Questo sito contribuisce alla audience di

Scritta da: Lorenzo Arcaleni

Dama nell'abisso

Ho dovuto sacrificare
i miei due occhi d'alabastro
per poter vedere oltre i cancelli
nella percezione della sua immagine.
Ho dovuto sacrificare
la mia parola
bruciata dal sole,
inghiottita dalla luna.
La mia pelle è diventata fortezza,
un urna ripiena di sogni
e di amori eclettici
per la dama che fu preda
e vittima
dell'abisso scuro.
Composta martedì 3 giugno 2014
Vota la poesia: Commenta
    Scritta da: Lorenzo Arcaleni

    Bagliori lunari

    Si sciolgano le candele
    ai bagliori lunari,
    uno sfogo tra le notti
    in procinto di abbagliare
    i lontani viaggiatori.
    L'anima brama la purezza, nella complicità
    della vita esuberante
    tra gli oscuri fossi.
    Gli occhi piangono di terrore,
    di futuro incerto
    è la matrice che vincola
    le spalle alla croce,
    solo i cigni sono liberi
    in volo.

    Violente tempeste arrotolano l'uomo
    sulle alture dei peccati,
    in una tormenta di ricordi
    tra mille muri che ascoltano
    solo se stessi.
    Il divino è sceso
    sulla fronte degli uomini bianchi,
    e i neri passi
    sono l'ombra di chi ha visto
    per l'ultima volta
    il fosso.
    Composta martedì 3 giugno 2014
    Vota la poesia: Commenta
      Scritta da: Lorenzo Arcaleni

      Cuore in mare

      C'è un mare spento in ogni momento
      dove i pesci giocano innevati.
      Dolci sirene
      si circondano
      di suoni fiabeschi,
      un rituale dalla testa piatta
      tra gli sbuffi di fumo
      del mondo.
      Le favole perse
      tra gli aghi di pino,
      le infinite maschere
      a mangiar se stesse,
      non più una clessidra sarà
      custode del cuore.

      È buia la notte
      in cui dorme
      l'anima.
      Composta mercoledì 28 maggio 2014
      Vota la poesia: Commenta
        Scritta da: Lorenzo Arcaleni

        L'incanto del fuoco

        Non si sentono più le oche cantare,
        ne gli uomini lanciare
        l'incanto del mattino
        sulla morte precoce del sogno.
        C'è una statua dentro noi, rannicchiata
        nella sua bellezza,
        bagnata dalle onde piangenti
        del cielo rannuvolato.

        È un attesa leggera
        tra le macchie lunari,
        una cena prima del tramontar
        delle fiamme solari.
        Chi si esprime per mezzo del fuoco
        ha già bruciato se stesso
        nell'incendio della propria casa.
        Composta venerdì 30 maggio 2014
        Vota la poesia: Commenta