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Scritta da: Grazia Ambrosino

Riposo

Catene che mi legano a terra, macigni che mi obbligano chino,
quanto sudore e polvere sulla terra sotto questo cielo plumbeo,
Quanto dura un'eternità?
In quest'aria arsa che brucia le nari ed imperla la fronte.
Oscurità, amica mia, che mi asciughi il sudore,
nulla più bramo né temo,
solo il buio dentro me,
un agognato e tremendo freddo che mi assale ogni volta
ove non trovo rifugio ma
dal quale non voglio fuggire
e lascio che mi penetri, sino a svenire, sino a morire.
Il buio dentro me,
il nulla fuori di me.
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    Scritta da: Grazia Ambrosino

    Gli amori perduti

    Dov'è andato, dov'è finito?
    È forse un bagaglio smarrito?
    Presto allora un ufficio ritrovati,
    ché chissà come son catalogati,
    tutti, insieme lì, in quella stanza
    per dimensione, rassegnazione o per speranza?
    No, non esiston gli amori perduti
    né quelli impossibili o insoluti.
    Esistono quelli abbandonati o senza intesa
    la cui mano un giorno è così contesa
    e l'indomani, già manca la presa,
    come nello spezzar di una fune fin troppo tesa.
    Ciò che è certo e che mi conforta
    è che ne hai un altro sulla porta
    che sia passione o vocazione,
    posizione o tradizione
    non è di amore perso che si tratta
    ma di amore che si baratta.
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      Scritta da: Grazia Ambrosino
      Ho rinchiuso in un cassetto
      ciò che c'era dentro me
      al sicuro, ben protetto
      miglior posto non c'è!

      L'han violato,
      l'ho protetto,
      ha amato,
      l'han costretto.

      Buggerato, disilluso
      tutti quanti ne fanno abuso
      chi promette e non mantiene,
      chi dimentica ciò a cui tiene.

      Derelitti, mentecatti
      buoni solo a far ricatti
      Semplicioni, bambinoni
      che non san tirar mai fuori i coglioni.

      Non per questo son delusa
      o ancor meno son confusa
      di un cosa son sicura
      che vince chi la dura!
      Composta giovedì 31 ottobre 2013
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