Poesie di Jacqueline Miu

Scrittrice, nato lunedì 25 dicembre 1967 (Stati Uniti d'America)
Questo autore lo trovi anche in Frasi & Aforismi e in Frasi per ogni occasione.

Per non morire mai

È solo un promemoria
cercare un faro dove esiliare tutta la solitudine dentro
spendere secondi, ore, minuti, giorni, anni, decenni alla ricerca del me
ascoltare il mare dopo il tramonto e in assenza di gabbiani
rovesciare la città alla tua ricerca

proverò a stappare tutte le bottiglie di vino in cantina
per innaffiare le piante morte sul davanzale dei ricordi
e gridare "Lazzaro, risorgi"
quasi potessero risorgere dalle ceneri le lettere della vita... bruciate

è solo un promemoria
smetterò di bere caffè in tutti i bar dove vorrei incontrarti
mi limiterò a fissare il colore dei semafori con occhio umano
sognando un posto dove raccoglierti diamante
un posto che alcuno vorrebbe mai trovare

starò da solo per un po' in riva al fiume
lo stesso che scende a onde nervose fin dentro il capo
che spara alto il pensiero fino ai primi gradini dell'orizzonte
dove tu sali o scendi ogni volta che indossi i miei battiti

è solo un promemoria
diventare ricco e comprarti come gioiello un pianeta
pulire la città dai violenti ma non dai pazzi
e scrivere sui mattoni grigi poesie d'amore
per quelli che ancor non si sono incontrati.
Jacqueline Miu
Composta venerdì 4 maggio 2012
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    Non mi resta altro

    Se potessi mescolare la rabbia alle onde dell'acqua,
    troverei scampo dalle cose che mi inseguono
    come se fiutassero nelle stanze delle mia mente tutte le paure
    e quelle passioni sigillate con crudele astinenza e omissioni.
    Mi porta via dal male il forte ondeggio,
    trasporta verso orizzonte tutti gli sbagli
    che hanno alzato con gli anni una diga
    contro le pareti fragili della carne.

    A volte parlo al fiume e sembro un folle,
    uno che preferisce annegare la sua rabbia
    pur di smaltire i profondi dolori
    così abili a succhiarti i pensieri dal silenzio.
    E resto in riva come una scarpa usata
    a costruirmi un'arca per il cuore
    che non ha mai smaltito il cadavere dei suoi peccati
    spesso, troppo spesso annodati al credo.

    A volte parlo al fiume e guardo in alto.
    Non mi resta altro.
    Non mi resta altro.
    Jacqueline Miu
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      Ore 7: 58 alla deriva

      È un piccolo risveglio
      ti basta
      prima di contorcere gli occhi verso il soffitto
      dove lenti ragni vanno in panico
      quasi dovessero condividere il peso
      dei tuoi sogni

      è un battito d'orologio
      il cuore
      barone dimenticato nella sua casa
      una fortezza per tutti gli spiriti randagi
      che hanno conosciuto polvere
      amore e altre dimenticanze

      al tempo dei miracoli saresti stato un prigioniero
      non avendo spiegazioni per i tuoi orgasmi
      leggeri peccati senza afrodisiaco o attenuante
      ma liberi animali selvatici dell'alba

      l'universo è un suono
      ti toglie all'agonia autunnale
      e ti chiude in una crisalide bianca
      dove il tuo corpo diventa una pioggia
      ma non d'acqua
      di ali
      le stesse che si tolgono gli angeli
      appena arrivati a casa
      quella che tu chiameresti destino
      altri invece
      fermata

      7: 58
      comunque se vorrai chiudere fuori il mondo
      dovrai rompere con i denti l'alba
      e come in una prima notte di nozze
      svegliarti
      scivolare tra scogli
      lasciandoti dietro farfalle e sabbia
      per sentirti vivo
      incurabile
      dannato
      abbastanza forte da trasmettere il tuo male
      a qualunque anima
      necessiti il fuoco
      e altri disastri umani
      per sentirsi viva.
      Jacqueline Miu
      Composta mercoledì 30 novembre 2011
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        Abbraccio

        Ogni tanto mi sussurrerai qualcosa
        parole incomprensibili per la mia mente
        e mi ruberai il respiro con un bacio
        per soffiare dentro il mio cuore i tuoi battiti.

        Io ti amerò fino alla morte
        come uno che ha trovato al mondo tutto ciò che cerca
        e quando sarà il momento per me di chiudere gli occhi
        tu mi terrai la mano stretta al tuo petto.
        Jacqueline Miu
        Composta martedì 14 gennaio 2014
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          Milano ha smesso di respirare e pensa

          Milano ha smesso di respirare e pensa.
          Ha un amore oltre i confini della città, prigioniero,
          e s'affolla di rondini spinte in acrobazie per sostituire le lettere
          che ha smesso di spedire in assenza di francobolli.
          Io sono uno dei suoi prigionieri.
          Sono fidanzato col nuvolo grigio del parco Sempione
          e ti fisso mia donna del sogno, in una vetrina,
          dell'ultimo negozio antico nascosto,
          dal viale alberato di tigli.

          Ti mando una lettera da Milano, grida il foglio.
          Mi sento un po' vagabondo a primavera,
          quando il sereno strappa al sonno le coperte
          dove l'immaginario ha raggiunto altri attimi felici.

          Milano ha smesso di respirare e sogna.
          Si toglie il fumo dalle tempie e beve cappuccini,
          ed io cerco il fiore solitario nella piazza del Sforzesco
          come mille altri sognatori prigionieri di un'abitudine.
          Ho sposato le albe nebbiose
          e i castelli che i turisti sognano per casa
          ho sposato te che resti nei miei pensieri
          e la porta bronzea del Duomo.
          Jacqueline Miu
          Composta sabato 4 maggio 2013
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