Poesie di Marta Calò
Non si torna indietro
Cadi all'infinito
Dentro te stesso
Le pareti sono troppo lisce
Non puoi risalire.
Dovrai affondare e graffiare
Gridare senza essere udito
Contro te stesso
Solo nella solitudine
Per poter rinascere
e capire l'immensità della vita.
Addio.
Troppo tardi
Qualcosa si è rotto
Il tuo sguardo lontano
Tira i fili del burrone
Precipito nella salvezza
Senza sapere se riuscirò a tornare.
Ti ho perso
Mentre la nebbia si dissolveva
La rabbia spariva
e il rancore si incrostava.
Le trentuno notti hanno asciugato
Le lacrime che non ho mai versato
Le scuse leggere
Si sono trasformate in pietre
e non riesco a scioglierle.
Ho provato il nulla
i giorni senza te
e ho imparato a camminare da sola
a sorridere per me
Ma più i ricordi si fanno lontani
Più tu diventi insignificante.
Posso perdonare quello che hai fatto
Ma non quello che non fai
La non voglia di rimediare
Il non ammettere la verità
Mi rende impotente
Brucia da morire
Persino la sabbia sul cuore.
E cosa rimane a me
Se non questi lembi di carne insanguinata
Che ho imparato a guarire da sola
a forza di disperarmi?
Hai perso ogni minuto
Ogni momento
Ogni occasione
Per chiedere scusa
Per essere sincero, una volta sola
Ti guarderò dalla fine della strada
e se vedrai cadere una lacrima
Credimi
Sarà solo perché provando l'umiliazione
Si cresce
e non tornerò indietro a salvarti stavolta
Non ti prenderò per mano
Non ti guarderò negli occhi per tentare di intravedere la verità
Mi costruirò un mondo diverso
Dove non ci sono bugie
Ma solo il cielo che esplode sul viso
Avrà la forza di cancellare
Il sordo dolore dell'umiliazione
Che sporca ancora le pareti della mia mente.
Sei morto nella mia testa
Nel mio cuore sei solo una bianca cicatrice
Richiusa con l'indifferenza
Cosa si prova ad essere ignorati
Ad amare senza essere rispettati
a non essere importanti
a piangere contro un cuscino
Vergognandoti di te stesso
Quando tutto quello che sai fare
è augurare felicità a qualcuno
Che non sei tu.
Cadi all'infinito
Dentro te stesso
Le pareti sono troppo lisce
Non puoi risalire.
Dovrai affondare e graffiare
Gridare senza essere udito
Contro te stesso
Solo nella solitudine
Per poter rinascere
e capire l'immensità della vita.
Addio.
L'altalena
Schiacciata dalla tua idea
Al di fuori il vortice del mondo
Sfiora i miei confini;
Maschera fedele
Inesorabile sorride
Sotto io affogo
Nei tuoi colori più bui.
Poter amare
Non mi è concesso
Rinchiusa nella mia sfera
Scorgo da lontano i tuoi pensieri
Scivolano indifferenti
Senza vedermi.
Il muro che ho eretto
Non posso più abbatterlo
Pregno di illusioni
e di ambigui ricordi
Non cadrà
Si scioglie solamente
Con le lacrime della luna
Che brucia negli occhi
e fluidifica il male.
Sorride di amaro
e quasi per scherzo
Illumina la mia ferita
Rierge le mie mura;
Solo alla Solitudine io posso
Mostrarmi debole
Trasformarmi nell'inesorabile rumore
Delle onde del mare
e nell'immobilità delle stelle.
La meraviglia che ho dentro
Il fiume della luce
Lo devo paralizzare
Fugge di nascosto
Attraverso le fessure del mio limite
Ma non può esplodere
e non può morire;
l'altalena del mio vivere
Nella perenne maledizione
Di sorridere e tacere.
Non mi lascio sfiorare
Non ti permetto di convincere
La mia rassegnazione
Ti impedisco
Di essere il tutto
Per non farti diventare
La breccia nel muro.
Ho paura di essere felice
Di abbandonare la ragione
Di osare pensare
Pensieri che sanno di cielo
Di credere a parole
Che ingannano come farfalle
Quando sono così simili alla luna.
Blocco le orecchie
Perché il tuo suono scivoli via
Respiro il grigio dell'asfalto
Piuttosto che il tuo sorriso
e l'altalena torna giù
Il mondo si ferma
Ma la strada che ha percorso
Io l'ho persa di nuovo.
Quanto posso lasciarti intravedere
Della mia verità
Quanto posso permetterti
Di cominciare a capire
Senza dovermi riparare ancora
Nel raggio della luna
Senza dovermi far guarire dalla notte
Perché ricucia con i suoi fili di tempo
Le mie bruciature?
Devo rischiare di affogare
Per imparare a volare
Devo saltare giù
Dall'altalena infernale
Per avere il coraggio
Di guardare da terra
Tutti gli istanti
Che inconsciamente ho nascosto.
L'altalena
Ho paura di essere felice
Di osare pensare
Pensieri che sanno di cielo
Di credere a parole
Che ingannano come farfalle
Quando sono così simili al sole.
Blocco le orecchie
Perché il tuo suono scivoli via
Respiro il grigio dell'asfalto
Piuttosto che il tuo sorriso
e l'altalena torna giù
Il mondo si ferma
Ma la strada che ha percorso
Io l'ho persa di nuovo.
Quanto posso lasciarti intravedere
Della mia verità
Senza dovermi riparare ancora
Nel raggio della luna
Senza dovermi far guarire dalla notte
Perché ricucia con i suoi fili di tempo
Le mie bruciature?
Devo rischiare di affogare
Per imparare a volare
Devo saltare giù
Dall'altalena infernale
Per avere il coraggio
Di guardare da terra
Tutti gli istanti
Che inconsciamente ho nascosto.
dal libro "Come un granello di sabbia - Raccolta" di PensieriParole Staff