opportunità sempre vien data,
        ma questa non è scontata
        e va allora ricercata,
        con l'ardore di chi dentro sente
        che coltivar può esser divertente
        se si pensa al frutto
        e null'altro si pretende.
        Alfin, se il gusto è relativo
        anche una rapa può esser
        un buon partito
        se dalla cucina viene ben servito.
        Ed è proprio nella maestà
        di coglierne appieno le proprietà
        la vera nobiltà,
        che certamente il buon padre benedirà.
        Marta Emme
        Composta domenica 17 febbraio 2013
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