Scritta da: Giuseppe

Caro monte

Nei cari luoghi dove giocavamo
tra pendici a bisbigli
di bosco col silenzio
ti trovo con la schiena scorticata,
e sangue di terriccio
cola a valle.
La neve si adagiava
fino alla verticale barricata
dell'imponente picco,
ora si ferma
sulla piaga mozza.
A basso,
tra le macerie della tua sconfitta
si ergono gli ammassi
di tritato...
il sole piange
come un poeta malato
che più non trova
fantasia di versi,
tramonto sanguigno
tra le nubi
pare che covi fumo di vendetta.
Amaro paesino nella valle!
Giuseppe Stracuzzi
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    Scritta da: Giuseppe

    Tramonto

    Dopo sereno calle, quando il
    declino su cataletto azzarda
    vene di carbonchio e indossa trilli,
    sembra lasso di acquerelli
    la pace timorosa che inzuppa
    di oro colato le rughe del tempo.
    Il sole ancora consiglia, ma pioggia
    che sale dagli anni pacciame
    modella. Il dì canuto, dove un
    qualche scienziato ha inventato la
    macchina per vedere l'invisibile
    e sentire l'impercettibile silenzio,
    al grido di sorgenti d'acqua pura
    che abbeverano pozzi secchi di
    cavalli che hanno attraversato il
    deserto, confuta i fantini con la
    frusta quando muti sull'ancora di
    ghiaccio si spartiscono l'ombre.
    Nell'interstizio che soccorre il
    tempo ascolto il vento leggero
    che porta i cavalli nel recinto.
    Giuseppe Stracuzzi
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      Scritta da: Giuseppe

      Sussurri di fiori

      I giorni intrisi del tuo sapore
      hanno dato al cuore
      un qualche sprazzo di azzurro
      che si leva dietro i vetri appannati,
      apro la finestra,
      il sogno entra
      illumina la stanza,
      mi concede una poesia dolce
      come sussurri di fiori
      che hanno schiuso i petali
      e il profumo
      a questo inverno di sterpi rattrappiti
      e di pacciame,
      scopre gli occhi del cuore
      l'infinito,
      e l'irruenza sale
      dal profondo dell'anima
      fino alle vertigini di baci,
      scava nell'assordante estasi
      sfocia in lago sereno
      dove l'acqua intrisa di dolcezza
      trasparisce il cielo.
      Giuseppe Stracuzzi
      Composta giovedì 26 febbraio 2015
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        Scritta da: Giuseppe

        Un granello di luce

        Un granello di luce
        stava sospeso
        tra le pareti strette
        e l'orizzonte apodittico,
        vedeva un interminabile deserto
        solcato da navi pirata
        e naufraghi nidi d'innocenti,
        i giganti nebbiosi
        in cima al monte e nelle valli
        vicoli tortuosi
        brulicanti di briciole scugnizzi
        come domani vuoto.
        C'erano uccelli neri
        con le cavie nel becco,
        strappavano brandelli alla natura.
        C'erano spettatori,
        campi intensi
        come fiori di spiga
        oltrepensiero
        sommersi dalle glume,
        e c'era il sole
        dietro nuvole grigie
        rifletteva.
        Giuseppe Stracuzzi
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          Scritta da: Giuseppe
          Guardo l'alba incerta e silenziosa
          schiude le sue finestre piano piano,
          sorride al mare coi riflessi rosa
          e tende al sole tenero la mano.
          Bella Natura!

          Quando giochi con chiazze di colori
          e ritagli di forme, coi pennelli
          tingi farfalle, petali di fiori,
          prati, declivi, limpidi ruscelli
          Vaga Natura!

          Quando calcoli seria i tuoi diademi
          posti nel cielo in equilibrio, reggi
          gli spazi, moti, orbite, sistemi
          ammansisci secondo le tue leggi.
          Grande Natura!

          Quando si accende un palpito sincero
          fiorisce il sentimento dell'amore,
          dentro un piccolo grembo il tuo mistero
          infondi, e l'infinito dentro il cuore.
          Dolce Natura!

          Nella valle mortale agnelli e lupi
          sono i tuoi figli, è mare di dolore.
          Perché? T'avvolgi di silenzi cupi,
          miseria e strazio non ti tocca il cuore.
          Madre Natura!
          Giuseppe Stracuzzi
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