Le migliori poesie di Marco Nuzzo

Nato martedì 25 aprile 1978 (Italia)
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Scritta da: Marco Nuzzo

Di-amante

Dolce nettare, d'ambrosia e d'idromele,
profumato, bollente,
questo è la tua bocca mentre sfiora la mia,
vorace la invochi, leccandone la polpa,
e suggelli in un istante il desiderio,
la fame che ho di quell'essenza...
l'essenza di te...
nel buio arranco, cercando le tue mani,
attento a non tradire l'ardire che mi turbina dentro,
e che la violenta bramosia della tua carne
t'inviterebbe a respingermi,
eppure è una vampa dentro,
e nasconderlo m'è arduo;
potrei navigare i sette mari
e varcare le soglie del tempo
e camminare nel vuoto infinito,
ma non privarmi del fulcro del mio essere,
non orbarmi della perla dei miei occhi,
diamante, non spogliarmi di te.
Marco Nuzzo
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    Scritta da: Marco Nuzzo

    Angelo del deserto (sogno di un viaggio)

    Calde, sensuali note
    di profumi d'oriente,
    toni speziati e tenui insieme,
    liberi nell'aria,
    tra colori di tende di seta e arazzi...
    traspare quel viso,
    velato dal lungo, scuro sari
    che il vento del deserto,
    arido e secco,
    stira sulla bruna pelle,
    decantando del tuo corpo, le forme,
    sinuose, celestiali,
    ed i tuoi occhi d'ebano,
    contrasto e armonia con l'universo intorno,
    s'io avessi avuto ali
    ne avrei fatto dono a te,
    angelo di un paradiso perduto,
    e ora spiccheremmo il volo;
    s'io avessi avuto petali
    di orchidee e passiflora,
    avrei ornato il tuo capo...
    ora già manca il velluto delle tue mani,
    che sinuose volteggiano quando discorri...
    già manca il tuo corpo,
    che flessuoso
    balla tra le musiche dei sitar e degli esraj,
    angelo del deserto,
    preziosa perla di giada,
    ascolta il mio grido lontano,
    che come una palla di fuoco
    squarcia il cielo ad occidente,
    e s'infrange su quella magica sabbia ai tuoi piedi,
    fra rose del deserto a me distanti,
    tra orme, che il vento celerà a nuovi, ignari viandanti.
    Marco Nuzzo
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      Scritta da: Marco Nuzzo

      Mistral

      Parlami, sull'echeggiare di onde
      che cullano il mio lento, profondo respirarti,
      baciami, freddo Mistral,
      e scaglia la bianca schiuma di mare
      sull'arida scogliera...
      come trema l'erba, alle urla del vento,
      impetuoso, violento,
      sei così simile alla mia anima,
      fredda, incostante, incontenibile,
      nel suo vagabondare solitaria,
      assorta nell'infinita tempesta dei pensieri,
      troppo fugaci, repentini,
      eppur per un istante così chiari,
      pescatori e albatross si contendono l'ultima pesca
      prima di cercare l'effimero riparo
      forse è ora di rientrare...
      è bello ascoltarti mentre guardo alla finestra,
      e resto in ascolto, ammaliato,
      del prossimo ruggito di mare.
      Marco Nuzzo
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        Scritta da: Marco Nuzzo

        L'indelebile

        Pagine di storia sulla colla, fissata nei pensieri,
        e che vorrei lavar via appena sale l'ultimo alito di vento,
        eppure non ti muovi, e t'immergi nel morboso ricordo
        che mi angoscia e neutralizza;
        temo per questo cuore,
        che pavido e claustrale ancora spera e mi percuote,
        protetto nel suo misero guscio di carne e ossa...
        manchi a questi occhi,
        splendida, stupida creatura
        e forse ad ogni parte di me,
        ad ogni tessera di questo corpo
        e in ogni squarcio della mia vita,
        solitario volo,
        gabbiano su questo oceano di memorie in burrasca
        travisate le mie ali,
        che arrancano per sostenersi nel cielo,
        mentre le onde di questa tempesta
        s'infrangono dure sugli scogli della mia memoria.
        Marco Nuzzo
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          Scritta da: Marco Nuzzo

          Dentro i miei scrigni

          Anguilleschi, fuggevoli, ebbene presenti nell'aria,
          respiro i profumi di rosa e mughetto
          che ostinatamente libri nel'ameno vento di primavera,
          traboccanti dal tuo voluttuoso corpo,
          dal tuo essere donna, candida e abile ammaliatrice,
          per i sensi impetuosi di un uomo,
          spiazzato dall'incanto di cotante flautate movenze,
          che più gli occhi, catturati e prigionieri non discosto,
          eccitato dal canto della tua sublime voce
          che il vento conduce alle mie orecchie,
          alzandosi dalla fertile terra in cielo...
          ebbrezza al tatto delle tue mani affusolate,
          che sincere riscaldano il cuore...
          devastanti i miei pensieri, che ho paura di dire,
          e che per il forte ardire tengo in me, dentro scrigni segreti...
          la chiave è tua, se la vuoi,
          ma non arretrare quando li aprirai, t'avverto,
          non fuggire,
          quando la luce t'abbaglierà più dell'oro.
          Marco Nuzzo
          Composta domenica 13 dicembre 2009
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