Poesie di Grazia Finocchiaro

Nato venerdì 4 gennaio 1946 a Messina (Italia)
Questo autore lo trovi anche in Frasi & Aforismi, in Racconti, in Leggi di Murphy e in Frasi per ogni occasione.

Scritta da: Grazia Finocchiaro

Il cortile

Intraprendo il viaggio a ritroso
la strada non ha fine
l'asfalto non lo batte nessuno
tra l'alternarsi di palazzi
predomina il silenzio.
Eppure
è strada che conosco,
mi conduceva a scuola,
ma che fatica
rivedere me bambina...
non ritrovo più
il cartolaio la gelateria
il viandante mattiniero,
il profumo di forno
non si spande per le vie.
Il cortile mi accoglie spaurita
i panni stesi son muti al refolo
ma batte sempre il sole
a scaldare l'anima tua.
Tu ci sei stata e colmavi di sorrisi
la mia vita.
Grazia Finocchiaro
Composta nel settembre 2013
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    Scritta da: Grazia Finocchiaro

    Solo quattro parole

    Dammi la tua mano
    ... solo quattro parole
    ingoiate dal silenzio,
    uno sguardo
    infossato nel pasto della sera.
    Son rimasti pugni chiusi
    serrate labbra
    per l'intera notte,
    neppure un bacio
    dalla tua mente assonnata.
    L'alba batteva
    ai vetri opachi
    spine l'assenza
    rosario senza preghiera.
    Grazia Finocchiaro
    Composta nel gennaio 2014
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      Scritta da: Grazia Finocchiaro

      Come neve

      Non avranno più bagliore
      gli astri nel cielo
      quando l'orrido giorno
      seccherà la mia pelle,
      spegnerà del cuore
      la fiammella,
      diverrà gelo nelle pupille,
      nessun alito nelle mute parole.

      Non apparirà dopo piogge
      l'arcobaleno,
      non sarà più carezza
      dalla mano,
      tra le labbra
      non sboccerà il sorriso

      non più varcherà nella mente
      il vissuto di tempi fanciulli.

      Nell'incredulità
      tutto apparirà sopito,
      s'amplierà una quiete
      somigliante
      al cader della neve.
      Grazia Finocchiaro
      Composta lunedì 30 novembre 2009
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        Scritta da: Grazia Finocchiaro

        Chiami amore ancora

        Chiamami
        se ti sorprende la mia indolenza
        e dalla mia bocca non sboccia
        alcuna parola,
        se la forza del vento
        mi sospinge lontana
        frenami tra le tue braccia,
        forse dal tuo pugno
        si schiuderà la carezza
        che avrà più forza delle mie lacrime

        quando tra le pareti filtra la solita luce
        e disarmonica è la musica,
        sia il tuo vigore
        a scuotere il mio corpo assopito,
        da che i nostri passi
        non si seguono né s'affiancano
        l'alba ritarda il suo canto.

        Chiamami
        seppur non ho più la cesta per le fragole
        se il gelsomino più non infiora
        se da dietro la collina
        l'oro del sole s'alza un po' sbiadito

        chiamami
        come più non ho udito...
        chiamami Amore, ancora.
        Grazia Finocchiaro
        Composta martedì 31 gennaio 2012
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