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Scritta da: Marta Emme

Grullaggine

Non c'è peggior soggetto
che risulti ben accetto
di chi ride giulivo
allorché gli chiedi
di esser comprensivo
se sei stato così rimbecillito
da giudicarlo,
per la diletta figlia,
un buon partito.
Difatti meritava la sponsale
ben altro arsenale
nell'atto ancestrale,
se con la testa
si va a commisurare
alla necessità di procreare.
Perciò la scuse
son obbligatorie
senza accampare tante storie.
E così il "maritozzo"
hai licenziato per quel
che non aveva realizzato.
Ma quello allor serafico
dice: con le scuse
puliscitici il culo,
il mio arsenale
sta al sicuro° (funziona)
e, al momento,
sa essere ben duro.
A te manca una rotella
e la tua figliola, per me,
può rimaner zitella!
La testa conta
sol fuori dal letto, tieni a mente
quel che ho detto.
In tal contesto
la passione scende in campo,
si pone a fianco
e non lascia scampo,
allor s'impenna l'arsenale
e si rallegra la sponsale,
pur nell'essere spirituale.
Perciò l'amor
senza passione
è una vera costrizione,
che non s'addice
a dar soddisfazione
e neanche è utile
alla procreazione,
se si vuol dipanare
la questione.
Male ho fatto i conti,
or son io
che taglio i ponti,
qui, limite non c'è
all'ipocrisia,
vado in pace e tanto sia.
Ma codesta fanciulla
non sa amar,
povera grulla!
Composta domenica 6 luglio 2014
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    Scritta da: Marta Emme

    La ginestra

    Dal viaggio tornavi contento.
    Mi portasti la ginestra,
    così di giallo splendente
    e come di Sole inondata
    e indorata e profumata
    del selvaggio limitar del bosco
    ove crescea frugale
    tra sassi e sterpi,
    da far meraviglia.
    E un gesto 'sì premuroso
    rendevan le stazzonate vesti,
    ancor provate dalla raccolta,
    lucenti e preziose,
    tanto eran di grazia ricolme
    mentre mi porgevi
    quel gioiello assoluto.
    Or troneggia nella stanza
    la natura,
    che rivela con te
    la sua grande anima.
    Composta sabato 28 giugno 2014
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      Scritta da: Marta Emme

      Così profondamente

      Quando il destino
      vuole farti beffa,
      mostrerai che pure mesta
      si può tenere testa
      a quel che è ostile
      e allor ti pesta.
      La risposta è nel candore
      che nel cosmo fa furore,
      giacché la vita che contiene
      è pur lo scopo che sostiene
      l'armonioso muover insieme
      che agli astri attiene.
      Così non è un particolare
      se più in alto
      andrai a guardare,
      anima stellare,
      nell'intento di realizzare
      tutto il bene che puoi dare.
      Composta venerdì 27 giugno 2014
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        Scritta da: Marta Emme

        Disincanto

        Dunque era vero l'inganno.
        Per questo sapevo
        che amarti più non potevo:
        in un attimo mi ricredevo...
        e crudo un dolore
        dritto colpiva nel cuore.
        Pur avvilita, pur piegata
        in un profondo torpore,
        non avrei portato rancore
        che bello splendevi nel Sole,
        irreale emblema d'amore.
        A te conduceva il motore, ° (cuore)
        così ardente
        che a tutte le cose infondeva calore.
        Ma ora si dissolve la nebbia
        e chiara diventa la direzione
        da impartire al timone
        della mia imbarcazione,
        nel cammino* (esistenza)
        di ricerca ed esplorazione
        che muta col tempo
        e con la stagione.
        E non conosce
        villana prigione,
        perché è tal la visione
        quando si ama
        con cuor di leone.
        Composta sabato 21 giugno 2014
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          Scritta da: Marta Emme

          Siam polvere di stelle

          Fin da piccolino iniziava il cammino:
          ogni sasso, ogni buca
          che incontravi sul selciato
          a dura prova metteva il tuo operato.
          Tutto era parte di un costrutto
          di cui coglievi sempre il frutto,
          ora bello ora brutto,
          ma se avanti potevi andare
          è perché nuovi orizzonti
          ponevi al tuo operare
          e non ti fermava dover far calibratura
          che in linea sempre stavi alla natura.
          Così eri forte senza discussione
          e centravi ogni previsione.
          Ma non si può prevedere
          ogni cosa che può accadere,
          così giunse un giorno cupo
          quando il male ti addentò
          con le fauci di un lupo,
          perché pietà non aveva
          e esser più tenace non poteva.
          Di fronte a quella fiera
          nessun effetto sortiva una preghiera.
          La forza morale solo ti poteva aiutare
          insieme a chi ti era solidale.
          Di ciò coglievi i frutti
          che lenivan quei momenti così brutti.
          La prova era assai dura,
          ma se il peso di tal disavventura
          piegava la tua figura
          la sfida accoglievi senza mostrar paura.
          Coraggio davi a chi ti era vicino
          perché fiducia ponevi nel destino,
          seppur sapevi birichino.
          Così ogni cura facevi
          per sanar le ferite che avevi,
          e più ti convincevi che vivere o morire
          era questione da definire,
          ma non ne avevi perciò a soffrire
          in un tempo in cui guardare avanti
          era un imperativo per tutti quanti.
          E se infine soccombevi alla creatura,
          ebbene, in linea sempre stavi alla natura
          perché era lei, ancora, a dettar la partitura,
          come per le stelle nel cielo,
          come per l'ostinata pianta del melo,
          così per te, confortato da un credo;
          giacché una legge dell'universo
          è racchiusa in questo verso,
          come dir che niente viene perso.
          Composta sabato 14 giugno 2014
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