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Scritta da: Mariella Mulas

Accorate riflessioni

Cosa fare
di questo turbinio
di folle orrore
che sposta speranza
in supplica disperata.
Ove e quando redimere
caratteri, idee, propositi,
azioni, parole
in seguenti coscienze
che riparino
dalla furia del crimine?
L'uomo, come immagine di Dio,
o sbaglio della Natura,
entrambi facciate ormai
fuori da ogni senso
limpido spirituale
o trascinante alla genuinità
di tenera anima.
L'uomo, pare dedito
a porre dominio come fosse lecito
decidere l'attimo ferente
della morte.
Cosa fare, cosa sperare,
cosa urlare,
quanto piangere,
quanto inveire,
quanto disprezzare,
come agire
per porre fine alla ignominia
del suo delittuoso pensiero?
E la vita, intanto,
continua a gemere
la sua voglia di vivere,
pur sapendosi sempre più perduta.
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    Scritta da: Mariella Mulas

    Sono donna

    Sono donna
    insondabile menestrello di sogni...
    Sono colei
    che sa cos'è la gioia
    quando con volto d'amore
    animo l'arroganza virile
    mutandola in tenerezza.
    Sono insostituibile,
    la vita ha bisogno
    solo del mio respiro
    per rinnovarlo integro
    sul labbra nascenti
    e già piangenti di ancestrale timore.
    Sono oggetto di sensi
    quando non tengono conto di sentimenti.
    E sono spesso vittima degli esplodenti
    che in me vedono purezza
    da sottomettere e annullare...
    Sono sacrificata ai ranghi
    di peccatrice per far sì
    che mani fanatiche
    lancino uncinanti disprezzi
    a insanguinare di morte
    la mia identità.
    Sono donna, e madre,
    io che avanzo di pianto
    e inciampo in massi di dolore...
    Ma ho voce, e sguardo, e parole
    e mi presento ferrea indagatrice
    contro tutte le ingiustizie a me volte,
    perché so che vuol dire cadere,
    ho spesso ginocchia di vita peste e doloranti,
    ma mi risollevo decisa più che mai
    per accelerare il passo verso
    il varco luminoso della mia femminile
    e sempre verginale dignità.
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      Scritta da: Mariella Mulas

      Una lacrima di donna

      Quel verso di destino
      che intristisce
      solchi di vita,
      inaridisce labbra
      in sensi di terrore.
      E quella lacrima
      sul viso di donna
      scivola dagli occhi
      stupiti in un respiro
      che va oltre.
      Ed, esanime, segna
      in getti rossi fatali
      il suo spegnersi...
      dolorosamente trafitta
      dalla violenza,
      dall'abuso,
      dall'impazienza,
      dal martirio.
      Ah, lacrima di donna
      che irrori di perché
      gote ormai pallide,
      sei ultima traccia
      a chiedere giustizia
      in questo mondo umano
      che s'infiamma feroce
      d'irrazionali delitti.
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        Scritta da: Mariella Mulas

        Ascoltare la notte

        Ah le giornate,
        ore a sgomitare
        sensi in un ripassare
        emozioni.
        E ogni spunto
        di pensiero
        trascina in quei sentieri
        ingarbugliati
        da spinosi arbusti,
        e fai sguardo
        pungente
        che oltrepassi
        armature d'indifferenze.
        Vuoi sciogliere
        gelo che non appartiene
        alla primavera.
        Ascolti, curiosa come bimbo,
        la notte che, chiassosa
        d'indizi di nuova vita,
        induce a rivedere
        i tuoi abbandoni
        all'inerzia di un fato
        che sembra escluderti
        dalla gioia di vivere.
        E sospendi pure malinconia
        appendendola
        alla pazienza di una luna
        che pare, invece, sorrida,.
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