Poesie di Marco Nuzzo

Nato martedì 25 aprile 1978 (Italia)
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Scritta da: Marco Nuzzo

Il canto del cigno

Dalle acque più buie,
e senza propormi
di cedere il passo
a convulse tempeste
salirò,
maestoso
sopra cieli imponenti,
contandomi i fievoli,
residui battiti
d'ali e di cuore
uno per uno;
chiamato a morire
nella scena finale,
intonando potente
il mio verso appassito
io me ne andrò,
con l'ultimo grido
che mareggiate superbe
non sedimenteranno
tra gli arenati brandelli
pescati
dalla risacca
e spenti sul sudicio lido...
onnipresente,
non affogheranno più
la mia eco mandata nell'aria...
al tramonto
del mio corpo in agonia
non fermeranno più
il canto del cigno.
Marco Nuzzo
Composta domenica 31 gennaio 2010
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    Scritta da: Marco Nuzzo

    Risvegli

    Occhi a oriente
    scoprono aurore
    nascenti
    dall'acqua al cielo
    sopra orizzonti,
    che in verticale
    s'inastano alte,
    draghi,
    dai soffusi colori
    primeggiando sul sole
    e nel silenzio
    avvolgono la notte...
    decantare risvegli
    di giorni d'estate
    meditando
    i sorrisi dentro
    quando il vento
    nelle orecchie
    sussurra:
    "respira".
    Marco Nuzzo
    Composta sabato 30 gennaio 2010
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      Scritta da: Marco Nuzzo

      Nel mare... i ricordi

      Eccome si abbracciano,
      nel mare
      i ricordi,
      della mente amanti e sposi
      in giuramenti
      avallati nel sangue
      e padroni del cuore,
      esiliato nell'amarezza
      del tempo,
      che eternamente batte ore
      scandite tra i taciti dissensi
      di lotte inique,
      finite ìmpari.
      Sabbie bianche,
      slittate sulla battigia
      dal temporale...
      affondano...
      ma poi tornano,
      sfregandoti la pelle bruciano
      ... fanno male.

      Eccome si abbracciano...
      nel mare...
      i ricordi.
      Marco Nuzzo
      Composta venerdì 15 gennaio 2010
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        Scritta da: Marco Nuzzo

        Non sono vele leggere

        Salvami,
        da mari di te in frantumi
        su crude scogliere d'odio
        lambite da fili di stille
        inconfessate
        al faro sul versante ad est,

        gocciola ancora, senza guarire
        astro pulsante di passati presenti
        recisi senza prammatici addii
        e il solco si palesa, urla,
        gode del fastidioso vuoto
        alla fine del tramonto.

        Me ne andrò nel silenzio,
        con pesanti bisacce
        accelerando vigori di tempre
        ammaccate da assenze
        sopra te costruite;

        l'ultimo sguardo
        su questa sponda
        bersaglia vele leggere,
        ma anime lacerate
        non risanano pronte
        come scie sull'acqua.
        Marco Nuzzo
        Composta martedì 19 gennaio 2010
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