Scritta da: Marta Emme

Accoglienza in patria

L'accoglienza paga
ma è ipocrita dir
che non ingrassa la mala.
Si faccia il bene di quella gente*
portando lavoro ove vivono,
là ove non c'è niente.
Così si costruiscono veri ponti:
con mirati interventi e utilissimi fondi
e sempre facendo tornar,
con lo sviluppo umano, i conti.
Invece di illuder dei disperati
che arriveranno a maledir pur
ove son nati. Eppur ci sono
ancora dei pirla che invece
di contrastar la guerra vanno
per il mondo a imbandirla.
Marta Emme
Composta domenica 21 maggio 2017
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    Scritta da: Marta Emme

    Et mater est

    Par di veder una mucchina
    materna, dove attinger linfa
    preziosa* (sicurezza), ch'è quel
    che governa una storia di
    madre così sempre moderna.
    Ove trovi un legame profondo,
    ch'è il più forte del mondo.
    Che non tradisce neppur se,
    l'esser tuo, è immondo;
    perché, se può, una mucchina
    così ti rimette in pista,
    nonostante la tua imperdonabile
    svista. E se proprio la vuoi
    intenerire cerca d'esser sempre
    buono, senza esser fesso,
    nell'agire. Come di lei si può
    parimenti dire.
    Marta Emme
    Composta sabato 20 maggio 2017
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      Scritta da: Marta Emme

      Resilienza

      O biancospino, di fior candidi vestito,
      eppur silenzioso mentore in un
      mondo da tante insidie intristito,
      insidie che son come le tue spine
      nascoste, perché ove meno te lo
      aspetti son poste. Anche le fate,
      nella fantastica narrazione, di te
      hanno grande considerazione perché
      le tue spine son per la loro protezione.
      A fin del proprio bene, dunque,
      rivolgiam le tante pene, e, così forti
      diventeremo che niente più temeremo.
      Nell'animo saldi saremo, come fate
      del biancospino, e allor più pronti ad
      affrontar le avversità del destino.
      Marta Emme
      Composta martedì 16 maggio 2017
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        Scritta da: Marta Emme

        Aria nuova

        Il buon senso non dipende sempre
        dal consenso* (referendum), ma tutti,
        a quel che sento, hanno perso il senno
        e qui se ne fa solo cenno. Il cervello,
        quando conta, vede le cose pur da
        un'altra sponda. Magari, si è voluto
        poggiare sul contesto popolare*
        (cassa integrazione), e si è fatta una
        scelta di opportunità* (no al 67%) sol,
        e sol, perché i vertici si vuol cambiar
        e a casa loro rimandar! Alitalia, Alitalia
        non puoi aver bisogno sempre di una
        balia! Senza esser fenomenale, devi
        dimostrare d'esser concorrenziale se
        non vuoi pigliar quelle labbrate che
        vedi quanto fanno male sul piano
        sociale. Se poi ti riprendi è perché
        questo, bene, lo intendi. E se i
        dirigenti la ripresa non han saputo fare
        si devono cambiare, ma pur la loro
        buonuscita sia fallimentare; è un dato
        che altre compagnie aeree ben san di
        che campare; perché qui, dunque, non
        s'è saputo fare? Un analisi seria è
        salutare. Il cittadino non ha più voglia,
        di buttar soldi, nella fogna* (a perdere).
        Di sicuro paga di più saper gestir la
        cosa* (azienda) che stare sempre in
        posa, come gongolare senza utilmente
        realizzare, tanto per precisare. Piuttosto,
        come proposta alla ripresa, auspicando
        una vendita che non sia un'offesa, si
        pensi a far dividendi coi dipendenti, in
        una parte percentuale, come stimolo
        anche il proprio interesse a realizzare,
        e da contratto si sigilli questo patto.
        Allor si vedrà meglio come e dove
        risparmiare e specie se lo stipendio va
        a degradare ci sarà un controllo capillare.
        E or divago e allungo lo spago* (discorso).
        I dividendi, in percentuale, si devono
        accantonare anche per il terzo mondo,
        per aiutarlo a sviluppare, ch'è un modo
        di pagare pegno, perché con l'aereo si va
        a inquinare un bene così condominiale*
        (Pianeta) che per tutti gli uomini
        infinitamente vale. E questa logica ogni
        compagnia aerea deve applicare. La
        politica e i sindacati mondiali siano su
        questa linea schierati, che non è una
        pazzia gestir l'economia cambiando
        filosofia. Anche così si combatte, in una
        società, che sul capitalismo si è saputa
        così ben fondar che di umano poco ha.
        Di certo la mia soluzione non piace, perché
        il mondo sotto una coltre di ipocriti giace,
        che come un cane mordace, a ciò,
        guarderanno con occhi di brace. Ma questa
        equazione è il vero bidone di chi vive
        un'amara situazione* (disagio sociale).
        Altro che "fatti loro" a chi ci porta in volo!
        E non solo all'aereo, anche ad altro va il
        pensiero* (impatto di industrie, governi...),
        perché lo sviluppo equo è un problema
        di molto serio. E se davvero la soluzione
        mia è un'utopia, allor si trovi una diversa
        via che con l'altra metà del cielo* (chi
        soffre) sia in sintonia, perché del domani
        ci sia garanzia.
        Marta Emme
        Composta sabato 13 maggio 2017
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          Scritta da: Marta Emme

          Salvataggio

          Mentre assorta camminavo
          la strada bagnata osservavo,
          così t'ho notato e t'ho
          salvato, o vermiciattolo*
          (lombrico) che ti muovevi
          perso in quel rigagnolo. Eri
          uscito dal terreno e poi
          d'un tratto ti sei trovato nel
          sole pieno, perché nel
          frattempo è arrivato il sereno.
          Una vita da verme, nell'ombra
          sol può stare perché alla luce
          del sole può solo seccare. E
          così che, alle spalle, ognun
          si deve guardare.
          Marta Emme
          Composta lunedì 8 maggio 2017
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