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Le migliori poesie di Klara Erzsebet Bujtor

Nato a Keszthely (Ungheria)
Questo autore lo trovi anche in Frasi & Aforismi, in Umorismo, in Racconti e in Frasi per ogni occasione.

Innamorati

Nella primavera nel pieno del suo splendore
volteggiare nell'aria rosa tra un fiore ad altro come le farfalle,
e sorseggiando luce così azzurra e pura,
di vestirsi come le nuvole si vestono il cielo,
e lavare il viso con la rugiada,
è bello come il sole,
con le fragole fra le labbra,
è il dolce succo della vita
profumato come un sogno.

E gli angelici petali,
che tremano nella notte,
nel dolce lume della luna
d'amor sospirando,
sono gli innamorati
della nuova primavera.
Composta venerdì 23 gennaio 2015
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    Un angelo

    Miché...
    Guarda il cielo,
    c'è una stella con le ali!
    -No, non la vedo!
    Miché...
    Guarda! Sta venendo verso a noi con le ali stese
    -No, non la vedo!
    Miché...
    Guarda! Ha le ali grandi bianchi che scintillano argentino nell'azzurro,
    -No, non la vedo!
    Miché...
    Guarda! Si è posato sulla mia mano e mi inonda di luce bianca rutilante,
    -No, non la vedo!
    Miché... Si!
    No la vedi, sono certa,
    non sei uno di noi,
    una luminosa stella con le ali,
    un soave benedetto
    Angelo!
    Composta mercoledì 10 novembre 2010
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      I primi raggi del sol levante

      I primi raggi del sol levante
      accarezzano l'erba bagnata di lacrime delle stelle,
      che rimbalzano come palline d'oro nel cielo
      portando con se verde profumo.
      Destano gli uccelli
      e come la gente nella città che iniziano la giornata,
      si fanno un metropoli cinguettante
      in quest'aria fragrante.
      Anch'io inizio la mia giornata
      ed intanto alzo lo sguardo
      guardando nella profondità azzurra
      la felicità del cielo,
      e se mi spuntasse un paio di ali
      la raggiungerei.
      Composta martedì 2 agosto 2016
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        Mi abbracciano teneramente
        gli alberi che tremolano nella brezza della tramontana
        sul sentiero magico,
        che inclina ad un laghetto vaporoso,
        dove la neve si scioglie prima di posare sopra,
        correvo, cantavo,
        ridevo di poco di nulla,
        con i bambini di via Beloianis,
        felici immensamente nella innocenza d'infanzia.
        Sembra mi conoscono quei alberi vecchi ancor ben barbicati nella dolce terra,
        io, si,
        gli conosco,
        e con palpiti di cuore gli saluto.
        Odo un leggero crepito di foglie che tentennano nello spiro dell'autunno,
        forse mi stanno salutando,
        forse lo sanno,
        che devo andar via.
        Composta domenica 10 ottobre 2010
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