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Le migliori poesie di Klara Erzsebet Bujtor

Nato a Keszthely (Ungheria)
Questo autore lo trovi anche in Frasi & Aforismi, in Umorismo, in Racconti e in Frasi per ogni occasione.

Amicizia

Quella gentil parvenza nella mia vicinanza,
il beato sorriso della mia vita,
la creatura della benevolenza,
figlia della Dea d'amicizia,
lei,
amica mia.
Il suo sguardo sereno posa nei miei occhi,
solo lei sa ascoltare,
come il silenzio il rumore del vento,
solo lei ode i miei sospiri muti, e prova il tremore delle mani,
tenendo strette strette.
Non ci sono sbarre e catene di ferro, sforzati doveri,
false lacrime, promesse dimenticate,
l'indifferenza micidiale,
ma qualcosa immensa di buon sentimento,
donato dal Creatore,
che ha chiamato,
"amicizia".
Composta domenica 24 ottobre 2010
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    Amore e rabbia

    Da quando sono nata, la corda ombelicale non si è spezzata mai
    è fatta d'amore, che si rafforza nel tempo,
    Lei,
    dolce madre
    è sempre con me,
    nella mia mente, nel cuore,
    nel mio DNA.
    Nel mio sorriso c'è anche il suo,
    in ogni mia lacrima si specchia il suo volto lacrimoso
    in ogni mio respiro, sospiro fa rumore anche il suo.
    Madre mia figlia di Dio,
    con la corda ombelicale mi hai legata all'Universo,
    da dove sono venuta come uno straniero
    a dove ritornerò,
    a casa.

    Da quando sono nata, la corda ombelicale non si è spezzata mai,
    è incatenata al mio destino,
    senza aver altre scelte,
    imprigionata nei miei limiti,
    come spezzare le ali alle aquile,
    obbligata pensare, parlare, fare con il cervello programmato,
    da quell'attimo casuale è stato deciso ogni passo nella mia vita,
    in un corpo fatto per me,
    dove pulsa il mio cuore puro
    liberi pensieri nella mente,
    e da li nasce il poeta,
    ché è in me.
    Composta giovedì 9 settembre 2010
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      Perché...

      Madre mia,
      che sei tanto crudele,
      hai chiuso la tua porta con la chiave,
      non ho più possibilità di recuperare il tuo affetto,
      forse non ho mai lo avuto,
      Perché? Domando spesso nelle lunghe notti lacrimose,
      perché non mi hai voluta, amata, essere fiera di me,,
      perché non mi hai accettata come sono,
      come mi hai messo a questo mondo opaco,
      per lasciarmi vivere in colpa,
      in quella colpa, che non ho,
      Madre mia, che sei tanto crudele,
      non c'è più tempo,
      il pendisce dell'arco della nostra vita sta per immergersi nell'infinito,
      dove lo spazio e il tempo si fondono con l'eternità,
      dove le anime disperdono, come il profumo delle rose,
      nel vento.
      Madre, per aver degna di essere chiamata di questo meraviglioso nome,
      sul letto della morte, per un solo istante,
      amami,
      che si riempie d'affetto il profondo vuoto nel mio cuore dolente,
      e potrò morire serenamente.
      Composta sabato 5 giugno 2010
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