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Poesie di Klara Erzsebet Bujtor

Nato a Keszthely (Ungheria)
Questo autore lo trovi anche in Frasi & Aforismi, in Umorismo, in Racconti e in Frasi per ogni occasione.

Mi abbracciano teneramente
gli alberi che tremolano nella brezza della tramontana
sul sentiero magico,
che inclina ad un laghetto vaporoso,
dove la neve si scioglie prima di posare sopra,
correvo, cantavo,
ridevo di poco di nulla,
con i bambini di via Beloianis,
felici immensamente nella innocenza d'infanzia.
Sembra mi conoscono quei alberi vecchi ancor ben barbicati nella dolce terra,
io, si,
gli conosco,
e con palpiti di cuore gli saluto.
Odo un leggero crepito di foglie che tentennano nello spiro dell'autunno,
forse mi stanno salutando,
forse lo sanno,
che devo andar via.
Composta domenica 10 ottobre 2010
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    Una perla d'autunno

    Ho visto la prima foglia ingiallita cadere oziosamente,
    con silenzioso crepito svolazza nell'aria tiepida
    prima di cadere per terra e marcire,
    tarda la fretta
    allunga il passaggio dalla vecchiaia alla morte poscia
    con l'agonia placida nel leggero vento,
    che pian piano posa
    sulla soffice erba
    eternamente verde,
    e quest'atto mesto d'autunno
    mi ha donato una perla di saggezza
    per poter morire
    serena.
    Composta mercoledì 15 settembre 2010
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      Amore e rabbia

      Da quando sono nata, la corda ombelicale non si è spezzata mai
      è fatta d'amore, che si rafforza nel tempo,
      Lei,
      dolce madre
      è sempre con me,
      nella mia mente, nel cuore,
      nel mio DNA.
      Nel mio sorriso c'è anche il suo,
      in ogni mia lacrima si specchia il suo volto lacrimoso
      in ogni mio respiro, sospiro fa rumore anche il suo.
      Madre mia figlia di Dio,
      con la corda ombelicale mi hai legata all'Universo,
      da dove sono venuta come uno straniero
      a dove ritornerò,
      a casa.

      Da quando sono nata, la corda ombelicale non si è spezzata mai,
      è incatenata al mio destino,
      senza aver altre scelte,
      imprigionata nei miei limiti,
      come spezzare le ali alle aquile,
      obbligata pensare, parlare, fare con il cervello programmato,
      da quell'attimo casuale è stato deciso ogni passo nella mia vita,
      in un corpo fatto per me,
      dove pulsa il mio cuore puro
      liberi pensieri nella mente,
      e da li nasce il poeta,
      ché è in me.
      Composta giovedì 9 settembre 2010
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        Il vento

        Perduta nella deprimente nebbia della solitudine,
        e ho urtato la disperazione,
        sono rimasta stesa nell'indifferenza,
        lesa dolente.
        Ho pianto, ho supplicato invano al muto silenzio,
        invano pregavo al Dio per sollevarmi il peso che mi spreme straziante.

        Ha sentito la mia lacerante lamentela il vento che passa tra le piccole lacrime grigie, e rabbioso ha spazzato via la nebbia spaventosa, e ha sparso il profumo delle rose.
        Ho visto uno spiraglio di speranza,
        ho udito bisbigliare il vento gentile:
        -sogna e non piangi!
        e la mia dolenza si è dissolta come la nebbia opaca nell'aria serena,
        e ho visto lo splendore del cielo, come mai visto prima.
        Un leggero tepore ha inondato il mio cuore mesto,
        e la mente si è liberata d'ogni triste pensiero.
        Mi sono ridestata nella gioia di vivere, ed
        ora lo so certamente,
        perché amo il vento infinitamente,
        che soffia libero
        in ogni direzione
        nel Tempo.
        Composta domenica 5 settembre 2010
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