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Scritta da: Marta Emme

Serata poetica

Che bei momenti
vissuti al chiar della Luna
nel castello Svevo
e al fresco venticello
sollevato da parole mosse
a deliziar l'attento udire
o a cantar l'ansia del vivere.
Gocciole fini di pensiero
si snodan danzando
sulle ali dell'incredibile,
forgiato nelle sembianze
di eroi erranti o
guerrieri di luce,
di demoni trafitti,
di ninfe sognanti, ma
sentinelle sempre vigili
alle sfide poste
dalla quotidiana tenzone.
E quando un poeta ne fa menzione
e mostra il senso
che vive nelle cose
allor sei grato perché ha saputo
toccar le corde del cuore
e ancor giovane
ti rende quell'emozione.
Composta martedì 26 agosto 2014
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    Scritta da: Marta Emme

    Il potere della musica

    A chi della mente
    vuole conoscenza,
    a chi ricerca l'essenza,
    chi di assoluto
    ha l'esigenza,
    ai filosofi per eccellenza:
    gli abissi dell'animo
    si posson sondare
    con la musica
    senza neanche poterlo desiderare,
    essendo questa espressione purissima,
    distillato autentico
    dell'intimo Io.
    Questo si muove,
    come le note,
    in una dimensione universale,
    come le sfere nel cielo
    così coordinate e sensate
    che da un Entità
    sembran lì collocate,
    quasi alla vita predestinate.
    E la creatività,
    quando si può mirar,
    diventa elemento espressivo
    di un'efficace ingegnosità.
    Così, pur la mente sa operare
    e la musica
    ha la capacità di esplicitare.
    Allor la musica riesce
    l'essere a prefigurare
    grazie alla sua logica singolare,
    che taluno ha potuto illustrare.
    La musica
    ha così un grande potere:
    benessere e compiutezza
    permette di avere,
    quando all'ascolto ci si dispone,
    quando alla propria vita si propone
    come nel realizzare una composizione.
    Composta venerdì 11 luglio 2014
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      Scritta da: Marta Emme

      Un pappagallo

      Non volevi mai deluder
      chi a te si affidava
      e una sfida continua
      pareva ogni momento
      della tua giornata,
      così densa e impegnata,
      anche nel realizzare
      quel progetto che collegialmente
      risultava ben accetto.
      Ma dal piumaggio colorato, * (ha visibilità)
      ecco, avevi accanto
      chi tutti avrebbe incantato
      col suo fare appropriato
      e quel ritornello sincopato
      che la lode aveva guadagnato:
      "Io ci avrei pensato".
      Poi s'era allontanato
      nel momento più delicato,
      ed era rimasto il ricordo
      del ritornello sincopato,
      solo ora evidenza
      di un pensiero poco elaborato.
      Giacché regnava attorno
      la distruzione
      che un pappagallo
      sa far per propensione,
      quando si sente libero
      e senza inibizione,
      come volesse all'uomo
      dare una lezione
      per la sua disattenzione.
      E siccome la fiducia
      è una cosa seria,
      quel pappagallo doveva star
      nella voliera.
      Composta mercoledì 9 luglio 2014
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        Scritta da: Marta Emme

        Grullaggine

        Non c'è peggior soggetto
        che risulti ben accetto
        di chi ride giulivo
        allorché gli chiedi
        di esser comprensivo
        se sei stato così rimbecillito
        da giudicarlo,
        per la diletta figlia,
        un buon partito.
        Difatti meritava la sponsale
        ben altro arsenale
        nell'atto ancestrale,
        se con la testa
        si va a commisurare
        alla necessità di procreare.
        Perciò la scuse
        son obbligatorie
        senza accampare tante storie.
        E così il "maritozzo"
        hai licenziato per quel
        che non aveva realizzato.
        Ma quello allor serafico
        dice: con le scuse
        puliscitici il culo,
        il mio arsenale
        sta al sicuro° (funziona)
        e, al momento,
        sa essere ben duro.
        A te manca una rotella
        e la tua figliola, per me,
        può rimaner zitella!
        La testa conta
        sol fuori dal letto, tieni a mente
        quel che ho detto.
        In tal contesto
        la passione scende in campo,
        si pone a fianco
        e non lascia scampo,
        allor s'impenna l'arsenale
        e si rallegra la sponsale,
        pur nell'essere spirituale.
        Perciò l'amor
        senza passione
        è una vera costrizione,
        che non s'addice
        a dar soddisfazione
        e neanche è utile
        alla procreazione,
        se si vuol dipanare
        la questione.
        Male ho fatto i conti,
        or son io
        che taglio i ponti,
        qui, limite non c'è
        all'ipocrisia,
        vado in pace e tanto sia.
        Ma codesta fanciulla
        non sa amar,
        povera grulla!
        Composta domenica 6 luglio 2014
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          Scritta da: Marta Emme

          La ginestra

          Dal viaggio tornavi contento.
          Mi portasti la ginestra,
          così di giallo splendente
          e come di Sole inondata
          e indorata e profumata
          del selvaggio limitar del bosco
          ove crescea frugale
          tra sassi e sterpi,
          da far meraviglia.
          E un gesto 'sì premuroso
          rendevan le stazzonate vesti,
          ancor provate dalla raccolta,
          lucenti e preziose,
          tanto eran di grazia ricolme
          mentre mi porgevi
          quel gioiello assoluto.
          Or troneggia nella stanza
          la natura,
          che rivela con te
          la sua grande anima.
          Composta sabato 28 giugno 2014
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