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Poesie di Marco Bartiromo

Artista, nato martedì 15 dicembre 1959 a Portici(NA) (Italia)
Questo autore lo trovi anche in Frasi & Aforismi e in Frasi per ogni occasione.

Scritta da: Marco Bartiromo

Cuori nel Blog

Un cuore
quattro tasti
e tanti amici veri
un punto di partenza
sul quale confidare
lasciare i tuoi pensieri
e farli commentare
sfrenare quella voglia
per dare sfogo ai sogni
riflettere gli umori
di tanti giorni scuri
saziare il tuo bisogno
esprimere opinioni
trasmettere emozioni
che parlano d'amore
per poi selezionarle
e farne un novelliere
racchiuse dentro un libro
assieme a gente vera
connessi come me
dall'onda del piacere
che bagna tutti i lidi
di chi non ha frontiere.
Composta mercoledì 24 marzo 2010
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    Scritta da: Marco Bartiromo

    Falso d'autore

    Nel mondo che viviamo
    ipocrita e meschino
    in questa società, complessa e articolata
    c'è solo un sentimento, su cui poter contare
    libero da fini, da utili ed affari
    con fare percettivo e un po' di riflessione
    sei pronto ad accettare, l'invito di un amico
    per stendere la mano e cedere all'impulso
    lo stato emozionale, che nasce dal confronto
    dettato dal legame e dalle affinità
    che molta gente ancora, riesce a provocare
    in un rapporto serio, senza iniquità
    basato sul rispetto e stima verso gli altri
    la disponibilità, che hai sempre ricercato.
    Nei nostri sogni onirici, è sempre ricorrente
    l'immagine altruista, di una persona cara
    ma devi dare un senso al suo significato
    bisogna riconoscere l'originalità
    ci sono tanti falsi, nel mondo consumato
    tra chi cerca l'amore e chi, solo calore
    ci trovi il disonesto, l'ingiusto ed il violento
    che gode del pensiero, di farti solo male
    Non sei alla ricerca di un marchio registrato
    tu cerchi solamente, una persona vera
    che sappia dimostrare, tutto il suo splendore
    tra tanti volti nuovi, che trovi nel virtuale.
    Composta martedì 30 marzo 2010
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      Scritta da: Marco Bartiromo

      Nuvole

      Batuffoli ovattati, si stendono nell'aria
      ricoprono l'azzurro, di un cielo addormentato
      cuscini di conforto a un mondo che si appresta
      a cogliere nell'ombra, l'ira del Signore.
      Infuria la tempesta, la rabbia sta crescendo
      tra lampi più contorti e tuoni rumorosi
      un carico di lacrime, si abbatte sul selciato
      lavando quei peccati, che abbiamo accumulato.
      Ma poi all'improvviso, tutto si schiarisce
      ritorna quella luce, che illumina il sorriso
      un volo di colombe, annuncia quella pace
      l'eterna primavera che porta il suo profumo
      Un grande arcobaleno, un arco di colori
      si stanzia fino al sole, donandoci il sereno
      quella benedizione, che illumina il cammino
      la quiete tanto attesa, dopo lo squallore.
      Composta giovedì 1 aprile 2010
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        Scritta da: Marco Bartiromo

        Una luce di speranza

        Campane a lutto
        un giorno di passione
        che vede il Suo dolore, sui pali insanguinati
        un simbolo supremo di tanta sofferenza
        la croce del supplizio, portata sulle spalle
        per immolare l'uomo, da tutte le sue colpe
        per riscattarlo dalla corruzione.
        Corone di spine, cingevano il capo
        il sangue colava sul viso sereno
        un danno che viene da un bacio tradito
        si arriva sul monte che dona la morte
        un male dovuto, per Sua volontà
        per dare la vita, al seme marcito
        che solo se soffre, rinasce pulito.
        Un corpo stremato, chiuso nella roccia
        avvolto nel lenzuolo, che porta il suo patema
        risorge a nuova vita, donandoci dolcezza
        la luce di speranza, che ci dà la gioia
        per vivere felici in questo grande abbraccio
        che stringe tutto il mondo
        nel segno dell'amore.
        Composta sabato 3 aprile 2010
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          Scritta da: Marco Bartiromo

          'O surris' (Il sorriso)

          Luonghe, arricciate e nire stì capille
          nù ricciulillo 'nfronte cà sbarea
          annascunnenno l'uocchie tuoie
          cà sò faville

          Doje perle luccicante
          cà si e guarde
          me lasciano allibito
          'mpressionato

          Vulessa addiventà nù raggio e sole
          p'accarezzà stà pella vellutata
          pe m'estasià, annanze a stù surris'
          ca sulo a vocca toia, me pò dà.


          Lunghi, ricci e neri, i tuoi capelli
          un ricciolo che balla sulla fronte
          nascondendo gli occhi tuoi
          che sono faville

          Due perle luccicanti
          quando le guardo
          mi lasciano allibito
          impressionato

          Vorrei diventare un raggio di sole
          per accarezzare la tua pelle vellutata
          per estasiarmi davanti al tuo sorriso
          che solo la tua bocca mi può dare.
          Composta martedì 6 aprile 2010
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