Scritta da: Fenice Noir

Pescatori di sogni

Sono un pescatore di sogni
ed ogni giorno la mia barca
prende il largo
insieme ad altre di disperati.
Buttiamo la rete, con la speranza
di chi non rinuncia
ma le nostre mani raccolgono
solo stelle e conchiglie vuote.
Nell'attesa facciamo collane
con le conchiglie
e riponiamo le stelle in un cassetto
convinti che un giorno brilleranno
perché noi non rinunciamo a sperare.
Siamo pescatori di sogni.
Luisa Paolella
Composta venerdì 19 maggio 2017
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    Scritta da: Fenice Noir

    La paura d'amare

    Ho cercato di fuggirlo
    per me era si gioia
    ma anche tanto dolore.
    Lui mi aspettava ovunque
    supplicante e scintillante.
    Più cercavo di evitarlo
    educando il pensiero alla disciplina
    del coraggio,
    più ogni cosa mi portava a lui:
    all'amore.
    Ho attraversato boschi e scalato vette.
    Ho attraversato mari e strade battute
    e ho cercato un albero
    per meditare.
    Alla fine mi sono arresa
    attratta dal suo bagliore ingannevole.
    Sfidandolo gli ho urlato:
    ma forse quest'attimo da solo
    vale tanti non attimi?
    E gli sono andata incontro.
    Luisa Paolella
    Composta mercoledì 10 maggio 2017
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      Scritta da: Fenice Noir

      I silenzi dell'amore

      Mi manchi
      in questi lunghi silenzi
      e la mancanza si dilata
      nello spazio e nel tempo,
      nel corpo e nella mente.
      Ti sento
      in questi lunghi silenzi
      e ti chiamo
      ma non mi senti,
      allungo la mano
      ma non la prendi.
      E allora ti scrivo
      di questi lunghi silenzi
      anche se tu
      non mi rispondi
      e i silenzi diventano
      ancora più lunghi
      nel silenzio.
      Luisa Paolella
      Composta giovedì 6 aprile 2017
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        Scritta da: Fenice Noir

        Cento giorni

        Cento giorni
        per pensare
        per mangiare e camminare.
        Per fare quelle cose
        che avrei voluto fare.
        Cento giorni
        per amare
        per lasciarsi andare.
        Per concentrare la vita
        e sognare.
        Cento giorni
        per lottare
        per sorridere e parlare
        per sedersi sfinito e riposare.
        Cento giorni
        per guardare il mare
        e ascoltare il vento
        e sentire il profumo di un fiore.
        Per imparare a barare
        e non restare solo.
        Cento giorni
        per guardarmi allo specchio
        e vedere una faccia non più mia
        la faccia di un malato terminale...
        che mi chiede:
        in cento giorni...
        cosa posso fare?
        Luisa Paolella
        Composta mercoledì 22 marzo 2017
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