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Scritta da: Maria Rosa Cugudda

Albero indifeso

Betulla era il tuo nome
notte e giorno a stendere le fronde
t'adoperavi.

L'usignolo in un flebile ramo
la reggia aveva costruito
per non turbare la quiete tua.

Nella calura estiva
al ritmo del danzante vento l'ombra spargevi.

Maestosità palesavi
il bimbo gaudente al sorriso esortavi.

Che resta
d'intarsiate fronde negli avviluppati rami?
Poco! L'uomo t'ha preso
una mattina di marzo
e con ardore storpio ti ha reso.

Povera mia voce
combattuto ha la battaglia.

Dopo essersi annoiato
l'uomo ti ha lasciato.

E ora la tua forza ammiro
pur nello strazio fresca esistenza offri
a ciuffi di foglie dei mutilati ceppi!
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    Scritta da: Maria Rosa Cugudda

    Stella fulgente

    Ogni tua luce
    generosamente hai donato
    del minuscolo corpo
    un firmamento hai formato
    amore potente
    al mondo hai regalato
    cultura ai piccoli
    entusiasta hai seminato
    il calore dei tuoi occhi
    all'indifferente triste
    universo hai emanato.

    All'improvviso
    "lei"
    ti ha colta
    non osavi commenti
    giungeva dall'Alto
    tua l'hai fatta
    amica dolente ma ben ospitata
    raggiante in un corpo
    ormai trasformato
    l'hai amata giacché
    lui
    l'aveva inviata.
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      Scritta da: Maria Rosa Cugudda

      Anima di corallo

      Dai tuoi occhi
      il mare intravedo
      non per l'azzurro delle pupille
      ma per il profondo orizzonte
      che mi offre.

      Dalle tue labbra sorseggio
      l'acqua cristallina che vita mi dona.

      Nel tepore del tuo cuore
      teneramente distendo i pensieri
      che la mente invadono.

      Ma la dimora più sognata
      nella tua anima incontro
      dove in unica entità eternamente
      ci avvolgiamo e l'amore confine
      non intravede perché l'anima è in noi
      e noi siamo anima che brucia d'amore
      al pari del rosso corallo.
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