Le migliori poesie di Klara Erzsebet Bujtor

Nato a Keszthely (Ungheria)
Questo autore lo trovi anche in Frasi & Aforismi, in Umorismo, in Racconti e in Frasi per ogni occasione.

Piangendo nel cuore

Sempre più piccola la mano alzata in un saluto d'addio
nella distanza crescente,
sempre più forte il mare in tempesta dentro di me,
smarrita nel diluvio di amarezza
cercando di arrivare alla porta.
Tra cielo e terra la strada è lunga e faticosa
piangendo nel cuore,
e singhiozzare nell'anima sospiri.
Ma dopo lo sfogo della selvaggia tempesta
ed emergendo dalle profonde acque di tristezza,
torna azzurro il sereno
e la distanza cambia con la vicinanza,
e il grigiore con la voglia di un abbraccio,
una porta che si apre
e l'immenso fedele amoroso,
con gioiosi salti scodinzolando,
il affettuoso benvenuto di mio adorato tesoro
Milo.
Klara Erzsebet Bujtor
Composta domenica 7 febbraio 2016
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    Amicizia

    Quella gentil parvenza nella mia vicinanza,
    il beato sorriso della mia vita,
    la creatura della benevolenza,
    figlia della Dea d'amicizia,
    lei,
    amica mia.
    Il suo sguardo sereno posa nei miei occhi,
    solo lei sa ascoltare,
    come il silenzio il rumore del vento,
    solo lei ode i miei sospiri muti, e prova il tremore delle mani,
    tenendo strette strette.
    Non ci sono sbarre e catene di ferro, sforzati doveri,
    false lacrime, promesse dimenticate,
    l'indifferenza micidiale,
    ma qualcosa immensa di buon sentimento,
    donato dal Creatore,
    che ha chiamato,
    "amicizia".
    Klara Erzsebet Bujtor
    Composta domenica 24 ottobre 2010
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      Amore e rabbia

      Da quando sono nata, la corda ombelicale non si è spezzata mai
      è fatta d'amore, che si rafforza nel tempo,
      Lei,
      dolce madre
      è sempre con me,
      nella mia mente, nel cuore,
      nel mio DNA.
      Nel mio sorriso c'è anche il suo,
      in ogni mia lacrima si specchia il suo volto lacrimoso
      in ogni mio respiro, sospiro fa rumore anche il suo.
      Madre mia figlia di Dio,
      con la corda ombelicale mi hai legata all'Universo,
      da dove sono venuta come uno straniero
      a dove ritornerò,
      a casa.

      Da quando sono nata, la corda ombelicale non si è spezzata mai,
      è incatenata al mio destino,
      senza aver altre scelte,
      imprigionata nei miei limiti,
      come spezzare le ali alle aquile,
      obbligata pensare, parlare, fare con il cervello programmato,
      da quell'attimo casuale è stato deciso ogni passo nella mia vita,
      in un corpo fatto per me,
      dove pulsa il mio cuore puro
      liberi pensieri nella mente,
      e da li nasce il poeta,
      ché è in me.
      Klara Erzsebet Bujtor
      Composta giovedì 9 settembre 2010
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        Doppia vita

        Sola,
        seduta sulla riva di splendido lago,
        d'intorno tutto tranquillo,
        e la l'acqua limpida rispecchia cielo e monti,
        e pensai,
        questa mia vita turbolente, fatta di tante avventure vissute,
        nella mia terra
        dove è il cielo brilla azzurro
        e il sole splende magnificamente,
        e i prati verdi lacrimano rugiada,
        e i boschi chiacchierano del mondo
        e sospirano le rocce battute dalle onde agitate del lago

        La bellissima notte avvolgendomi di pace mi consola,
        e lacrimando sospirai,
        sulla sponda del lago Balaton
        dove la mia anima non trova pace
        in questa doppia vita,
        di poesia e
        nostalgia dolente.
        Klara Erzsebet Bujtor
        Composta domenica 21 febbraio 2016
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          Perché...

          Madre mia,
          che sei tanto crudele,
          hai chiuso la tua porta con la chiave,
          non ho più possibilità di recuperare il tuo affetto,
          forse non ho mai lo avuto,
          Perché? Domando spesso nelle lunghe notti lacrimose,
          perché non mi hai voluta, amata, essere fiera di me,,
          perché non mi hai accettata come sono,
          come mi hai messo a questo mondo opaco,
          per lasciarmi vivere in colpa,
          in quella colpa, che non ho,
          Madre mia, che sei tanto crudele,
          non c'è più tempo,
          il pendisce dell'arco della nostra vita sta per immergersi nell'infinito,
          dove lo spazio e il tempo si fondono con l'eternità,
          dove le anime disperdono, come il profumo delle rose,
          nel vento.
          Madre, per aver degna di essere chiamata di questo meraviglioso nome,
          sul letto della morte, per un solo istante,
          amami,
          che si riempie d'affetto il profondo vuoto nel mio cuore dolente,
          e potrò morire serenamente.
          Klara Erzsebet Bujtor
          Composta sabato 5 giugno 2010
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