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Scritta da: Mariella Mulas
Cantava voce
il senso dell'amore,
sussurrava labbro
il senso della tenerezza,
e guardava il sorriso.
E s'innamorò...

Ma divenne donna
in un letto di celate spine,
e consegnò, ignara, il primo
suo sangue
e il suo primo stupore.

Passarono giorni e mesi e anni
e l'amore divenne dolore,
il canto pianto
e il sussurro terrore.
Ma ancora amò.

Si abituò agli occhi chini,
si abbandonò ai silenzi.
Urlava troppo la gelida gelosia
di quel compagno severo,
e senza spensieratezza.

Cercò parole, ricevette schiaffi,
cercò sguardi ma ostili
minacciarono la notte buia
e la mattina dei passi intimiditi
e obbligati alla solitudine.

Bussava il suo cuore,
voleva il suono del canto.
sognava la dolcezza,
supplicava la saggezza
di un vivere in libertà.

Trovò il coraggio
in un giorno di maggio
e confessò il suo disagio
e per lasciare quegli occhi duri
che bramavano senza amare.

E fu decisa la condanna
dalla mente possessiva.
- No, resterai perché sei mia
e sempre lo sarai... -
E così impugnò il furore

come sangue di dolore
per un amore che non era amore
ma solo logica malattia,
negazione di una gelosa follia
per una donna stanca che andava via.
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    Scritta da: Mariella Mulas

    A una cagnetta che non c'è più

    Sfiorerò di flash
    la mente
    in piccoli barlumi di memoria
    per gestire malinconia.
    Eri presenza fedele,
    giostra di movenze accattivanti
    tu piccola creatura,
    subito amica del cuore.
    Sei andata oltre anche tu
    E non hai mai lamentato paure,
    eri presenza nel mio pianto,
    eri gioco nella mia allegria,
    e capivi il mio silenzio.
    Accucciata accanto
    lambivi sguardi come carezze
    di coraggio.
    Tu sei oltre ormai
    accanto forse ai miei rimpianti.
    Sfiorerò ancora i giorni senza te
    come quei tramonti
    che incontrano notti senza luna.
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      Scritta da: Mariella Mulas

      Amore vittima

      Eppure amore
      veglia cuore...
      Anche in un segno
      di dolore.
      Eppure respira
      quel senso
      che attrae sguardi,
      che insinua passione,
      che governa
      appartenenza.
      Ma quest'amore
      a volte piange,
      piange il divenire
      sofferto percorso.
      E in sangue mescola
      la sua fragilità.
      Ma è amore
      quel possesso
      che fa morire,
      è amore,
      in quella mente
      che prepara pensieri
      di dominio.
      No, è amore già morto.
      Quell'amore,
      esso stesso vittima
      innocente,
      che non ha più
      libero e vitale
      il suo profondo respiro!
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        Scritta da: Mariella Mulas

        Sole d'amore

        Se apro occhi
        voglio abbellirmi
        del tuo sguardo,
        se cammino
        lungo un sentiero
        voglio intuire ogni volta
        i tuoi passi accanto,
        se ti sfioro la mano
        voglio struggermi
        al tocco del tuo calore
        e se ti bacio
        voglio cercare
        tra le tue labbra
        il mio mondo.
        E così
        se di vertiginoso vento
        fosse rumorosa la notte,
        se alba sorgente
        riflettesse grigie ombre
        sul tuo profilo,
        e se improvvisa
        pioggia battente
        confondesse solari inviti,
        cercherei rifugio ancora
        nei tuoi battiti accanto
        e saprei sicura
        che il mio mondo
        è un mondo di limpido sole d'amore,
        languido e sensuale in me.
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