Poesie di Maria Teresa Manta

Scrittore, nato domenica 10 ottobre 1948 a Aradeo (Italia)
Questo autore lo trovi anche in Frasi per ogni occasione.

Scritta da: MARIA TERESA

Il tempo del silenzio

Passano gli anni chiusi
negli affanni del tempo
senza vergogna, senza attese,
vuoti di speranze.
Invano ti guardi intorno,
invano cerchi una mano
che ti sorregga, vecchio,
chiuso sei nella tua canutaggine
che ti abbandona su quella fredda panchina solitaria
mentre incalza, intorno, la festa...
Quante feste han passato
i tuoi giorni quando il canto
degli uccelli rallegrava,
quando le piccole mani stringevi
dei tuoi figli a proteggerli...
Oggi nessuno stringe le tue raggrinzite mani
consumate dagli anni,
nessuno accanto a darti la gioia di un sorriso,
oggi solo il tuo pianto
e la tua infinita solitudine,
accovacciato a riscaldarti al sole
tiepido di un freddo mattino
che ti ritrova solo,
oggi il tempo del silenzio!
Maria Teresa Manta
Composta giovedì 5 gennaio 2012
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    Scritta da: MARIA TERESA

    Natale

    Natale ed ancora ritorni, splendido sole,
    a riscaldare il giorno...
    Ed ancora ritorni, dolce luna,
    a illuminar le notti...
    Ed ancora tornate, luminose stelle sincere,
    a coprire il manto degli amanti
    sognanti,
    al buio stesi ad ammirarvi...
    Ed ancora ritorni, mio dolce SIGNORE,
    in fattezza di bimbo,
    posato in quella mangiatoia,
    pochi poveri stracci a coprirti,
    riscaldato soltanto dall'amoroso alitare
    di un bue e di un asinello,
    dolcemente cullato dal canto
    di tua madre
    ed amato e aspettato e adorato.
    Ed ancora io piango, dolce figlio mio,
    la tua assenza,
    freddo il mio sole, spenta la luna,
    vuoto e buio e senza stelle
    il mio cielo...
    Dove i nostri giorni di festa,
    dove le risa, la tua voce dove,
    dove il nostro NATALE...
    Vuota la sedia e muti
    i commensali
    a rimembrar di gioie passate...
    Di dolore si muore
    ed ancora È NATALE!
    Maria Teresa Manta
    Composta domenica 11 dicembre 2011
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      Scritta da: MARIA TERESA

      Oltre la diga della sclerosi dei sentimenti sopiti...

      E, quando si placherà il vento,
      quando i rami saranno verdi e odorosi
      e invasi dai colori,
      quando, dal cielo scenderà il profumo
      caldo del sole abbagliante a mezzogiorno
      e le rondini voleranno alte nello splendido,
      azzurro cielo e sui rami,
      festosi i passeri costruiranno i nidi
      e udrai i cinguettii dei nuovi nati
      e la terra partorirà colori, odori, frutti, fiori
      e voci festose di fanciulli riempiranno
      i giardini, allora e solo allora
      CAPIRAIl'amore che ti porti dentro
      e non dà pace al tuo errore.
      Capirai il calore che potevi darle
      e quanto grande era la forza del suo,
      stabile e immutabile, oltre il tempo,
      il tempo che lei sa dare al suo tempo,
      quel tempo che per te HA BISOGNO
      DI TEMPO E NON SI CURA DEL TEMPO
      CHE PASSA, DOLOROSO, TREMENDO
      E VUOTO E SENZA TEMPO!
      Poi forse, capirai l'amore stupendo
      e tutta la gioia e la forza del "suo amore
      immenso" che ha aspettato il tuo tempo,
      tu, che per lei avevi cancellato il tempo...
      E chissà SE CI SARÀ PIÙ TEMPO.
      SE TU, PER LEI, AVRAI TEMPO!
      Maria Teresa Manta
      Composta domenica 31 luglio 2011
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        Scritta da: MARIA TERESA

        Remember (dal mio libro inedito "il sole e la luna" )

        Lei, l'ombra che ti porterai, cucita addosso, per sempre
        la forza che ti dava il suo amore il sole che illuminava
        e riscaldava i tuoi giorni.
        Lei, la vita vera e il tempo che resterà immobile
        e fisso e perduto e cercato e amato e rifiutato...
        Lei, l'amore grande, vivo nel tempo, nel cuore,
        nella carne, il sostegno, il coraggio insieme, uniti
        e saldi per sempre
        anche in questo tempo vigliacco che offende il coraggio
        e alla viltà dà vita, vita ch'è morte!
        Quanto tempo, ancora passerà prima
        che amore vinca nel tuo cuore gelato dall'odio,
        vittima della vendetta
        che, atroce e demone selvaggio, malvagio, freddo,
        ti desti in cambio del tepore caldo di quella vita vera?
        Dove cercherai il calore e il suo profumo
        e tra quali fredde lenzuola strapperai surrogati d'amore?
        Ramingo, errante nel freddo del tuo essere
        indifferente all'apparenza e vuoto dentro, la cerchi...
        Troppe parole cattive hanno nutrito la tua vendetta
        e il tuo volere farle male ad ogni costo e farti male
        e tu ora ramingo cerchi il profumo che non hai
        e il tuo profumo lei cerca che non c'è...
        Lontani, vicini, lontani, una cornice vuota accanto,
        per entrambi...
        Per quanto ancora ti fermerà l'orgoglio?
        ... "coltivati il tuo orto, è il mio consiglio,
        l'amore poi decide con chi dividere la vita sua,
        se tu non sei un vigliacco" (Questi 4 versi appartengono ad una canzone del grande Renato Zero.)
        Maria Teresa Manta
        Composta giovedì 24 dicembre 2009
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          Scritta da: MARIA TERESA

          Lacrime

          Le lacrime di una mamma
          foibe, pozzi profondi, abissi dilaniati
          dalle tempeste del dolore più cupo,
          più nero,
          affondano nel pianto, si disperano,
          dilaniano la mente e il cuore
          trafiggono.
          Dolorose, più di mille lame,
          uccidono il cuore sanguinante,
          annientano, non trovano pace.
          Le lacrime di una mamma sono
          antri profondi, oscuri,
          annegano i sogni e i desideri,
          vortici sono portati dal vento,
          tempeste che squarciano,
          nostalgie che abbattono, tormenti.
          Le lacrime di una mamma scavano
          dolorosi solchi, rallentano il passo
          della speranza,
          indeboliscono, ti prostrano,
          disperazione portano, buio profondo
          e vuoto e silenzio e solitudine.
          Le mie lacrime, miste alle mie
          mille preghiere, nelle mie notti insonni,
          aprono silenzi sempre più spessi,
          curvano la mia schiena stanca,
          la mia vita si prendono e a me
          non ti portano, figlio, figlio mio
          adorato, figlio mio perduto...
          Maria Teresa Manta
          Composta giovedì 10 dicembre 2009
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