Scritta da: Manuele Urru
Cara mia notte, fammi compagnia ora,
troppe volte ho messo gli occhi a tacere,
e cosa mi è rimasto
se non pugni di conchiglie
gettate alla luna quando muore nel mare.
Sì, dovevo imparare da quei avidi demoni
che dalla vita tutto hanno e nulla danno!
Graziati dagli Dei,
hanno ali assai grandi per non cadere mai.
Resta ancora, mia eterna consorte,
accompagnami oh dolce, nella scura tenebra
dove tutto tace e nulla importa
e il mio solo conforto è il poter parlar con te
come parlano i dannati,
misere anime in bilico sul filo del rasoio
costantemente attratte dall'abisso
che gli farà da tramonto.
Manuele Urru
Composta venerdì 26 febbraio 2016
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