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Le migliori poesie di Jean-Paul Malfatti

Freelance, nato lunedì 30 giugno 1986 a Como (Italia)
Questo autore lo trovi anche in Frasi & Aforismi, in Umorismo, in Racconti, in Frasi per ogni occasione e in Diario.

Scritta da: Jean-Paul Malfatti

Era arrivata la primavera

Tra le farfalle colorate,
volavano anche le falene;
Tra le api da miele,
volavano anche le libellule.

Ali diverse che vibravano,
in voli veloci e simmetrici,
intorno agli alberi
di un bosco magico e silente.

Insetti volanti che uscivano
dai loro rifugi annunciando
l'arrivo della primavera!

Anche dagli alberi secchi
sbocciavano fiori multicolori.

Un miracolo della natura che
ad ogni primavera si ripete
davanti i miei occhi curiosi
che sorridono come stelle.
Composta sabato 18 febbraio 2012
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    Scritta da: Jean-Paul Malfatti

    Un amico di nome Antonio...

    In questo gran mondo virtuale
    ho scoperto un amico reale.
    Anche se non l'avevo cercato,
    quasi per caso, l'ho trovato.
    Ed il suo nome è Antonio!

    Ma lui non è nessun profeta...
    è solo un sognatore, un poeta.
    Fors'anche un filosofo attuale
    d'un mondo magico e surreale.
    E Antonio è il suo nome!

    Siamo diventati amici virtuali
    così diversi, così uguali...
    Le nostre passioni sono queste:
    scrivere ed amare, e fare feste.
    Siamo amici, siamo felici!
    Composta giovedì 28 ottobre 2010
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      Scritta da: Jean-Paul Malfatti

      Alza lo sguardo al cielo e pensami

      "Quand'è che alzando gli occhi al cielo vedrai
      una striscia d'aereo ecco
      la prima persona che in mente ti verrà,
      starà pensando-ti."

      "Ed io ad essa...
      Ed i nostri sorrisi
      si incontrarono,
      diventando un unico sorriso,
      sotto un cielo di primavera."

      Quasi
      un unico verso unito nell'abbraccio,
      sotto un cielo indistinto,
      tra il profumo incantevole della
      prima Vera stagione della rinascita...

      Il rinnovarsi della natura,
      nella quale i due poeti
      si confondono
      tra i fiori dei giardini celestiali,
      in cui la poesia si fa impalpabile,
      aerea,
      magica,
      quasi mistica...

      Quasi compagnia. Dolce e melodia.
      Un sentiero aperto e verde,
      dal colore nostro, del nostro poetare.
      Una voce lontana, parole,
      o forse semplici suoni,
      quasi ninna nanne, inducono al dormire.
      E un fiore ti porgo, nella dolce mia notte.

      Ed il fiore offerto dal più giovane
      è ricambiato dal pio grande
      con un raggiante sorriso primaverile,
      poi se ne andò lontano
      immergendosi nella folla danzante a ritmo di musica
      country, al suon di banjo e violini...
      Composta lunedì 28 marzo 2011
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