Poesie di Graziana Gatto

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Amico

Non posso aiutarti,
posso capirti.
Non posso parlarti,
posso ascoltarti.
Non posso proteggerti,
posso lottare con te.
Non posso cambiare il tuo destino,
posso solo affrontarlo con te.
Non posso cancellare il tuo dolore,
posso condividerlo con te.
Non posso darti la felicità,
posso portarti un sorriso.
Non posso molte cose,
ma permettimi di esserti amica.
Graziana Gatto
Composta mercoledì 17 febbraio 2010
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    Mi manchi

    La fiamma del camino illumina la stanza altrimenti immersa nell'oscurità,
    il profumo dell'incenso riempie la stanza altrimenti vuota di sensazioni,
    la musica di Giovanni Allevi riempie l'aria altrimenti povera di rumori,
    il fuoco scalda la stanza altrimenti fredda come il mio cuore,
    e io sono qui, incapace di godere delle piccole cose.

    Sei andato via, sei lontano da me, senza dirmi perché,
    e io sono qui a combattere con il mio orgoglio, con la solitudine e con i ricordi.
    Non c'è nessuno a tenermi compagnia in questa stanza vuota,
    alla mia vista non basta la fiamma del camino,
    al mio olfatto non basta l'odore dell'incenso,
    all'udito non basta la musica,
    al mio cuore non basta il fuoco del camino.

    Mi manchi tu.
    Il tuo volto saziava i miei occhi,
    il tuo odore riempiva il mio naso,
    le tue parole rallegravano le mie orecchie,
    i tuoi baci scaldavano il mio cuore.
    Mi manchi tu.
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      Zucchero filato, noccioline, popcorn, giostre, luci, canzoni,
      colori, sapori, odori, rumori: tutto sempre uguale, tutto sempre diverso.
      Diverso perché la bimba di ieri è la mamma di oggi,
      e mentre stringe la mano della sua piccola,
      rivede negli occhi di sua figlia la sua stessa felicità di bambina
      e ripercorre in un attimo la sua vita felice e serena.

      Deserto, malattie, siccità, baracche, guerra, lamenti,
      colori, sapori, odori, rumori: tutto sempre uguale, tutto sempre diverso.
      Diverso perché le bambine di ieri non ce la fanno a diventare mamme di oggi,
      l'aids e la povertà le stroncano nell'infanzia,
      e le poche mamme mentre stringono al petto le loro bimbe
      vedono negli occhi delle figlie la loro stessa infelicità di bambine.

      Si sale, parte la danza, le risate dei bimbi risuonano nell'aria,
      le mamme tornano indietro nel tempo e ridono come una volta,
      le giostrine sono una macchina del tempo, uniscono l'oggi, l'ieri e il domani,
      e per un attimo la felicità forzata del lunapark diventa realtà.

      Si muore aspettando medicine e cibo, le risate dei bimbi non riempiono l'aria,
      le mamme combattono per loro e per i loro figli,
      qui il tempo si è fermato, non è arrivato il progresso, la ricchezza,
      e la lotta per la sopravvivenza scandisce l'oggi, l'ieri e il domani.

      Il papà si avvicina alle sue donne e dona loro lo zucchero filato,
      per compensarle delle fatiche delle giostre,
      poi la famiglia serena torna alla sua dimora,
      e la bambina già sogna lo stesso per i propri figli.

      Il papà è lontano a combattere qualche guerra,
      sta lottando per un futuro migliore in cui non crede neanche lui,
      il resto della famiglia dorme nella fredda capanna,
      e tutta la famiglia sogna un'utopica felicità.

      Il mondo porta in sé i due estremi, bianco e nero, e mentre tutto scorre,
      l'uomo non è ancora capace di portare ovunque almeno il grigio.
      Graziana Gatto
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