Scritta da: Bramante

Scriverti

Posso scriverti, per esempio che sei bella
o che mi manchi più dell'ago al suo cotone
ma non posso scriverti che mi addolora
quando esco a cercarti negli occhi delle donne
e far ritorno a testa bassa come un bambino
Posso dirti che dormo su letti di glicini
o che l'aria che respiro sa di te e di me
ma non posso dirti che le mie albe sono aghi
di ghiaccio che emergono dal cuore
Se ti scrivo la mano si contorce e il cuore avvezza
Come il merlo canta l'amore alla sua compagna
nel mio castigo, la follia d'averti
è il mio canto d'amore.
Mariana Nechita
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    Scritta da: Bramante

    Intimo tormento

    Che un respiro a fil di bocca bastasse
    ad eccitarmi e con le dita cercare le tue dita
    e sentire il canto della pelle fino in fondo
    fino al sangue che corre come un treno
    In un attimo, nuda, perdevi i lembi del pudore
    Venere di cera ti scioglievi come bruma al sole
    La sottana presa dai capezzoli fermava la discesa
    che il ruvido velluto della lingua aveva eretto
    Aderendo i corpi s'infangavano di sudore
    senza scrupoli le unghie penetravano
    la pelle scivolosa sul letto s'inchiodava
    Profanarti era un castigo reso irrefrenabile
    dalla voglia di trafiggerti che bucava come un tarlo
    l'istinto spingeva avanti senza ritegno
    L'orgasmo pioveva nel ventre che incassava
    colava bollente a riposar la danza
    tra l'inguine teso e un respiro a fior di pelle
    i sensi incenerivano l'ardente brace
    L'ultimo bacio chiudeva le mille bocche
    lambite come vini dall'aspro odor dei tini
    resta il miele ad incollare l'impetuosa voglia
    Rivestivo i tuoi nudi e virginei sguardi
    che s'intimidivano pungendo fitto il cuore
    Onde di capelli si dipanavano a matassa
    nell'intimo tormento il fiato diventava ardesia
    la tua mansueta purezza smarriva l'universo
    di quella notte che in un attimo fu già domani.
    Mariana Nechita
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      Scritta da: Bramante
      Non più un burattino
      lasciato in soffitta
      per farti sfogare
      il tuo pungente estro

      sono graffi senza sangue
      che consumano la carne
      piombo nel fossato
      smarrito tra le anse

      sbranato dal dolore
      condannato ad espiare
      un impetuoso fuoco eterno
      d'una morte mai avvenuta.

      Voglio invece deragliare
      nelle altezze rarefatte,
      non sale la puzza del tuo estro,
      precipitare in pieno volo
      smarrirmi nel vorticoso cielo

      padrone del mondo,
      della vita e del piacere
      di volare e di morire
      lontano dal corpo stanco
      di avere sempre preso.
      Mariana Nechita
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