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Scritta da: Irene Dimino

Malsano filantropismo

Malsano filantoprismo,
impercettibili vasi di pandora,
nasconde.
Ammalianti sorrisi,
personali drammi,
occultano.
Simboli alchemici
i tuoi conturbanti modi di fare;
giochi di prestigio,
il tuo volere ad ogni costo aiutare.
Spirali ottiche
al tuo uditorio
sagacemente vendi.
Somministri amore incondizionato
ma solo verso il tuo tornaconto propendi.
Nessuna attenuante
alla finzione quotidiana
concedi:
hai discusso,
farfugliato,
di mendaci spoglie
abbigliato,
sommergendo
con vuoti pensieri
chi dalla tua volontà,
come i naviganti dalla bussola,
dipende.
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    Scritta da: Irene Dimino

    Scivolano i ricordi

    Mi volto indietro
    verso sussurrate promesse,
    ormai in lontane foreste
    perdute.
    Le ombre dei nostri sentimenti,
    l'oblio dei nostri errori,
    si dileguano.
    Come il sublime incanto delle onde che si infrangono,
    tonfi
    insopportabili
    scavano dentro vuoti
    che ammutoliscono.
    Solo l'anima parla
    vaneggiando tra le luci delle rimembranze.
    Il cuore squarciato,
    desolato,
    inerme,
    rimane a guardare,
    l'avvento della disfatta
    in silenzio
    continua ad ascoltare.
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      Scritta da: Irene Dimino

      Donne

      Tersi sguardi,
      parafrano di inconsueto,
      tra il vero ed il faceto,
      l'idillio.
      Morbide bocche
      vibrano di passione;
      lunghi capelli
      si accarezzano con veemenza,
      alcun pudore.
      Corpi eccitati,
      dall'impeto catturati,
      avvolti dall'invisibile gioco dell'amore.
      Prive di ruoli predefiniti,
      di preconcetti da rispettare,
      vicine agli sguardi indiscreti,
      nessun timore di esagerare:
      non c'è errore nell'amare
      chi come se stessi può procreare.
      Non la legge esoterica,
      solo il proprio cuore ascolta,
      chi ha coraggio di esternare
      i propri sentimenti senza sosta.
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        Scritta da: Irene Dimino

        La voce del cuore

        Come eco,
        lontana dagli spalti,
        inarrestabilmente
        si dilegua.
        Vaga
        come rondini emigranti
        in cerca del porto sicuro.
        Errante,
        talvolta vaneggia,
        nell'indomito auspicio
        della vittoria.
        Tra gli infiniti frammenti,
        i caduchi tormenti,
        gli attimi fugaci,
        le intrepide attese,
        si diffonde.
        Ulula
        palpitante,
        se il cuore
        di letizia colma,
        se dagli animi indefessi
        si scosta,
        se da sola,
        senza l'ausilio di un coro,
        canta melodie soavi
        capaci di sussultare l'io.
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