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Poesie di Letizia Napoli

Nato giovedì 10 novembre 1983 a Catania (Italia)

Caro Riccardo

"Dante Alighier, s'io son buon begolardo..."
Prendo la penna e scrivo a te, Riccardo.

Sei colto, tu conosci Dante e Cecco,
Apri le orecchie e chiudi bene il becco...

Oggi ti sfido a singolar tenzone,
e forse poi ti scrivo una canzone...

Scrivo, come un giullare, un canzoniere,
Dicendo delle cose veritiere...

Tu credi a questo Dio, caro Riccardo,
È un idolo pagan falso e bugiardo.

Santi ormai non ce n'è su questa terra,
e a chi vuol fare il santo io faccio guerra...

Questo tuo caro santo è innamorato...
Dimmi: sta dando addio al celibato?

Sposato avea Madonna Povertà...
Viveva sol facendo carità...

Non è facil l'amore a un missionario,
Anche se spesso va in un seminario...

Forse è un santo un po' particolare...
Aiuta tutti e non sa cosa fare...

Forse lui sta facendo un lebbrosario...
Prego per te e dico il mio rosario...

Un rosario di preci, auguri e motti,
che poi farò cantar a Jovanotti...

Lui dice che fa tutto a fin di bene...
Tante donne per lui soffron le pene...

Soffrii anch'io le pene dell'inferno,
Ma infine mi aiutò il Padre Eterno.

Mi disse un giorno un vecchio sacerdote
"Se cerchi santi, torni a mani vuote".

Io giravo, perché cercavo un santo...
Volevo far sentire a lui il mio canto...

Il canto di una madre disperata...
Sembravo la Madonna Addolorata.

Ma questo santo sempre mi sfuggiva...
Si nascondeva, ma io fui giuliva
quando alla fin con lui riuscii a parlare
gli dissi cose per lui tanto amare...

I veri santi non temono una donna
anche se ha i pantaloni e non la gonna.

Lui dice di aiutar troppe persone!
Sfido anche lui a singolar tenzone!

Dì al tuo idol, Riccardo, che mi scriva,
Anche se io sono una donna schiva.

Mi scriva lui, di getto, una canzone,
la canterà di sera al mio balcone...

Riccardo, ciao, per ora chiudo il canto.
Tu và a baciare i piedi a questo santo.
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    A Tita

    Nel periodo più triste della mia vita,
    conobbi una donna meravigliosa, Tita...

    per un anno patii le pene dell'inferno,
    però pregavo sempre il Padreterno...

    Un malfattore voleva rubarmi mia figlia,
    una ragazza che è una meraviglia...

    Piantavo rose bianche per mia figlia,
    le amava tanto,
    le odoravo quando lei non c'era,
    sbocciavano perché era primavera...

    portavo le mie rose alla Madonna,
    bagnandole col pianto di una donna...

    di una donna triste, di una donna affranta...
    di rose bianche era piena la mia pianta...

    La Madonna capiva il dolore di una madre,
    e mi esaudì dal Cielo il Nostro Padre...

    Dalla mia rosa ora è nata una rosellina...
    ora è felice la mia rosa,
    è stata forte la sua mamma...
    Dio, Ti ringrazio, ora scherzo con Tita...
    Le dico ora: la mia sofferenza mi ha reso ancor più buona...

    Già prima operavo nel volontariato,
    con Tita tutto si è moltiplicato...

    Riccardo Rossi tu esalti un uomo,
    ti vorrei presentare questa donna,
    Tita è meravigliosa...
    si adopera per tutti,
    aiuta tutti ma in silenzio,
    non fa mai l'eroina,
    anche se soffre,
    mette in pratica sempre quello che Gesù dice nel Vangelo...

    non sappia la tua destra...
    nel fare il bene ora è la mia maestra.
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