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Scritta da: Marta Emme

Papa Karol

Per dirne qualità or prendo liceità.
È uomo che si racconta,
ed è portento che si fionda, * *nei suoi viaggi
ha intuito e mente pronta.
Son larghe le vedute dacché
non ancora ciocche avea canute.
Nel suo presente la comunicazione
mai è assente, a far rifletter
le coscienze e aprir il cuore
a chi a stento sente.
Di gioia fulge l'espressione
per l'umana condizione
che nella Vergine ripone
la divina redenzione.
E nel far del ben predicazione,
com'è nella sua religione,
pone al centro dell'attenzione
una donna che ha permesso
a Dio l'incarnazione.
Così in un tempo di secolarizzazione
il più moderno è proprio nostro Signore.
Composta mercoledì 11 agosto 2004
dal libro "Prosia" di Marta Emme
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    Scritta da: Marta Emme

    Una donna alla guerra

    Dal camino spunta un calzino
    e la mano concitata di un bambino
    vuol scoprire la sorpresa
    perché è curioso dopo tanta attesa.
    La Befana l'ha portata
    nel trascorrer della nottata.
    Questa donna è ben strana,
    curva e vecchia e tanto umana,
    coi bambini poi ha un debole,
    pur con poco sa essere incantevole.
    Ha la gonna un po' stracciata,
    eppur quanto viene amata!
    Coi doni, anche il carbone
    fa parte della situazione
    e così può insegnare
    che la ricompensa si deve guadagnare.
    Quanti insegnamenti
    con pochi rudimenti!
    Un tempo l'armonia si trovava
    con quel poco che costava
    e la Befana impersonava
    chi alla famiglia tutto dedicava,
    pur se l'età avanzava
    e una magia la trasformava.
    La donna oggi s'è emancipata
    e con la minigonna l'abbiamo ritrovata,
    eppur la sua natura non è cambiata.
    Ha solo messo il turbo
    senza pensare di dare disturbo
    a un uomo non proprio così furbo.
    Perché se nell'animo avesse a guardare
    allor andrebbe a esplorare
    la voglia di dare al mondo luce
    per renderlo meno truce.
    Una donna non è mai stata
    se oggi viene massacrata,
    non è mai esistita
    se non ha gioco nella partita.
    Perché se ognuno può dar la sua scintilla
    vedi il mondo come brilla!
    Composta martedì 5 marzo 2013
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      Scritta da: Marta Emme

      La bicicletta

      Qui la locomozione
      si pone al centro dell'attenzione!
      Che detto in poche righe
      è come l'oro delle spighe:
      senza imbroglio e senza inganno,
      con fatica e un po' di affanno
      si raggiunge l'obiettivo
      di avere il pane garantito.
      La bicicletta ha il suo pregio,
      sa condurti in modo egregio,
      così puoi osservare il piccolo particolare
      mentre sei a pedalare.
      Un uccello prende il volo
      e una ghianda cade al suolo.
      Senti piangere da una carrozzina
      e par che siano una dozzina.
      Il lamio copre i fossi
      coi suoi fiorellini quasi rossi.
      La lumaca è a suo agio
      nell'andare adagio adagio.
      E nel campo di trifoglio,
      di certo, si nasconde un quadrifoglio.
      Col bastone la vecchina,
      della spesa ha una borsina
      e vien voglia di fermarsi
      per assecondarne i passi,
      allor ti guarda con fermezza,
      non vuole aiuto, ma solo una carezza.
      Vedi la cacca che fa un cane
      e pensi: che bailame,
      se il padrone non ha premura
      di rimuover quel che lì è spazzatura.
      Al semaforo rosso
      i gas ti scaricano addosso,
      ma se è verde...
      nel traffico nessuno ti prende
      e così la pariglia si rende.
      Vedi un topo belle e morto, presso un ciglio,
      dopo aver viaggiato per un miglio
      e ti viene un accidente,
      pur se non hai a temerne niente.
      Tra gli anfratti di un giardino
      scorgi l'erba cardellino
      e rifletti che l'estate è più vicino.
      A pedalare,
      ancor vien da osservare,
      si può davvero risparmiare,
      per il fisico è anche salutare
      e aria pura fa respirare.
      Tutto questo fa dire con passione
      che la bicicletta
      è il miglior mezzo di locomozione,
      specie quando è buona la stagione.
      Composta mercoledì 27 febbraio 2013
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        Scritta da: Marta Emme

        Tenerezza

        T'ho visto
        mentre curioso
        e piccino andavi
        a scoprire,
        dalla siepe
        del nostro giardino,
        quel nido,
        con un solo pulcino,
        che s'appoggiava
        sui rami di alloro
        che lì vicino inondavano
        l'aria appena un pochino,
        con l'aromatico
        suo profumino.
        Così ti aprivi
        alla tenerezza
        e quella fresca brezza
        ti faceva capire
        senza incertezza
        che una nuova vita
        ha bisogno
        di una carezza
        e ti sporgevi
        per apprezzarne
        allor la pienezza.
        Che scoperta, che ebrezza
        e che contentezza!
        Nei tuoi occhi
        illuminati mentre
        mi raccontavi
        c'era la voglia
        di assicurare
        a quel fagottino
        un porto sicuro
        nel tuo cuoricino.
        Davvero i sentimenti
        fan vivere agli uomini
        così bei momenti
        che apron loro
        pure le menti?
        Composta giovedì 14 luglio 2011
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