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Poesie di Marco Nuzzo

Nato martedì 25 aprile 1978 (Italia)
Questo autore lo trovi anche in Frasi & Aforismi e in Umorismo.

Scritta da: Marco Nuzzo

Stelle sfrattate

Ricordo quasi assente,
con madide mani
spolverato,
ricucito nella nebbia,
pezzi di cuore,
se infranti tornerete
l'adagio suonerà
ancòra alato
e non serviranno
stracci,
lavàti e sporcàti
tra le rive
di sponde meste,
tetro cullare
di emozioni diverse,
scolpite nei tronchi
e nell'aere spiovente;
se è vero
che altro non siamo
che stelle sfrattate,
se è vero
che un giorno
riavremo quel cielo,
quaggiù brillerò
di libertà provvisorie
sfiorate nel vento
tra il viaggiare eterno
dei miei occhi a te,
dimenticato amico.
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    Scritta da: Marco Nuzzo

    Ulisse

    Infiniti mari
    dove poetano le sirene,
    e sui porti
    in tempesta,
    implacabili predatori
    sfidano onde
    sul perdermi
    in catartiche assenze
    da queste spiagge,
    inquiete,
    deserte e primordiali,
    stuprate
    da tempeste ed eoni
    che costanti rimangono...
    ma io aspetto,
    solitario e immobile
    sopra isole lontane
    intriso
    di anima nera
    che m'infiamma,
    il sapore del sale
    ed il tuo miele
    mi mancano...
    il calore,
    l'ardire le labbra
    e giacere sui prati;
    senza una rotta
    e con gli dei avversi
    affronto il mio inferno
    e non lo so
    se più mai
    conoscerò
    il tuo viso pulito.
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      Scritta da: Marco Nuzzo

      Troppo presto nasce il giorno

      Troppo presto nasce
      il giorno
      quando ti guardo
      e dormi...
      e decanti la penombra
      tra le sfumature
      lievi,
      spente in chiaroscuri
      tra la pelle levigata
      e lenzuoli di glassa
      che mi rubi.
      Rapirei la notte,
      se chiuderla
      dentro uno scrigno
      sottendesse
      l'immortale carezza degli occhi,
      canone inverso
      e pensiero immorale
      tra i sogni anormali,
      mia torre d'avorio,
      musa di luoghi segreti
      ispirati dall'essenza di te
      che latente
      ti fai strada
      nel buio,
      trafficato dai miei dubbi.
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        Scritta da: Marco Nuzzo

        Cenere

        Come gradini
        risalgono
        una luna d'argento,
        queste onde di cenere
        svelando in penombra
        gli scorci di mare
        e i respiri,
        profughi
        di scure tormente
        taciute meditando;
        dove tutto è caos
        eterna è la quiete,
        tra la folgore
        scagliata nell'acqua
        e l'attesa del tuono,
        contro il silenzio
        franato
        su guance in lacrime
        e l'ammiccante
        volgermi alle stelle
        passando oltre,
        tornando
        nell'infinitesimo
        tuo essere ladra
        di strane emozioni
        sul navigarti lento
        gli occhi cobalto
        e le labbra,
        ora socchiuse
        sui navigli
        color cremisi
        bollenti ed invitanti
        a quel dolce,
        lungo sorvolo.
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          Scritta da: Marco Nuzzo

          Lettera ad un figlio

          Sorretti
          da indubbie certezze
          saranno i ponti
          dove muoverai
          i primi passi insicuri
          e poi di corsa,
          lungo la vita
          fuggirai,
          lasciandomi distante
          a recuperar fiato
          figlio mio,
          cavalcando
          nuvole di cotone
          che formano zebre
          di latte;
          e si,
          sarai grande
          perdendoti forse
          negli anni a venire
          le scale del cielo,
          ma ricorda,
          crescendo
          non ignorare le stelle,
          risplendi
          del tuo essere
          semplicemente te stesso,
          senza mai appigli
          sulle false pretese,
          senza sentire ragioni
          di mercanti
          d'anime vuote,
          ama i tuoi sogni,
          realizzati dentro
          e forse alla meta
          io ci sarò,
          li ad aspettarti,
          solcando con te
          l'agognato traguardo,
          figlio mio.
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