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Scritta da: marghe12
L'aria mi profuma di glicine
nelle pupille nelle narici
grappoli viola

Chissà quante primavere ancora
debbono schiudersi sul tuo cammino

chissà di quali miscele
bagnerai la tua pelle

e se nei corpi diversi dal mio
troverai forme accoglienti

le tue mani son colme
di giovani gemme

saranno presto verdi foglie
sopra alberi più maturi

Io mi lascerò attraversare dalle stelle
accoglierò la luce della notte
quando te ne sarai andato.
Composta lunedì 10 maggio 2010
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    Scritta da: marghe12

    Riconoscersi ritrovarsi

    Il corpo muta le sue dimensioni,
    si allunga, si allarga,
    si muove nello spazio che lo circonda
    atomo di senso nella trasparenza dell'aria

    la mia mente ha un corpo anche
    di indicibile fattezze
    la mia mente è un'edera invadente
    un'ombra sul muro
    che cerca la sua identità
    oscillando sulla linea ove
    s'incrociano luce e notte

    cerco di resistere sotto il peso
    di questo esitare
    non so se sono corpo o mente
    oppure niente

    mi vedo deformata
    una sfera che percorre le vie
    scomposta
    che s'agita difronte alle linee rette
    che insegue il percorso rettilineo
    vi anela lo desidera
    e poi lo abbandona

    io sono acqua, lo dicono lo stelle
    lo dice il mio andare
    il mio corso lento e penitente
    sto scontando una pena
    ma quale colpa non so
    di aver commesso.
    Composta lunedì 10 maggio 2010
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      Scritta da: marghe12
      Poesia nuova che io cerco
      tra le stelle la sera
      negli ultimi giorni d'inverno
      nei frammenti del vento
      quando cade la pioggia che
      la terra rinnova

      poesia fresca che io cerco
      nelle note di un piano la sera
      nelle ultime ore di veglia
      nei frammenti della ragione
      quando si abbassano le ciglia
      il sogno rinnova

      le foglie si fan verdi
      e quando il giorno
      s'apre sulla collina
      è tutta un'altra nota

      tutto un altro vento
      tutta un altro giorno.
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        Scritta da: marghe12
        Siamo come la pioggia battente
        come il temporale malvagio
        che illividisce il cielo
        come la tempesta che serra
        la luce dietro una prigione di nubi
        siamo l'inondazione che devasta
        le case, siamo la furia dell'acqua
        che spazza via ogni forma di vita

        siamo potenti quando amiamo
        ma la nostra forza
        cela un potere distruttore
        e mentre il cuore ama
        coltiva nascostamente il dolore

        il dolore che proveremo quando
        la tempesta sarà passata
        e dovremmo camminare svestiti
        sulle tracce delle strade cancellate
        raccogliere stracci per coprirci
        inventare nuovi modi per riscaldarci

        ed arrenderci al fatto
        che forse significa solo
        questo amare

        e trovare il coraggio
        di cadere ancora sulla terra
        come pioggia battente ancora.
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          Scritta da: marghe12

          Eri per me mio padre

          Eri per me mio padre
          non un un marito
          non un giovane
          bello e pieno di vita

          la tua carne per me
          era un corpo d'accoglienza
          d'amore figliare
          la passione erotica
          del corpo mi era sconosciuta
          e nelle carezze
          a mia madre niente
          avevo visto
          se non la dolcezza
          di un uomo che amava

          il tradimento l'ho intuito
          seppur mai compreso
          ha avuto il colore di una notte buia
          sulle rotaie di un treno

          eri per me mio padre
          perfino negli afrori dell'alcool
          nelle bottiglie mezze vuote
          che ritrovai con disgusto
          dopo essermene andata

          eri mio padre
          negli occhi già densi di pianto
          di una bambina
          nelle coperte umide la sera
          nella stanza sopra la piscina

          eri mio padre
          nel profumo delle dalie
          nelle gocce di pioggia che
          cadevano dentro il temporale

          alla finestra ferma
          me ne stavo per ore a guardare
          ad aspettare

          che l'incanto finisse.
          Composta sabato 24 aprile 2010
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