Poesie di Iris Vignola

Autrice di Trilogia fantasy, fiabe e Poetessa, nato a LA SPEZIA (Italia)
Questo autore lo trovi anche in Frasi & Aforismi e in Racconti.

Scritta da: Iris Vignola

Cigni danzatori

Due cigni bianchi, s'apprestano a danzare,
sul dolce lago, al tramontar del sole,
nella movenza, soave e raffinata
che, l'eleganza, ispira, maestra innata.
L'astro dorato, or rosso è diventato
e, mesto e stanco, s'accinge a riposare,
lasciando, all'orizzonte, il saluto suo regale,
per donar luce e il posto,
da degno galantuomo,
alla silente luna, che se ne appropria,
come farebbe un'altera regina.
Alcun rumore, infesta quelle ore,
intanto l'orizzonte ha mutato il suo colore,
riempitosi, inquietante, di quello della notte,
scesa a vestir di nero la terra ed il cielo,
nel mentre che sul lago, ora d'argento,
risuona ancora il melodioso canto,
che fu preludio, accompagnante il coro
dei cigni danzatori, nell'estasi d'amore.
Iris Vignola
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    Scritta da: Iris Vignola

    Profumi d'autunno

    Sento l'autunno respirar nei suoi profumi,
    olezzi che riportano sapori,
    nei caldi colori di cui s'è vestito,
    alimenta il vivido tepore del primo fuoco.

    Nella padella in su il braciere,
    si senton scoppiettar le caldarroste,
    per rallegrar la tavola col mosto,
    dolce, d'uva rossa, appena fatto.

    Fuman, nei piatti, tortelli di zucca gialla,
    dell'olfatto, fragranza di delizia,
    felicità di vista e di palato,
    nell'assaporarli, con tanto parmigiano.

    Dal sottobosco che va ad odorar di muschio,
    di prelibati funghi, il tegame, s'è colmato,
    profuma, di galletti e di porcini, la cucina,
    intanto che, il vento, trasporta odor di legna.
    Iris Vignola
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      Scritta da: Iris Vignola

      Anima ribelle

      Subbuglio in Paradiso,
      all'albore del tempo,
      caos, che ha intriso l'etere divino,
      nell'istante dell'occulto tradimento.
      Tracotante serpente, di sé, empio,
      dall'angelico aspetto sincero;
      da follia, preso, nel credersi il Dio Vero.
      Portatore di luce, il suo nome,
      malefico sobillatore del complotto audace,
      trascinatore d'angeli corrotti,
      nella celeste dimora,
      dove regnava, sublime, la pace.
      Angelo dissoluto, anima ribelle,
      forte di rabbiosa presunzione,
      per cui sottratto della luce,
      dall'Assoluto Padre,
      ch'egli non ha inteso amare,
      altresì, volutamente, ha rinnegato.
      Angelo caduto, Lucifero,
      condannato a lasciar, sì presto,
      il Paradiso.
      Angelo derelitto,
      indi sconfitto e calato nel baratro infernale,
      a comandare demoni in eterno,
      tra rosse fiamme e dannate anime nere,
      al pari dell'ali sue,
      dapprima candide ed eteree.
      Iris Vignola
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        Scritta da: Iris Vignola

        Viverti e amarti

        La chiara aurora nascente mi porta il tuo pensiero,
        che, solamente, l'oscura notte ha assopito,
        mutandolo altresì in sublime sogno
        che, imperituro, ti ha tenuto con me, davvero.
        Viverti e amarti, come si ama la radiosa luce,
        illuminante il buio più atroce,
        scacciando fantasmi evanescenti
        e misteriose ombre.
        Viverti e amarti, come si ama l'ossigenante aria,
        che, tramite il respiro, il bisognoso corpo, sazia.
        Viverti e amarti, come si ama l'amore,
        straordinaria essenza vitale,
        di cui si nutre il sanguigno cuore.
        Viverti e amarti, come fossi un dono divino,
        concesso onde consolare, amare e rallegrare
        lo spirito, rattristato
        da un sopravvivere continuo,
        privo di sentimento e ardore,
        lo stesso di cui tu, mio dolce tesoro,
        senza egoismo, sai elargire,
        inondando l'assetata mia esistenza,
        di mero amore.
        Viverti e amarti, sentirti in me, prendermi carnalmente,
        affinché appagare e calmare gli eccitati sensi,
        ma, innanzitutto, rapire l'anima mia,
        fino a possederla fatalmente,
        acciocché farla tua, perennemente.
        Iris Vignola
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          Scritta da: Iris Vignola

          Voltati... e vagli incontro, munita d'un sorriso

          Fermati, un momento solo
          non senti il vento?
          Sta sussurrando il nome tuo.
          Accarezza dolcemente la tua pelle,
          come brezza, sul viso triste e affranto,
          ch'ha scordato, da tempo, i tratti d'un sorriso;
          scompiglia le tue chiome intatte,
          divenendo più deciso,
          nel cimentarsi in raffica improvvisa.
          S'accinge a scioglierle, per farti bella.
          Portatore di speranza,
          d'esser tu al centro del pensiero dell'amore,
          non voltar, a lui, le spalle,
          preda accanita dell'indecisione.
          Volgiti ancora
          ancor per una volta, dagli fiducia,
          non nasconderti nell'ombra della delusione,
          nel viottolo sconnesso d'un sentimento perso.
          Non mentire a te stessa,
          non mentire a Dio,
          rinnegando la volontà d'amare,
          nel barattarla con vuoto e solitudine.
          Frammenti d'attimi persi,
          ch'avresti ancor potuto vivere,
          son i giorni tuoi trascorsi nel crederti felice.
          Mesto puzzle, nel muro di quella casa uggiosa.
          Voltati, dai tregua allo scappar da pene autoinflitte,
          ascolta il sibilar del vento che t'apporta vita.
          Non esser sciocca,
          non merita l'angoscia che t'assilla,
          chi t'ha ferita... chi t'ha tradita.
          Perdona la scelta tua sbagliata, nel perdonar te stessa.
          Volgi il tuo sguardo indietro,
          riscattati dall'insano fuggir dal tuo volere inconscio,
          apri il tuo cuore a nuova luce, l'amor ti sta inseguendo.
          Voltati... e vagli incontro, munita d'un sorriso.
          Iris Vignola
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