Le migliori poesie di Marco Panizza

Nato a Alessandria (Italia)
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Scritta da: Marco Panizza

La fresca musica del vento

Ed io ti vorrei via
via dalla mia mente
per il male che farai
perché tu mi vinci sempre
e quindi vincerai

perché tu sai d'immenso
e la mia anima sarai
e come l'immenso ora
tu vai nell'infinito vai

ed io starò nel prato
nel letto colorato
e abbraccerò il cuscino
per non sentirti a me

e tu mi giochi sopra
e temi che io lo scopra
lo sguardo tuo celato
di chi sa che questo prato è solo disegnato

sei troppo bella e il vento ti porterà poi via
ma un soffio ti ha portata
ed ora che tu vieni
il tempo fermerò

così staremo insieme con il tuo piacere immenso
ed io ne sarò certo
almeno che io sia
colui che quando vuole
ti fa volare via.
Marco Panizza
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    Scritta da: Marco Panizza
    Schizzofrenica la tua mente
    di tutti noi politico arrampante
    nel tuo Stato
    del tuo credo agiato
    del tuo comunicare
    finta saggezza e cripta tristezza.

    Bastarda vita del tuo coerente Boss
    che non latita più
    perché lo Stato sei tu
    programmando con Lui.
    Con i tuoi occhi lucidi all'anniversario.
    L'anniversario di Falcone.

    Con lei che non gliene frega niente
    e di quel niente che fa tendenza
    e gira insieme al sistema
    è un sistema che ricicla.

    Il sistema non si può più intercettare.
    La strategia vince e continua.
    Lei intanto compra scarpe.
    Tu la scopi quando puoi
    lei gode quando vuole
    e solo con i flash ti sta vicino.
    Con lo sguardo di circostanza
    Parli poi di Borsellino.
    Marco Panizza
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      Scritta da: Marco Panizza

      Cronaca di un'assenza

      Ho ignorato la tua assenza
      come materia viva e presente
      ma invadevi il mio respiro
      con lui ti attendevo.

      Le mie ali basse
      dal tuo fermo vento.

      Poi un giorno il tuo sguardo
      così bello da uccidermi ancora
      così falso da non illudere un bambino.

      Forse eri solo il mio dolore
      la tua presenza d'assenza
      ma con la mia morte finita
      ti sono volato via.
      Marco Panizza
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        Scritta da: Marco Panizza

        Istruzioni

        Ho perso le istruzioni per vivere con te
        non so dove le ho messe o se le hai rubate tu
        oppure volate via da questa monotonia
        che era sintonia
        che era un giorno nuovo non un alba in agonia

        ho perso le istruzioni per vivere con te
        quelle che dicevano sempre di parlarti piano
        di non sussurrarti invano il nome tuo seguito da "ti amo"
        che dicevan come
        sfiorarti lentamente
        i giochi che piacevano a te e alla tua mente

        ho perso le istruzioni per vivere con te
        non so dove le ho messe non le trovo più
        ridammele o cercale tu.
        Marco Panizza
        Composta venerdì 20 settembre 1991
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          Scritta da: Marco Panizza

          Io sono il boia

          Scusate il ritardo
          Signore e Signori vi porgo le scuse

          io sono il boia
          vi spengo la noia
          vi stuzzico il brio
          vi dono la gioia

          tra voi mi siedo all'imbandita tavola
          tra voi sorrido per il mio inserimento
          tra voi ricerco anch'io il mio momento

          dai su chiedetemi quanti ne ho appesi
          e cosa hanno detto e se erano tesi
          io intanto bevo e meglio vi accetto

          cordiale vi parlo e ascolto il più colto
          oppure con quello che pagherà poi il conto

          rischiate l'erede tra le mie braccia
          l'infante sorride io gli faccio la faccia
          mentre la bella ancora s'accorge
          gira la schiena e il culo mi porge

          io sono il Boia
          vi spengo la noia
          vi stuzzico il brio
          vi dono la gioia

          son qui per il gusto
          del "siam tutti nel giusto"
          per l'intelletto
          son povero ometto
          per chi con la legge muoverà il mio braccio
          io sono il nulla, un impiccio, un intralcio

          lor Signori perdoneranno
          domani io all'alba...
          insomma lor sanno...

          ridete, ridete di quel che sarete
          se un giorno per mia corda scivolerete
          allor nei miei occhi conoscerete
          la mia malavoglia
          di togliervi cieli, mari e del sole il calore
          sentendo il rumore di un cuore che muore
          da un uomo che invece cercava l'amore.
          Marco Panizza
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