Poesie di Giuseppe Drago
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Maremoto
Mare, immensa complessa
mozione d'acqua,
celando l'impeto
ti associ al tremore della terra.
Quale squallido paesaggio
di diluvio è la tua opera
che dissemina l'eco della fine.
Ruota ancora nella fantasia
la tua sterminata bellezza.
L'uomo inconscio del fallace futuro,
incerto e impercettibile
sta in attesa del soffio
d'una speranza
e guarda la fine del tempo
che nasconde incognita paura.
Ed ancor l'essenza sopravvive
al compulso scontro
della materia e dell'antimateria.
Crepuscolo
A rilento l'imbrunire
adombra le case e gli spigoli intensi
proiettano solchi d'ombre
alla luce già incupita
dal volto arcano della notte.
Nel braccio di cielo s'addensano
lanose nubi ovattate di brezza
e paiono convulse
dall'ultimo splendore.
Come un palco è l'orizzonte,
ove le ultime ansie vi si giostrano
e la materia e lo spirito
scivolano nel versante
di mare e di terra
per incontrare l'arcano futuro.
Qui il tumulto riposa
nell'archivio del mondo
e la mia speranza cessa d'arguire
prospettive di gioia.
Il crepuscolo
A rilento l'imbrunire
adombra le case e gli spigoli intensi
proiettano solchi d'ombre
alla luce già incupita
dal volto arcano della notte.
Nel braccio di cielo s'addensano
lanose nubi ovattate di brezza
e paiono convulse
dall'ultimo splendore.
Come un palco è l'orizzonte,
ove le ultime ansie vi si giostrano
e la materia e lo spirito
scivolano nel versante
di mare e di terra
per incontrare l'arcano futuro.
Qui il tumulto riposa
nell'archivio del mondo
e la mia speranza cessa d'arguire
prospettive di gioia.