Poesie di Klara Erzsebet Bujtor

Nato a Keszthely (Ungheria)
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La Befana guarda e tace,
i bambini la aspettano con le calze appese,
cosa ci porti... cosa ci porti
Oh! che vede la Befana,
Berlusconi e Bossi in braccetto
ridere e ridere,
cosa ridono? cosa ridono?
quando i bambini piangono
nella miseria,
e le mamme raccontano
che è morta la Befana
in un disastroso incidente stellare,
per questo è son rimaste vuote
le calze corte.
Ma un domani tutto migliorerà
quando Berlusconi e Bossi
non ridono e ridono,
ma seri e consapevoli di quello che fanno,
e possono finalmente ridere tutti i bambini
con le calze pien di opportunità per il loro futuro.
la Befana guarda e tace,
sulla vetta del monte bianco
e ad un tratto ride e ride...
Perche ride... perche ride
la Befana?
Klara Erzsebet Bujtor
Composta giovedì 6 gennaio 2011
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    È apparso qualche fiocco di neve biancheggiando nell'aria cenerina,
    improvvisamente si trova in pieno d'inverno,
    cominciano di imbiancarsi tetti, vicoli,
    sulle finestre scintillano fiori di gelo.
    Il vento follemente sibilla qua e là,
    si cheta e si risuscita
    e soffia inesorabile glaciale aria nelle lunghe notti, e si spande via nei villaggi, campi e selve estese per migliaia e migliaia di cammino,
    ammassa cumuli di neve,
    sembra onde di bianco mare.
    Approssima una notte speciale e le case si piena di luci
    dolcetti, doni, vischi fulgenti
    e attendiamo sereni una stella cometa,
    che illumina il cielo d'una storia antica, e
    di passione colmano
    i nostri cuori.
    E questa notte magica siamo tutti più buoni,
    - Non capisco veramente,
    perché per cosi breve tempo?
    mostrando di esserne
    capaci.
    Klara Erzsebet Bujtor
    Composta giovedì 16 dicembre 2010
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      Voglio ancora amare

      Gli anni passano in fretta,
      sempre più avanzano nella spiacente vecchiaia
      sorpassando il futuro, oscurando il passato,
      e diventa sempre più faticoso trainare il carico del presente,
      e l'opaco malinconia, nostalgia colmano il cuore,
      arrendendosi a tutti malanni dell'ultima stagione,
      alla fine d'ogni desideri, sogni, e
      il dolce amore sepolto nel vecchio cuore,
      ed allora che la vita entra in un tenebre tunnel,
      che porta diritto nello sconosciuto...
      Oh! la vita è un incredibile spreco,
      germoglia dal amore e il frutto raccoglie la morte,
      forse per questo siamo nati
      per essere cibo della morte,
      come l'erba per le pecore,
      che danno latte per fare buon formaggio e nutrire le genti
      e di noi cosa nutrirà la poscia morte nell'immensità?
      Le nostre anime trasparenti che si fondono con il cielo
      i nostri corpi divorati di viscidi vermi,
      del verme morte.
      Io
      voglio lasciar senza cibo
      quel vigliacco morte,
      voglio
      ancora vivere,
      ancora amare.
      Klara Erzsebet Bujtor
      Composta sabato 11 dicembre 2010
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        Una fiaba incredibile

        Si affaccia attento dall'infinito l'orologiaio e il suo sguardo beato cosparge di stelle ammaliante il cielo
        che si illumina d'immensità incredibile.
        Controlla con passione ogni pianeta che rota sereno
        nel castello dell'orologio del Tempo,
        e toglie quelle consumate, invecchiate che rallentano
        il Tempo,
        e le lancia burrascoso dal cielo,
        che cadono sfavillanti, lasciando una scia luminosa
        che si spegne in breve istante.
        Fatto il suo lavoro, l'orologiaio ritorna contegnoso
        nell'infinito del Universo
        e gli astri continuano girare intorno a mille soli, a mille anni,
        e l'orologiaio di tanto in tanto ricarica l'orologeria del Tempo,
        e scintilla di stelle cadenti
        il lacrimoso cielo.
        La terra sospira dolente,
        bruciano i suo anni le diavoleri del uomo che la distrugge spietato,
        fin che non diventerà opaca polvere di stelle,
        perdendosi tra le meraviglie del
        Universo
        senza lasciare tracce.
        Klara Erzsebet Bujtor
        Composta mercoledì 1 dicembre 2010
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          Amore vero

          Canta il gallo nel quiete del sonno
          il sol levante scherseggia con la notte sonnolente,
          spunta il giorno con i mille versi dei uccellini
          sui rami tentennanti nel vento, e
          pigolano sui nidi,
          i piccoli affamati.
          Desta anche tu, amor mio,
          dal dolce sogno,
          per non perdere ne un solo attimo,
          tanto bello, tanto prezioso della nostra felicità.
          Non dimenticherò mai quel momento,
          quando vidi i tuoi occhi perduti nei miei,
          fatati,
          come accade nelle favole.
          Legati insieme
          con catene dorate degli Dei,
          che non si spezzano mai, mai
          nella nostra vita sulla terra,
          e nella bianca luce luminosa,
          dove danzano gli angeli.
          Cosi penso io,
          che l'amore vero è questo,
          sopra ogni cosa senza fine,
          e questo è quello,
          che io offro
          a te,
          amore mio.
          Klara Erzsebet Bujtor
          Composta domenica 28 novembre 2010
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