Poesie di Luca Zecca

Venditore, scrittore, blogger e fotografo, nato martedì 5 giugno 1990 a Morbegno (Italia)
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Scritta da: Luca Zecca

Il freddo può toccar anima

Il freddo può toccar anima
ma lo spirito mio non raggiunge,
e se la mente nella solitudine strugge
il cuore sempre sa trovar rima.

Non dobbiamo trovar pena adesso,
se siamo in questa vita è perché
dobbiamo imparare a elevarci sopra il riflesso.

Nelle miliardi di possibilità di mondi
è una colpa fermarsi in questa materialità,
ci è stato dato uno spirito eterno nell'immortalità.

Qual miglior prova di questa tra mortali
per capire quanto davvero valiamo?
Ma come ci superiamo se non giochiamo?

Giochiamo con chi vede nella morte la fine,
con chi nell'arricchirsi il suo unico fine,
chi usa solo cattiveria e l'anima ha fine.

Non facciamoci preoccupare dal domani
noi che siamo eterni! Il tempo è
un gioco che abbiamo tra le mani.

Preoccupiamoci di portare luce tra queste
tenebre di stolti e malvagi; è inutile
tenere per sé il dono guardandoli dalle finestre.

Colpa non ha mai chi si mette in gioco,
ma chi avendo un dono non ne lascia ricordo.
Luca Zecca
Composta mercoledì 15 febbraio 2017
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    Scritta da: Luca Zecca

    In questa beatitudine ti ho cercato

    In questa beatitudine ti ho cercato,
    lì dove nel mare ti sei gettato.
    Pensier mio ardente di peregrinare,
    ora qui non mi puoi più ingannare.

    In questa dolce terra montagna incontra mare,
    ove fin anche il cielo vi si vuole tuffare.
    Che pace e dolcezza per il mio spirito,
    per l'anima riposo che ha rinvigorito!

    Io ti pensavo mentitore e fuggiasco,
    ma tu solo in altra guisa mi stavi guidando.
    Qui dove mente non mi avrebbe portato,
    ma con cuore e sentimento ci sono arrivato.
    Luca Zecca
    Composta venerdì 2 dicembre 2016
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      Scritta da: Luca Zecca

      In cielo le stelle ogni notte sono tante

      In cielo le stelle ogni notte sono tante,
      miliardi di puntini che senza un senso
      ti catturano senza ritorno in un istante.

      Una sera di settembre però se ci penso,
      non ho avuto bisogno di salire
      la mia stella l'ho trovata in questo immenso.

      Hai regalato una nuova luce al mio patire,
      il vuoto che sentivo sempre se n'era andato,
      l'amore mi aveva avvolto nelle sue dolci spire.

      Grazie per ogni istante che mi hai regalato,
      dal più piccolo al più importante
      che non sempre ti ho ricambiato.

      Ci provo ora con la cosa che so fare con maestria,
      la dedico per sempre a te amore mio questa poesia.
      Luca Zecca
      Composta martedì 15 luglio 2014
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        Scritta da: Luca Zecca

        Squittii lontani nella foresta echeggiano

        Squittii lontani nella foresta echeggiano,
        di lupi che non sanno di essere divenuti per morale conigli!
        Non vi siano a loro giacigli,
        non fioriscano in lor animo fino a un riscatto nuovi gigli.
        Di sol pane non vive l'uomo disse il redentor,
        fiamme e saette rinvigoriscon il riscatto nel mutamento di sentor.
        La via è ardua e stretta e non richiede certo pochi sforzi,
        mal ner reciproco rimembrar di colpi bassi si muore; e ciò, per Dio, si smorzi!
        Non sia mai che qualcuno per errore decida di avvicinarsi,
        solo sull'odio e le divisioni bisogna concentrarsi!
        Ma fino a quando!? Fin quando su ciò si può soffermarsi!?
        Per pace e amore fummo tutti creati,
        l'odio e il dubbio son figlio dei cherubini nel fuoco sprofondati.
        Sì tanto bello potrebbe essere il futuro,
        non di questa Terra infatti sono i frutti delle nostre azioni,
        perché quindi inficiarsi sul dopo solo per non saper tenere vili reazioni,
        perché non vivere in pace un cammino che finirà di sicuro!?
        Luca Zecca
        Composta domenica 21 aprile 2013
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          Scritta da: Luca Zecca

          Rimembro ancor triste e passato

          Rimembro ancor triste e passato
          quel giorno che fu dannato;
          figlio di anni di scelte sbagliate,
          figlio del tempo e proposte rubate.

          Ahimè! Come tutto qui mi condusse?
          Al sentirmi inutile e schiavo
          delle altrui mosse, al non saper
          del domani che farne; mi distrusse
          e nel passar dei giorni mi rese scialbo.

          E quella voglia di ribellione
          senza tregua continua a crescere,
          quel desiderio di porre fine al soffrire
          di coloro che più non vedono soluzione.

          Il loro intento alla fine è riuscito,
          hanno posto fine a quello che era un mito,
          lavorare per vivere e non vivere per lavorare:
          oggi tutti schiavi pronti a farsi comandare.

          Mutui, leasing, revolving e prestiti personali,
          così da togliere il piacere del domani,
          così da avere tutti sempre a lavorare,
          per pagare ognuno le sue rate senza protestare.

          Loro, tonfi e fieri, con le loro diavolerie
          ci hanno incatenato, con le loro porcherie
          senza sforzi o fatiche ci hanno addomesticato.

          Ma come per tutti il loro cuore
          una paura nasconde, e cioè quella che
          gli uomini si liberino dell'oppressore;
          ancora, fortuna loro, non si sono resi
          conto non essere l'avvoltoio conquistatore,
          ma la sua carta a cui danno troppo valore.

          Nel tempo in cui l'uomo a virtù
          e non già più a carta il tempo
          e le energie tornerà a dare, non più
          ai draghi di Wall Street il futuro
          andrà, ma ad ogni uomo libero,
          e a ogni uomo che liberar si dovrà,
          così che la coltre, per tutti e per me,
          un po' meno grigia e spessa apparirà.
          Luca Zecca
          Composta martedì 19 giugno 2012
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