Poesie di Jacqueline Miu

Scrittrice, nato lunedì 25 dicembre 1967 (Stati Uniti d'America)
Questo autore lo trovi anche in Frasi & Aforismi e in Frasi per ogni occasione.

Foglie

A volte noi scivoliamo
sulle bande di matasse della vita
e c'imbrigliano in mezzo ai nodi
saturi delle corde umane strette al silenzio

certi giorni ci ubriachiamo con niente
pur di camminare senza inciampare sulla via
dove molti prima di noi hanno perduto i sensi
e qualcosa della verginità presa a partorire il primo

di notte ci stringiamo come orsi in tane
profonde cave della memoria dove resistere al freddo
e alle sferzate di ogni occasione perduta
inseguendo come dei disperati lontani sogni

a volte noi raccogliamo dall'asfalto le foglie
per farne i trofei di gloria mancati d'un perduto tempo
che come un assassino si ritira
in mezzo ai vivi per poi segnarne i giorni.
Jacqueline Miu
Composta mercoledì 17 marzo 2010
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    Resisto

    Non conosco i mari quanto le tempeste
    che ne alzano le onde
    e non conosco gli uomini
    quanto la loro sofferenza
    la stessa che mettono per far compiere i loro ideali.

    Non combatto ogni giorno.
    Io combatto sempre e per quei respiri
    cui a volte manca l'aria
    troppo pesante per fare volare il cuore.

    Non conoscono guerrieri
    che non hanno mai guardato avanti
    e nemmeno speranze
    che non vogliano diventare miracoli.

    Io sto in piedi,
    davanti al vento,
    davanti al mare,
    davanti agli uomini
    davanti a ogni prigione
    fosse di silenzio
    fosse di solitudine
    e vedo come un fuoco che mi prende
    nella mente e nel corpo
    così capisco il senso di ogni cosa
    la stessa per cui non cedo
    alle tempeste
    ai venti
    al mare.

    Io resisto
    e chi come me resiste,
    non guarda altre montagne
    se non quelle
    dei propri ideali.
    Jacqueline Miu
    Composta martedì 5 giugno 2012
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      Un altro giorno in Paradiso

      Quando cerchi una parete di riparo alla tempesta
      e la tua vita è in una vecchia trappola d'ombre
      tutte le stanze del mondo ti sembra nascondano mostri
      e l'aria ti stringe come un bicipite di vento infuocato
      t'aggrappi ai sogni come un bambino mutilato dalla paura
      nutrito solo dalle pastiglie dolci della mente
      sperando di sedare il vagito del silenzio
      che inevitabilmente cerca l'approdo oltre i confini
      nella città in cui ti rifugi manichini rubano sguardi
      danzatrici del ventre le fronde che ululano alla tua anima
      l'assassino del buio corre disperato come un cane
      col raggio d'un lampione malconcio
      ti toglierai la polvere dalla bocca
      con un sorso asciutto di vento impastato al mare
      dove potresti camminare volando
      se solo non avessi nel sangue le tracce profonde dei cieli
      nei giorni bui.
      Jacqueline Miu
      Composta venerdì 6 marzo 2009
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        Ferro legato al fuoco

        L'amore ha un granello di sabbia nell'occhio
        e ti guarda storto per tutta la vita
        abita e si consuma
        dentro un bozzolo protestante
        legato ai tuoi cromosomi come un ferro
        è legato al fuoco dei tizzoni ardenti.

        Ti radi,
        ti vesti
        e attendi un caffè in fila
        sulla sedicesima dicono sia il migliore,
        lo sorseggi
        concentrato sulla miseria del traffico
        congestionato dai sogni
        che ogni semaforo da buon nemico assorbe.
        Nella tua città hai i minuti contati.
        Lei si è travestita da primavera che esausto rincorri,
        e smetti di tremare verso la mezzanotte di ogni tuo inverno,
        educando i preliminari a Olimpiadi di obbedienza
        alla ragione.

        La notte tamburella sulle stelle
        che tu calpesti
        prima di salire verso una casa
        sedata sulle giunture del tempo
        che conta i secondi della tua vita
        con piccoli granelli di sabbia.
        Jacqueline Miu
        Composta domenica 1 dicembre 2013
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          Nella tentazione quasi umana della quercia

          Invecchiando
          comincerò la conta degli anni
          confessando all'ego cose più convenienti
          inseguendo donne lucertola
          virtù a sangue freddo
          e buone infermiere
          le piogge s'infileranno nella carne
          cercando di reggersi in piedi
          ma zoppicheranno con l'ennesima solitudine
          di chi usa l'età come stampella
          l'ora esatta
          gustata con l'amaro al mattino
          cercherà cubetti di zucchero nel caffellatte
          lo stomaco brontolerà come un megafono
          alla mente
          presa a divenire su uno straccio di carta
          immortale
          l'amore come una gitana ubriaca
          corteggerà il vuoto di memoria
          già preso dal remare in un senza dove della morte
          sopra corpi di fanciulle immaginarie
          una volta prese a stuprare le luci mattutine dei risvegli
          stringendo la zampa del lupo solitudine
          ascolterò l'inventario d'ogni osso
          coperto in maglie di lana
          guarderò i messaggi
          dall'autunno
          dall'amore
          salvandomi dai silenzi
          come da un mare nero sopra il costato
          sotto cui una donna chitarra si strofinerà le corde
          con le mani del cuore fatte di respiri
          invecchiando
          potrò mandare al diavolo
          tutti gli aguzzini della mente
          la superbia
          la vanità
          l'egoismo
          e mirerò solo al decoltè in foglie della quercia
          misurando il mio umano
          con le distanze tra i pianeti.
          Jacqueline Miu
          Composta lunedì 2 febbraio 2009
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