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Fuoco Selvaggio

Sul campo di battaglia vi erano più morti che vivi
Giacevo a terra moribondo
Ferito da quel dolore immondo
e ti guardavo, mentre tu morivi.

La morte allieva sofferenze o le peggiora
Crea enormi emozioni o le uccide
è lei che ti comanda, è lei che decide
Vorresti uscirne, o riviverla ancora.

Quel che era un fuoco selvaggio
Quel che sembrava svanire nel nulla
Quel che appariva come un miraggio
è un dolore che parla e che urla.

Il sentimento che sentivo
Mi faceva sentire risorto
Avrebbero dovuto vedermi vivo
Ed io ero vivo, ma mi fingevo morto.
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    La terribile tempesta

    Il sorriso è qualcosa di precario
    Un proiettile di gomma sparato da un sicario
    Un lago ghiacciato sciolto al sole
    Il ricatto perpetuo di pensieri e di parole.

    Il mio dolore è arcano e surreale
    Il tuo riso è malefico e fa male
    Ma per favore, nei miei pensieri resta!
    Io son la barca e tu la terribile tempesta.

    All'alba è nato un pensiero
    Ma subito è fuggito
    Un proposito vero
    Che al tramonto è sparito.

    Vi è un epitaffio al centro della mia vita
    Vorrei correre, ma non posso più scappare
    e leggo, dopo una faticosa salita
    "Qui giace la mia voglia di sperare".
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      Senza corona

      Ho capito cosa sono i ricordi
      e solo adesso me ne pento
      Sono patti senza accordi
      Senza ragione e sentimento.

      Distruggo i desideri
      Per non sentir dolore
      Affogo nei pensieri
      Ho un'eterna fitta al cuore.

      La verità delle parole
      Fa male quanto il piacere
      Se rimangono sole
      Mettono tutto a tacere.

      È violenza il tuo respiro
      Ma sperare è un'ossessione
      è indolenza il mio sospiro
      Che addolora la passione.

      Reclamo le mie lacrime
      Sebbene faccia male
      Tu sei oro e io son rame
      Tu sei donna e io animale.

      Con un po' di rancore
      Ho capito chi sei
      Sei il fantasma che vaga nel cuore
      Portatrice dei sospiri miei.

      Sotto il cielo che tuona
      Ho capito chi son io
      Sono un re senza corona
      e sprofondo nell'oblio.
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        Fuoco Fioco

        Ora che ci penso non è poi così male
        Asciugare impotente queste lacrime di sale.
        Bianche, fini o grosse, non provocano dolore,
        ti fanno riflettere, riaccendono l'ardore.
        Il potere di sperare e di soffrire,
        la paura di cadere e di annegare,
        la certezza che sorridere è mentire,
        il bisogno di ascoltare il mare.
        Tutto è una grande finzione,
        la realtà, ora, una futile invenzione.
        I ricordi riaccendono il terrore
        Ma sono finti anch'essi.
        Non sono altro che un finto colore,
        poveri fantasmi sbiaditi e dismessi.
        Ma allora è tutto un gioco
        e noi siamo le carte,
        che alimentano sì un fuoco,
        ma che resterà per sempre fioco.

        Volevo essere acqua per dissetare e non per gelare,
        volevo essere un masso per proteggere e non per rotolare.
        Diventeremo guerrieri che straziano i nemici
        e magari alla fine potremmo essere felici.
        E solo allora organizzerò una festa,
        piangendo e ridendo della mia finta quiete dopo la tempesta.
        Composta sabato 7 novembre 2009
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