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Scritta da: Mariella Mulas

Odo un canto...

Odo un canto...
e un inquieto suono accanto,
forse note di violino
che sommesse poi si liberano
frizzando di brividi lo spazio...
Scorrono poi nuovamente lievi
quasi a voler riconoscere morbidezze
trovando, all'opposto, inattesi spigoli di toni stridenti.

E, invece, l'immagine di un archetto tra agili dita
a carezzare corde
invoglia solo un tempo sospirato da armonie
e rassettato da senso di leggerezza
in cuori ingenui che danzano...
danzano battiti, nati a sedurre pensieri di felicità
poi inesorabilmente più frenetici
in giri di vorticoso destino.

Questo destino,
come lupo che lancia ululi alla luna
di condanna predatrice,
annusa orme d'innumerevoli sogni lieti
lungo il percorso di ogni singolo sentiero,
e, subito dopo, con balzo fulmineo,
scova divorando quelle arie deboli di attese
costringendo suoni in vibrati lamenti,
cupi, ridondanti di sragionata dolenza,
così che, quelle visioni agognate di paradisi,
sono esclusivi inferni d'irreale,

dove venti alteri spogliano rami in primavera,
dove gocce, credute ristoratrici
si cristallizzano di sabbia
su zolle sospiranti già d'arsura,
fino ad annullare speranze di sguardi all'orizzonte
in apparenze di sorrisi
nella vita soggiogata, all'improvviso,
da sole letture trascritte in spartiti di lacrime.

Odo un canto, e ancora più forte e infinito
un inquieto suono accanto... come di cigno morente.

Mi fascio di penombra di tramonto in questo difficile esistere accompagnandomi, ormai certa,
a note finali di un violino impazzito.
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    Scritta da: Mariella Mulas

    Inventarsi l'anima felice

    Dolce oblio
    dell'esistenza stanca
    è inventarsi
    l'anima felice...
    e non scandagliare segreti
    nei ripostigli della memoria...
    Trovare solo ingenuità
    di parole,
    brevi parole,
    balbettate di sorrisi
    in prime pronunce d'amore...
    Dolce quindi alienare passioni
    e accomodare
    unicamente istanti
    dove baci
    sono immagini rosa
    fra labbra,
    e non brividi...
    Circuisco pensieri solitari
    fra antiche pagine
    di romanzi
    per essere apparente,
    senza realtà,
    solo romantica di emozioni,
    granelli di sogni
    che non indagano mai
    nel profondo dell'infelicità.
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      Scritta da: Mariella Mulas

      Poetessa dolente

      Eri brama di parole
      sussurrate nel labirinto
      delle sensazioni.
      Eri tutto...
      Il sole e le nubi...
      Il vento
      e il mare
      Eri la tempesta.
      E il paradiso.
      Eri la solitudine,
      il poema delle trasgressioni
      nella vita del dolore folle...
      Eri il silenzio,
      vergante lacrime
      irridenti la malinconia
      del tuo tempo prigioniero.
      Eri risate
      come fiumi
      che attraversavano
      l'Io dell'assoluto
      dei tuoi pensieri.
      Eri Poetessa dolente
      di quell'amore ridente
      che sempre appare
      struggente di alba eterna
      anche nel tramonto
      delle tue parole, ora,
      che non appartengono
      al tuo tangibile respiro
      ma all'anima tua
      radiante
      l'emozione immortale...
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        Scritta da: Mariella Mulas

        Tempo d'autunno

        Autunno,
        mani bronzee,
        carezzevoli
        di albe già
        annebbiate
        da nubi che gonfie
        si scontrano con primi raggi
        nascosti...

        e il vento guarda
        rami e
        impaziente corteggia già
        di foglie al volo
        desolato...

        Appare misero
        in autunno, ora,
        quel colore che fu
        abbagliante nei mesi
        di riflessi limpidi
        tra boschi risuonanti
        scampagnate ardite
        o di un mare
        invaso da risate e giochi.

        Ma è solo pausa
        accudita di silenzio di passi
        per indurre stanchi arbusti ingialliti
        a rigenerare di verdi trifogli
        poi campagne
        e... di arenili
        lasciati solo amoreggiare
        in carezze solitarie
        di risacca.

        ... e il tempo d'autunno
        s'accosta prodigo
        ai quei richiami di riposo
        e di sonnolenti bisogni
        di terra
        che timorosa di geli
        ha in seno promesse di germogli
        che attendendo, certi,
        voce tiepida d'amore.
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