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Poesie di Marco Nuzzo

Nato martedì 25 aprile 1978 (Italia)
Questo autore lo trovi anche in Frasi & Aforismi e in Umorismo.

Scritta da: Marco Nuzzo

Romanticidio

Misere e immobili giacciono sulla fredda terra
le ultime vestigia di un consunto amore,
spoglie di un gioco mortale,
nemici in campi di battaglia,
come pedine su di una pregiata scacchiera,
fronteggiandoci invano,
mentre l'odio e l'amore chiudevano la loro partita,
senza vincitori, ne vinti...
ora, solo i freddi corpi...
affonda una volta ancora la tua lama nella piaga,
e fremi alla vista del mio caldo sangue,
fluido vitale, che sento, m'abbandona
fluido mortale, per te che te ne nutri;
trascinami giù con te verso l'abisso,
e mentre il sole a oriente spegne la notte,
spegni quest'ultima speme,
che fioca ancora brilla dentro noi;
soffia su quel petalo caduto
e spazzalo lontano da te,
illudiamoci per l'ultimo, impalpabile istante,
e uccidiamo una volta per tutte
questo guasto amore,
vorticando nell'inferno,
in un inutile, stupido romanticidio.
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    Scritta da: Marco Nuzzo

    Anime animali

    Resta con me,
    quando la notte affoga la mente
    nel letargico torpore di un sonno senza sogni,
    e col latrato dei lupi nella fitta foresta
    vacilla l'ultimo barlume della ragione;

    stringiti a me,
    come se un uragano che nasce dovesse portarmi via,
    e avvolgiti con me, in un vortice di ardite passioni
    che travolge in un brutale coito
    anche l'ultimo degli annebbiati sensi;

    senti con me,
    come è dolce sprofondare nell'intensità del momento,
    quando due amanti diventano una cosa sola,
    ed effluvi animali imbastiscono l'aria;
    il piacere carnale diventa dolore, e il dolore piacere,
    e poi orgasmo, e poi dissolvenza dell'estasi;

    resta con me,
    quando i primi colori dell'aurora
    fanno l'amore con la notte,
    e il silenzio è rotto soltanto dai grilli
    e dal respiro affannato di due impetuosi amanti;

    rendi imperitura la magia del fugace istante, pelle di seta,
    ascolta il mistico suono del silenzio intorno e dentro di te,
    poi accosta il tuo viso sul mio petto
    e dormi sul tambureggiare del mio cuore.
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      Scritta da: Marco Nuzzo

      Ballata triste

      E c'era la notte, e c'erano le stelle
      e poi c'eri tu, brillavi tra le belle
      posta al mio fianco, da un benevolo destino
      che il cuore mio impazziva, quando eri li vicino
      quando poi ci siam divisi, quando poi andasti via
      ti sei portata dietro quei momenti di magia
      mi hai lasciato la, senza fama e senza gloria
      ed ora mi è impossibile tradirne la memoria...

      che storia...

      e c'era il mare e c'erano le onde,
      grido un nome e solo l'eco mi risponde,
      guardo sempre nel profondo del passato,
      dove trovo solo il cuore mio malato,
      gravito da solo, satellite di niente,
      luna di una stella che ormai è un pianeta... trasparente.
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        Scritta da: Marco Nuzzo

        Eterea

        Dormi,
        fa del mio petto il tuo cuscino,
        mentre la notte mantellata di stelle
        rischiara la tua candida pelle di seta
        e l'eterno canto delle acque
        s'intona col tuo respiro, cadenzato e dolce;
        sogna,
        mentre il tuo corpo, nudo sul mio
        rivela la magia di una bellezza velata di giorno,
        e delle tue dolci curve, della tua esile essenza,
        del tuo essere fortemente donna,
        intensa,
        bella,
        eterea,
        a comporre una sinfonia con la natura tutt'intorno.
        Composta domenica 14 settembre 2008
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          Scritta da: Marco Nuzzo

          Senza parole

          Cosa vuoi dirmi
          quando tocchi i tuoi capelli
          che danzano leggeri
          alla musica della brezza del mare d'inverno?

          Quando guardandoti,
          sprofondo
          nell'immenso dell'oceano dei tuoi occhi?

          Quando mi riporti a galla, sfiorandomi le labbra,
          ed io, naufrago sperduto in frammenti d'infinita bellezza,
          precipito in cieli sconosciuti?

          Cosa vuoi dirmi
          quando la tua voce si libra dolce nell'aere,
          unica chiave d'accesso per la Shangri La della mia mente?

          Quando il tuo sorriso mi frantuma il cuore,
          quando tutto il resto non esiste più
          e quando inizi a danzare felice alla luce di un falò?

          Che cosa vuoi dirmi
          quando le parole non servono più
          e mi lasci lì,
          ebbro di te,
          inerme di fronte a te
          e senza parole?
          Composta lunedì 8 settembre 2008
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