Scritta da: Lara

I miei tre gattini

Quante gioie si possono vivere
osservando una pianta o un fiore soltanto, emozioni diverse, diversi i messaggi d'amore
che, sul mio grande terrazzo, in cortile, promanano dal profumo della natura già in fiore.

Al risveglio io questa mattina osservavo:
"non mi sono sentito
mai tanto importante ed amato,
così come da quando io vivo
circondato dai miei tre gattini".
Mi tengono d'occhio, non mi lasciano mai,
si rincorrono l'un l'altro,
ma sempre girandomi intorno.

Son loro i padroni di casa
e mi tengono sotto controllo,
se indosso la giacca e
raccolgo la borsa e le chiavi si parano avanti e guardandomi fisso negli occhi, scodinzolando la coda, mi chiedono...
"perché te ne vai e ci lasci qui soli?"
Dispiaciuti, m'accompagnano,
da veri padroni e signori, sull'uscio di casa,
un confine per loro interdetto
non occorre ch'io chiuda la porta
è ubbidienza e rispetto che vien dall'affetto.
Quando arrivo, al ritorno, è una festa,
come tanti desiderano in casa;
il primo di loro che avverte i miei passi,
scatena l'allarme, è la gioia,
e incomincia la gara a chi per prima
mi salta poi addosso,
si rincorrono l'un l'altro portandosi avanti,
ritornando all'indietro,
è tutta una festa, e che festa,
un'emozione che rincorre poi l'altra
nel cuor nella mente proietta all'opposto
un comportamento mancato
d'affetti dovuti più cari.
Nel mentre rientro io in casa già si è rotto il silenzio, il baccano sovrasta ogni cosa
e il lor sentimento d'affetto
ti riempie di gioia.
Porgendo nella ciotola il cibo tenuto d'acconto per loro scatena una gara
a chi per prima afferra la preda,
a chi per prima, più veloce, l'ingoia
e ripulisce tutto ciò che durante la gara
è finito per terra.
Una grignata, ogni volta, tra loro,
non manca giammai,
tra Elle, già nata arrabbiata
e Poppa che ogni tanto infastidita
risponde con una potente zampata
nel mentre Cippino
s'adagia tranquillo e guardingo
ad un tempo a mangiare gli avanzi.
Poi la calma,
ciascuno riprende il suo posto
per assaporare tranquillo il suo giusto riposo
lisciandosi i baffi o facendo toilettes
leccandosi l'intero suo corpo.
La mia Elle sorgnona,
mentre sembra lei dorma,
controlla e distingue ogni mio movimento:
se salgo, se scendo,
se sbrigo faccende d'ufficio o di casa,
ma se scendo per andare a dormire
con un balzo in avanti mi precede sul letto
ed imperterrita aspetta.
Se son io ad arrivare per prima
s'accosta e si ferma seduta per terra
ed osserva...
per lei il segnale è nel gesto
di vedermi deciso a rimboccar le coperte.
Qualche volta mi diverto a ritardare il segnale, ma lei rispettosa è lì ferma
e imperterrita attende.
Una volta arrivata al mio fianco
si gira e rigira su se stessa più volte
poi si adagia aspettando sia io a lisciarle
dolcemente il suo pelo sul dorso, sul viso
per poi rigirarsi e farsi accarezzare il pancino.
Se mi giro di spalle nel letto,
non passa un momento, si rialza,
mi scavalca e ripete ogni suo movimento
per goder della gioia di una carezza d'amore
con sentimento elargita.
E così stabilisce quell'amor naturale
tra gli umani il più delle volte
deluso o negato.
Nella notte, se mi alzo, anche più di una volta, lei già sa ch'io vi faccio ritorno
e resta paziente ad aspettarmi al suo posto.
Come faccia a capirlo
quando in piedi non faccio ritorno,
è sempre per me una gran meraviglia:
mi precede e con un salto è già in terra
e comincia con il suo miagolio insistente,
finché non mi decido a servirla
ed è lei che col suo fare rumoroso e insistente poi chiama a raccolta
sia Cippino che Poppa.

Come posso sentirmi io solo
con l'amor che mi danno e che vogliono!?

C'è Poppa ch'è normale sia incinta ogni volta
e manifesta con tenero amore dolcemente
il bisogno che sia proprio io a farle le fusa,
per cui mi salta sul petto, specie quando
un po' stanco mi sdraio sul letto
e strofina la testa fin tanto
non le manifesto in qualunque
maniera il mio affetto, poi va tranquilla,
ma se arriva il momento...
che avverte in anticipo,
sono io la sua mamma e vuole
qualsiasi sia l'ora, sia io che l'assista
nel travaglio e nel parto.
È così che più di una volta, ai piedi del letto,
con gran meraviglia e con quasi le lacrime agli occhi, ho contato:
fuori uno, e poi due
ed il terzo ed il quarto,
e qualche volta anche un quinto gattino, assistendo al suo impegno
tutta intenta alla svelta, man mano,
a pulirli ingoiando ogni cosa,
placenta compresa.
Con quanto amore ed umana passione
mi guarda negli occhi e con lo sguardo orgogliosa mi invita a toccarli,
i suoi piccoli nati, ma mai più di tanto.
Se li sollevo prendendoli in mano mi sgrida grignando finché non li vede
riposti al suo fianco.
Ogni volta, la vedi,
si sente matrona, si sente importante,
è di nuovo già mamma della bella nidiata,
allatta i suoi piccoli e pretende
un po' più di attenzioni,
mi sembra dovuto è normale.

Che bella!
che dolce visione vedere Cippino aiutarla
e sdraiarsi a lei più vicino possibile
e quasi invidioso vorrebbe anche lui poi allattarli e con le zampine le allunga
ed abbraccia la mamma
e anche lui, come trepidante e tenero padre, si lecca i neonati, e non li lascia un momento
li rassicura con la sua presenza costante.
Al mattino, mi capita spesso
m'affaccio all'ingresso in giardino
e per Cippi è una festa,
perché vuole ch'io noti la sua sveltezza
a salire sul tronco dell'albero
e di corsa arrivare sin sopra alla cima,
per poi scendere e girarmi d'intorno
fintanto non gli dico io "bravo".

L'altro giorno, non l'ho visto,
ma credo gli sia andata un po' male:
m'han regalato due tartarughe ben grandi
che ho riposto nella piccola vasca
con l'acqua in giardino
e lui camminando sul bordo
vorrebbe annusarle,
forse solo curioso o per fare amicizia,
ma qualcosa gli sarà andata poi male,
l'ho visto moggio moggio rientrare io in casa
col musetto tutto rosso e un po' gonfio
e una ferita ad archetto ancor sanguinante.

Cosa mai gli sarà capitato!?
Lara Libiati
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