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Poesie di Marco Nuzzo

Nato martedì 25 aprile 1978 (Italia)
Questo autore lo trovi anche in Frasi & Aforismi e in Umorismo.

Scritta da: Marco Nuzzo

Di-amante

Dolce nettare, d'ambrosia e d'idromele,
profumato, bollente,
questo è la tua bocca mentre sfiora la mia,
vorace la invochi, leccandone la polpa,
e suggelli in un istante il desiderio,
la fame che ho di quell'essenza...
l'essenza di te...
nel buio arranco, cercando le tue mani,
attento a non tradire l'ardire che mi turbina dentro,
e che la violenta bramosia della tua carne
t'inviterebbe a respingermi,
eppure è una vampa dentro,
e nasconderlo m'è arduo;
potrei navigare i sette mari
e varcare le soglie del tempo
e camminare nel vuoto infinito,
ma non privarmi del fulcro del mio essere,
non orbarmi della perla dei miei occhi,
diamante, non spogliarmi di te.
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    Scritta da: Marco Nuzzo

    Ebano e avorio

    Rapiti sensi, date a questa bocca il fervore di raccontare di lei,
    del suo passaggio seppellito dalle onde,
    e di un pianoforte sulla sabbia,
    che penetrante scandiva quella musica immortale...
    racconta, mio cuore, lo sforzo di sostenere il suo sguardo,
    quando gli occhi di lei osservavano estasiandosi
    le armonie del mio battere e levare sull'ebano e l'avorio...
    rimembra, pensiero, dei giorni passati a tentar di replicare quei magici istanti
    e racconta la poesia degli occhi d'una donna,
    specchio di soave essenza.
    Se sei sogno fammi dormire in eterno, fulgida passione,
    se sei vita non impigrire i miei sensi, vivida enfasi,
    or fantasticavo...
    Le mie dita adesso calcano i caldi tasti, come allora,
    e il tramonto riflette l'ultimo bagliore sullo scorcio del mare calmo,
    eppure dei suoi passi sulla spiaggia non resta che lo spirito.
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      Scritta da: Marco Nuzzo

      L'indelebile

      Pagine di storia sulla colla, fissata nei pensieri,
      e che vorrei lavar via appena sale l'ultimo alito di vento,
      eppure non ti muovi, e t'immergi nel morboso ricordo
      che mi angoscia e neutralizza;
      temo per questo cuore,
      che pavido e claustrale ancora spera e mi percuote,
      protetto nel suo misero guscio di carne e ossa...
      manchi a questi occhi,
      splendida, stupida creatura
      e forse ad ogni parte di me,
      ad ogni tessera di questo corpo
      e in ogni squarcio della mia vita,
      solitario volo,
      gabbiano su questo oceano di memorie in burrasca
      travisate le mie ali,
      che arrancano per sostenersi nel cielo,
      mentre le onde di questa tempesta
      s'infrangono dure sugli scogli della mia memoria.
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        Scritta da: Marco Nuzzo

        Lacrima di fiele

        Boccale, colmo di trattenute lacrime,
        amare come fiele, questo è ora il mio cuore...
        e sopportarlo è indegno... strano...
        osservarti mentre scomparivi
        e non carpire il tormento del vuoto
        nelle mie future notti,
        insonni,
        solitarie,
        come ombre senza memoria...
        come fantasmi tra lenzuoli al vento
        e le voci dei ricordi e del rimpianto,
        lasciate trasparire da una lacrima
        che si fa strada sulla guancia
        e muore sulle labbra...
        ora è l'amaro sulla bocca...
        quella stessa bocca che una volta
        aveva provato il miele.
        Ora è il ricordo ormai lontano
        di un sorriso
        con un volto sempre più alieno,
        sconosciuto...
        Non voltarti...
        guarda d'avanti a te,
        permettimi solo
        di sprecare ancora un momento
        per ricordarti,
        così come eri...
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          Scritta da: Marco Nuzzo

          Mistral

          Parlami, sull'echeggiare di onde
          che cullano il mio lento, profondo respirarti,
          baciami, freddo Mistral,
          e scaglia la bianca schiuma di mare
          sull'arida scogliera...
          come trema l'erba, alle urla del vento,
          impetuoso, violento,
          sei così simile alla mia anima,
          fredda, incostante, incontenibile,
          nel suo vagabondare solitaria,
          assorta nell'infinita tempesta dei pensieri,
          troppo fugaci, repentini,
          eppur per un istante così chiari,
          pescatori e albatross si contendono l'ultima pesca
          prima di cercare l'effimero riparo
          forse è ora di rientrare...
          è bello ascoltarti mentre guardo alla finestra,
          e resto in ascolto, ammaliato,
          del prossimo ruggito di mare.
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