Scritta da: Mariella Mulas

Vergo amore

Sei tu poesia di un silenzio
Improvviso d'emozione
che indaga con parole
per arrivare all'infinito!
Quell'infinito
dove innalzo i miei brividi,
dove spazio
non ha nessun confine,
dove respiro è corrente
invisibile sul cuore
e battito è energia infallibile.
E narro l'assoluto,
sconvolgo mediocrità
dell'attimo in fuga,
e ritrovo te,
nel volto, nelle labbra
e nello sguardo
mentre vergo
tra sillabe d'amore
la tua essenza.
Mariella Mulas
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    Scritta da: Mariella Mulas

    Un amore, il tuo

    Un amore,
    il tuo,
    per adagiarlo
    nel tempo.
    Per impreziosirlo
    ogni attimo
    con nuove vesti
    di emozioni.
    Un amore,
    il tuo,
    per sostenere sguardi,
    per sentirne i sussurri,
    per capirne il sole riflesso,
    per fiancheggiare le tue orme,
    per non odiare lontananze,
    per ridere del silenzio,
    per giocare come bimbi
    sotto la pioggia
    rincorrendo solo
    l'attimo baciante
    che avvicina il cuore
    alle labbra della tua vita.
    Mariella Mulas
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      Scritta da: Mariella Mulas

      Luce d'umanità

      Percorsi interiori di donna
      a decifrare le arringhe appassionate
      dei suoi pensieri.
      Sarà fragile, o ferrea di coraggio,
      sarà anima estrosa, o introversa,
      sarà sognatrice o realista,
      sarà tutto o niente.
      Ma sarà donna
      in quel suo esistere
      interprete principale
      della vita,
      dell'amore,
      del dolore
      in qualunque estremo di infelicità
      a essa atrocemente recata.
      E intenso suo sguardo
      sarà sempre luce di femminilità
      che renderà ancor più necessaria
      la sua indissolubile presenza
      in questa irruente umanità.
      Mariella Mulas
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        Scritta da: Mariella Mulas

        Accorate riflessioni

        Cosa fare
        di questo turbinio
        di folle orrore
        che sposta speranza
        in supplica disperata.
        Ove e quando redimere
        caratteri, idee, propositi,
        azioni, parole
        in seguenti coscienze
        che riparino
        dalla furia del crimine?
        L'uomo, come immagine di Dio,
        o sbaglio della Natura,
        entrambi facciate ormai
        fuori da ogni senso
        limpido spirituale
        o trascinante alla genuinità
        di tenera anima.
        L'uomo, pare dedito
        a porre dominio come fosse lecito
        decidere l'attimo ferente
        della morte.
        Cosa fare, cosa sperare,
        cosa urlare,
        quanto piangere,
        quanto inveire,
        quanto disprezzare,
        come agire
        per porre fine alla ignominia
        del suo delittuoso pensiero?
        E la vita, intanto,
        continua a gemere
        la sua voglia di vivere,
        pur sapendosi sempre più perduta.
        Mariella Mulas
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