Poesie di Lorenzo Lodi
Un vizio assurdo...
Tutto è stato vano: taci
ora, sibillino silenzio
di un divenire divenuto
rovinare perplesso. Taci,
urlo acrobata, come spirano
i morti, afono supplicare
minuti a noleggio, come
parole, parole d'amore.
Tutto è estinto, tutto è stato
vano, come una pioggia
compita nel silenzio, il suo
silenzio che non tace. Ma tu
chiudi le labbra, già serrate,
al silenzio, come il rimorso
insegna, e la pioggia emùla.
Silenziati di parole! Tutto
è inutile, tutto è vano. Voglio
il silenzio di un dialogo con
te: sei il mio vizio assurdo, sei
il mio complice di solitudine.
- Riferimento:
- Era un periodo in cui amavo molto,
e in cui leggevo molto
Pavese...
Il titolo non è un plagio, ma un tributo. - Ha partecipato al concorso
- VIIº concorso letterario internazionale di PensieriParole
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Digressione
Mi accorgo
di te nelle punte
dei piedi, nel vago
irreale... Razionale
come sei,
e dici. Un vortice,
perché non vuoi cadere,
non puoi cedere.
Saremmo mai
felici?
Lontani, fragili,
come punizioni
o destini,
sarebbe facile amarti,
e ingiusto,
come un qualcosa
di morto, come
un pretesto, come
un teletrasporto.
Ti riconosco
nelle punte
dei piedi, nel confuso
irreale, razionale
come sei e non
ti conosco, come
dici, Lontani, fragili,
irrisori testimoni
di un lampo...
- Composta
- giovedì 28 luglio 2011
- Dedica:
- A. S.
- Ha partecipato al concorso
- VIIº concorso letterario internazionale di PensieriParole