Scritta da: Marco Barone

Città sottosopra

Città sottosopra
giornata cupa e grigia
respiri smog e cupidigia
la gente non sorride più
in queste città sottosopra
e ti accontenti del meno e non del più.

Biciclette senza sella
motociclette di città
sfrecciano ad alta velocità
per le strade passatempo
dove negli occhi non guardi più.

Mani sulla fronte e pensieri sul PC
vetrine di metropoli nella provincia che sa dir solo sì
sì al progresso regresso
sì al commercio senza senso
sì alla globalizzazione che uccide ogni tradizione.

Città sottosopra
telefoni Tablet e wifi
e non sai più che età hai
spiegano la vita con formule e chimica
amori e dolori passioni ed emozioni
altro non sono che scie senza senso
per questo tempo
senza più tempo.
Marco Barone
Composta martedì 15 ottobre 2013
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    Scritta da: Marco Barone

    Ferragosto... dedicata a quelli che...

    Ferragosto,
    eccoci qui,
    ancora qui a scrivere e sognare
    a scrivere per indignare,
    a scrivere per ribellare la rivoluzione ribelle.
    Ferragosto,
    penso a quelli che hanno perso il lavoro,
    sfruttati e licenziati dai padroni oppressori dei diritti dei lavoratori,
    ed ecco i padroni, che ora si tuffan dalle milionarie barche, in cerca del capitale alloro;
    penso a quelli che vorrebbero andare a mare,
    ma possono solo sognare le onde amareggiate,
    e rincorrere le speranza mai ancorate;
    penso a quelli che abbandonati da amici e parenti
    ora guardano oltre le colline della città,
    in cerca della laica verità;

    penso a quelli che abbracciati nella condivisione della mortale prigione
    corrono ed ancora corrono verso la via dell'evasione;
    penso a quelli che seduti sulla panchina del paese,
    sognano un mondo non più di padronali concessioni ma di proletarie pretese;

    penso a quelli che drogati dalla falsa informazione
    dalla berlusconiana televisione
    subiscono senza pentimento
    il cattivo sentimento della sistemica disinformazione;

    penso a quelli che a ferragosto non possono nuotare liberi per i sentieri liberi della montagna,
    a quelli che vorrebbero vivere la vacanza,
    a quelli che vorrebbero pranzar con una porzione di lasagna e inebriarsi con i propri figli di gioia ad oltranza.

    È ferragosto,
    né migliore, né peggiore,
    eppur è giunto il momento del nostro tempo,
    o si eleva la testa per la dignità manifesta,
    o sarà la fine, ogni oltre confine...
    Marco Barone
    Composta lunedì 15 agosto 2011
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      Scritta da: Marco Barone

      La più bella poesia

      Imprigionato nella libertà del mio silenzio,
      ho cercato,
      ho atteso,
      ho sfiorato,
      ho atteso,
      ho baciato,
      ho atteso,
      la poesia.

      La più bella poesia è quella che mai è stata scritta, che mai verrà scritta.
      È come cercar il senso dell'illusione.

      Se razionalizzerai il tempo, diverrai automa,
      se dionisizzerai il tempo, sarai umano.

      È come negar il sogno dell'evasione, dal sistema prigione.

      La poesia più bella è quella che non c'è.

      Ma vive nel tuo cercar emozione in tal perdurante confine,
      senza rime,
      senza rive.

      Ho cercato,
      ho atteso,
      ho sfiorato,
      ho atteso,
      ho baciato,
      ho atteso,
      la poesia.
      Marco Barone
      Composta giovedì 18 agosto 2011
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        Scritta da: Marco Barone

        Raggia

        Furia,
        brama,
        violenza,
        impetuosità,
        rabbia.
        Sì, raggia, virulenta per quel dì
        ove inebriato dal mosto di Bacco,
        accarezzata venne la freddezza umana.
        Raggia, sì, rabbia impetuosa
        avverso l'ipocrita aureola francescana da cui nacque un tempo non lontano
        il fior destinato alla sofferenza in tal teatro villano.
        Raggia, sì, ardente brama
        nell'infuocata violenza
        di patir l'ingiustizia vivente.
        Raggia,
        raggia,
        oh repressa rabbia.
        Eppur all'improvviso soave sorriso,
        fiume di vita,
        in tal silenzio
        echeggiante l'alba della nuova era,
        occhi sconfinanti l'oltre;
        ecco la raggia violenta, impetuosa,
        mutar in amor ribelle.
        Quella mattina d'autunno,
        l'abbraccio coccolato dalle lacrime di gioia del ciel figlio dell'estate mai vissuta,
        offrì al grezzo uomo che or sei
        linfa regale
        nel bacio astrale.
        Marco Barone
        Composta domenica 26 dicembre 2010
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