Scritta da: Marilena Aiello

Vieni qui, dammi la mano, ha smesso di piovere...

Usciamo ad annusare l'odore della terra bagnata
senti? l'erba sembra croccante sotto i piedi
se chiudi gli occhi ascolterai la vita brulicare
la vita delle creature più piccole
per le quali una goccia di pioggia è una doccia
le formiche sembrano confuse
ma non sbagliano mai, sanno sempre cosa fare,
dove andare e come tornare a casa
i fiori si lasciano agitare dal nostro passo leggero
per far scivolare le ultime gocce dai loro petali
giù, lungo le foglie, lungo lo stelo, sembra una carezza,
fino a farla bere alle radici loro e dei loro vicini
breve esistenza, inutile direbbe qualcuno,
se arido di cuore e di pensiero,
gioia degli occhi e dell'anima, diciamo noi
e alziamo lo sguardo al cielo ormai rischiarato
per ringraziare Dio senza usare parole
soltanto la gratitudine che sgorga dal cuore.
Marilena Aiello
Composta martedì 20 settembre 2011
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    Scritta da: Marilena Aiello

    Che farò delle chiavi della tua stanza?

    Ho chiuso io la porta bianca,
    dopo che sei uscito per l'ultima volta
    perché nessuno potesse sbirciarvi dentro
    nessuno potesse rubare con gli occhi
    ciò che tu hai lasciato
    ed è rimasto tutto lì, come un segreto
    tutto esattamente come quando sei andato via
    senza una parola, senza un solo sguardo
    senza un motivo, senza lasciarmi un respiro
    tutto è lì, immagini, fogli sparsi
    musica e promesse
    ti sei portato via solo ciò che sei:
    ti sei portato via tutto.
    e adesso ho le chiavi, proprio come prima
    e busso, con la stessa superflua discrezione
    ma nessuno risponde
    tranne in quei giorni d'inverno
    in cui il cielo grigio regala allucinazioni
    e mi sembra di sentire la tua musica
    e mi sembra di sentire la tua voce
    ma non è così.
    Marilena Aiello
    Composta martedì 20 settembre 2011
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      Scritta da: Marilena Aiello

      Luglio 1983 - Immagini

      Il campo di grano dorato appena mosso dal vento
      ancora ignaro del fuoco che l'avrebbe presto divorato
      sembra sconfinato alle mie braccia ad aeroplano
      è la mia giungla gialla, mi nascondo ma non mi perdo

      Raccolgo papaveri dai petali impalpabili
      rossi e tremuli come cuori innocenti
      verdi e nascosti come pensieri ingenui
      effimeri e fragili come quei giorni d'infanzia

      Il caldo allarga l'aria
      risuonano nitide le voci giovani dei miei genitori
      e argentine le risate bambine delle mie sorelle
      mio nonno, vero patriarca, seduto ad osservare

      La ghiaia crocca sotto le ruote della mia bici
      corro veloce e salto gradini
      cado mi ferisco mi rialzo e rido
      mostro orgogliosa graffi e cicatrici

      Nulla so del futuro, è troppo lontano
      nulla sospetto del dolore, è sconosciuto
      niente mi turba se non il tramonto
      che chiude un'altra giornata e il cancello del cortile.
      Marilena Aiello
      Composta domenica 10 luglio 2011
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