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Poesie di Marco Nuzzo

Nato martedì 25 aprile 1978 (Italia)
Questo autore lo trovi anche in Frasi & Aforismi e in Umorismo.

Scritta da: Marco Nuzzo

Il vascello

Come un'anima nuda - io nuoto dentro al mondo,
guardo in superficie - m'immergo nel profondo,
e se con me tu adesso - decidi di volare,
abbraccia il mio destino - poi resta lì a guardare,
non è volo pindarico - per darti un'emozione,
ma viaggio in accoppiata - è lunga migrazione,
non senza afflizioni - né senza rancori,
io non ti nego gioie - ma neppure i dolori,
prendi la mia mano - allora, amica mia,
costruiamoci un vascello - e poi andiamo via,
su questa barca in bilico - fatta di cemento,
io sarò le vele - e tu farai il vento.
Composta mercoledì 23 dicembre 2009
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    Scritta da: Marco Nuzzo

    Della poesia

    Nessun encomio per cui fregiarti,
    solo parole,
    sputate nel vento contrario
    e scritte di pugno
    col sangue dell'angoscia
    allo scorrere dei pensieri,
    al balenare delle emozioni,
    assordanti silenzi del cuore
    condivisi con pochi,
    solo rumore per tanti ignoranti.
    Beati loro,
    incapaci di soffrire...
    beati loro,
    maldestri nel morire.
    Composta mercoledì 23 dicembre 2009
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      Scritta da: Marco Nuzzo

      La trama e l'ordito

      Sopite parole intessute sulla carta
      come ragni ferali erigono la tela,
      bella, perfetta maglia mortale
      per discinti pensieri
      ove muoiono i sensi
      di chi osa guardarsi dentro.

      Fra la trama e l'ordito
      l'intreccio è funesto,
      micidiale la penna sul foglio,
      mera arma di sterminio
      e carica di idee grandinanti
      contro la corazza delle dominanti ipocrisie.
      Composta mercoledì 23 dicembre 2009
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        Scritta da: Marco Nuzzo

        Dentro i miei scrigni

        Anguilleschi, fuggevoli, ebbene presenti nell'aria,
        respiro i profumi di rosa e mughetto
        che ostinatamente libri nel'ameno vento di primavera,
        traboccanti dal tuo voluttuoso corpo,
        dal tuo essere donna, candida e abile ammaliatrice,
        per i sensi impetuosi di un uomo,
        spiazzato dall'incanto di cotante flautate movenze,
        che più gli occhi, catturati e prigionieri non discosto,
        eccitato dal canto della tua sublime voce
        che il vento conduce alle mie orecchie,
        alzandosi dalla fertile terra in cielo...
        ebbrezza al tatto delle tue mani affusolate,
        che sincere riscaldano il cuore...
        devastanti i miei pensieri, che ho paura di dire,
        e che per il forte ardire tengo in me, dentro scrigni segreti...
        la chiave è tua, se la vuoi,
        ma non arretrare quando li aprirai, t'avverto,
        non fuggire,
        quando la luce t'abbaglierà più dell'oro.
        Composta domenica 13 dicembre 2009
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          Scritta da: Marco Nuzzo

          Angelo del deserto (sogno di un viaggio)

          Calde, sensuali note
          di profumi d'oriente,
          toni speziati e tenui insieme,
          liberi nell'aria,
          tra colori di tende di seta e arazzi...
          traspare quel viso,
          velato dal lungo, scuro sari
          che il vento del deserto,
          arido e secco,
          stira sulla bruna pelle,
          decantando del tuo corpo, le forme,
          sinuose, celestiali,
          ed i tuoi occhi d'ebano,
          contrasto e armonia con l'universo intorno,
          s'io avessi avuto ali
          ne avrei fatto dono a te,
          angelo di un paradiso perduto,
          e ora spiccheremmo il volo;
          s'io avessi avuto petali
          di orchidee e passiflora,
          avrei ornato il tuo capo...
          ora già manca il velluto delle tue mani,
          che sinuose volteggiano quando discorri...
          già manca il tuo corpo,
          che flessuoso
          balla tra le musiche dei sitar e degli esraj,
          angelo del deserto,
          preziosa perla di giada,
          ascolta il mio grido lontano,
          che come una palla di fuoco
          squarcia il cielo ad occidente,
          e s'infrange su quella magica sabbia ai tuoi piedi,
          fra rose del deserto a me distanti,
          tra orme, che il vento celerà a nuovi, ignari viandanti.
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