Questo sito contribuisce alla audience di

Scritta da: etabeta
Hai visto quel raggio di sole fra le nuvole?
Hai sentito quel fremito lungo la schiena?
Hai ascoltato quel respiro lento e lontano?

Ero io che ti cercavo!

Com'era tenero quel gatto nero incontrato per caso...
Com'era dolce quel caffè bevuto pensandoti...
Com'era luminosa quella stella accesa nella notte...

eri tu che mi guardavi!

Quante corse contro il tempo!
Quante urla contro il cielo!
Quanto dolore dipinto sul cuore:

siamo noi solo in cerca D'amore!
Vota la poesia: Commenta
    Scritta da: etabeta

    Debolezze

    La incontro ogni giorno
    negli occhi di chi un tempo
    forse fu un bell'uomo
    e adesso è solo un corpo che occupa spazio.
    Si chiama solitudine.
    Ha i colori spenti dell'autunno
    anche quando è estate
    e il sole non muore mai.
    Sempre lì quei due occhi pieni di tristezza
    cui vorrei chiedere cos'hanno visto della guerra,
    quanto hanno pianto,
    se conoscono la gioia.
    Mi piacerebbe regalar loro un sorriso
    e un po' della mia allegria
    per fargli compagnia e dirgli che non è inutile
    ma "la gente guarda",
    e fingo indifferente
    continuando a camminare:
    ho i miei vent'anni da vivere
    e tenere rughe da dimenticare.
    Vota la poesia: Commenta
      Scritta da: etabeta

      L'dore dell'origano

      Ho sentito per strada
      come un ritorno al passato
      l'odore dell'origano
      in un campo tagliato.
      Era di giugno
      il grano biondo
      io con le ginocchia sbucciate:
      sfidavo il mondo,
      Giungeva il profumo del pane abbrustolito,
      del sugo fresco,
      l'odore dell'origano
      si confondeva sotto il pesco...
      Ho seguitoquell'odore
      per tornare al passato?
      Era solo una sensazione,
      l'avevo sognato?
      Mi è passato in un attimo
      come un lento cortometraggio:
      la mia infanzia, i mie nonni,
      i giochi: mia madre il suo coraggio...
      Ho pensato che forse, lontano,
      in un campo di grano
      dove non c'è buoi, né freddo,
      né pioggia, né dolore
      "lei"con i suoi occhi verdi
      sparge l'origano
      per ricordarmene l'odore...
      Vota la poesia: Commenta
        Scritta da: etabeta

        Rimmel

        Un volto su un quaderno
        disegno astratto e vuoto
        sogno disilluso di pagine bianche
        immagine uniforme di donns che sussurra.
        Rimmel cola giù dagli occhi
        misto a gocce di rugiada
        che paiono lacrime,
        no lacrime, no dolore,
        basta un aito di vento
        a ridare colore.
        Rosa nel tramonto
        l'azzurro tenue del cielo
        verde, l'orizzonte sconfinato dei prati,
        davanti a me: l'ignoto!
        Ignota la strada,
        estranea la gente,
        chiusa in me stessa
        col mio amore:
        né più bambole,
        né tazzine.
        È finita l'era delle bambine.
        E tono a fissare
        un volto su un quaderno,
        capelli al vento e sguardo che sussurra.
        Nero il fumo di una sigaretta
        acre il rimorso di un pianto mai fatto
        dolcezza incolore fra le rughe della fronte.
        Ma è solo uno schizzo su un foglio
        bagnato dal rimmel: non sa pensare.
        Vota la poesia: Commenta