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Poesie di Luca Zecca

Venditore, scrittore, blogger e fotografo, nato martedì 5 giugno 1990 a Morbegno (Italia)
Questo autore lo trovi anche in Frasi & Aforismi, in Racconti, in Leggi di Murphy e in Frasi per ogni occasione.

Scritta da: Luca Zecca

In cielo le stelle ogni notte sono tante

In cielo le stelle ogni notte sono tante,
miliardi di puntini che senza un senso
ti catturano senza ritorno in un istante.

Una sera di settembre però se ci penso,
non ho avuto bisogno di salire
la mia stella l'ho trovata in questo immenso.

Hai regalato una nuova luce al mio patire,
il vuoto che sentivo sempre se n'era andato,
l'amore mi aveva avvolto nelle sue dolci spire.

Grazie per ogni istante che mi hai regalato,
dal più piccolo al più importante
che non sempre ti ho ricambiato.

Ci provo ora con la cosa che so fare con maestria,
la dedico per sempre a te amore mio questa poesia.
Composta martedì 15 luglio 2014
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    Scritta da: Luca Zecca

    Squittii lontani nella foresta echeggiano

    Squittii lontani nella foresta echeggiano,
    di lupi che non sanno di essere divenuti per morale conigli!
    Non vi siano a loro giacigli,
    non fioriscano in lor animo fino a un riscatto nuovi gigli.
    Di sol pane non vive l'uomo disse il redentor,
    fiamme e saette rinvigoriscon il riscatto nel mutamento di sentor.
    La via è ardua e stretta e non richiede certo pochi sforzi,
    mal ner reciproco rimembrar di colpi bassi si muore; e ciò, per Dio, si smorzi!
    Non sia mai che qualcuno per errore decida di avvicinarsi,
    solo sull'odio e le divisioni bisogna concentrarsi!
    Ma fino a quando!? Fin quando su ciò si può soffermarsi!?
    Per pace e amore fummo tutti creati,
    l'odio e il dubbio son figlio dei cherubini nel fuoco sprofondati.
    Sì tanto bello potrebbe essere il futuro,
    non di questa Terra infatti sono i frutti delle nostre azioni,
    perché quindi inficiarsi sul dopo solo per non saper tenere vili reazioni,
    perché non vivere in pace un cammino che finirà di sicuro!?
    Composta domenica 21 aprile 2013
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      Scritta da: Luca Zecca

      Rimembro ancor triste e passato

      Rimembro ancor triste e passato
      quel giorno che fu dannato;
      figlio di anni di scelte sbagliate,
      figlio del tempo e proposte rubate.

      Ahimè! Come tutto qui mi condusse?
      Al sentirmi inutile e schiavo
      delle altrui mosse, al non saper
      del domani che farne; mi distrusse
      e nel passar dei giorni mi rese scialbo.

      E quella voglia di ribellione
      senza tregua continua a crescere,
      quel desiderio di porre fine al soffrire
      di coloro che più non vedono soluzione.

      Il loro intento alla fine è riuscito,
      hanno posto fine a quello che era un mito,
      lavorare per vivere e non vivere per lavorare:
      oggi tutti schiavi pronti a farsi comandare.

      Mutui, leasing, revolving e prestiti personali,
      così da togliere il piacere del domani,
      così da avere tutti sempre a lavorare,
      per pagare ognuno le sue rate senza protestare.

      Loro, tonfi e fieri, con le loro diavolerie
      ci hanno incatenato, con le loro porcherie
      senza sforzi o fatiche ci hanno addomesticato.

      Ma come per tutti il loro cuore
      una paura nasconde, e cioè quella che
      gli uomini si liberino dell'oppressore;
      ancora, fortuna loro, non si sono resi
      conto non essere l'avvoltoio conquistatore,
      ma la sua carta a cui danno troppo valore.

      Nel tempo in cui l'uomo a virtù
      e non già più a carta il tempo
      e le energie tornerà a dare, non più
      ai draghi di Wall Street il futuro
      andrà, ma ad ogni uomo libero,
      e a ogni uomo che liberar si dovrà,
      così che la coltre, per tutti e per me,
      un po' meno grigia e spessa apparirà.
      Composta martedì 19 giugno 2012
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        Scritta da: Luca Zecca
        Il cielo si colora di rosso
        la sera quando il sole ci lascia.

        La volpe la nel fosso
        nasconde i cuccioli prima della caccia.

        La dura notte d'inverno ricopre ogni cosa
        senza distinzione di colore della faccia.

        Il caldo tepore del tuo pensier però
        non mi permette di soffrire
        e di temere ciò che sarò.

        Il tuo amore mi permette di aprire
        il mio cuore anche tra freddo e neve
        senza che io possa perire.

        E se anche freddo e neve sono solitudine
        sempre forte e sereno mi sento,
        e di passare il mio tempo con te mai mi pento
        tu mi rendi sereno anche quando sono tra martello e incudine.

        Questo inverno di solitudine non mi spaventa
        perché già so qual è la mia ricompensa;
        riscoprir te alla fine di questa tormenta.

        E dubbi sul trovarti non ho,
        come non ho dubbi che domani il sole
        sorgere vedrò.
        Composta domenica 23 ottobre 2011
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