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Le migliori poesie di Giuseppe Catalfamo

Attendo sempre una nuova passione., nato sabato 6 ottobre 1962 a Genova (Italia)
Questo autore lo trovi anche in Frasi & Aforismi, in Indovinelli, in Umorismo, in Racconti, in Frasi per ogni occasione e in Proverbi.

Scritta da: Giuseppe Catalfamo

Vitaccia

Un pianto.
Lo schiaffo.
Il sorriso.

I profumi.
Gli ardori.
L'immortalità.

Il primo bacio.
La passione.
Che uomo.

L'incidente.
L'amico.
Che muore.

La vendetta.
Sul mondo.
Le manette.

L'aurora.
L'amore.
Mio figlio.

L'amico tradisce.
L'amore scompare.
Un funerale.

Avanti, combatti.
Il tumore.
Che muori.

Il cono di luce.
Se in fondo c'è Lui.
Non lo voglio vedere.
Composta lunedì 6 settembre 2010
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    Scritta da: Giuseppe Catalfamo
    Congelato nello schermo il mio dire, non solo.
    Qualunque dire è sospeso fra la tua saccenza cosciente di verità
    assoluta e la parsimonia del tuo giudizio,
    dispensato come fosse beatificante assoluzione.

    Non vi sono verità nel mio dire,
    come non c'è verità nel tuo interpretare.
    Solo l'infantile voglia d'esser ascoltati col malcelato desiderio
    d'esser coccolati con l'indulgenza che si deve al bambino.
    O ancor più c'è l'illusione si possa esser immortali...
    ma sempre come bimbo inconsapevole che si può morire.
    Composta venerdì 16 ottobre 2009
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      Scritta da: Giuseppe Catalfamo

      Babbo Natale

      Una notte da Babbo Natale
      per poter dal camino entrare.

      Vedere quell'uomo che scalcia il suo cane
      e dello stronzo, per gioco, farne un tizzone

      Una notte da Babbo Natale
      per poter dal camino passare.

      La mano serpente sul bimbo fermare
      portarla col resto, nel camino, a bruciare

      Una notte da Babbo Natale
      per narrare un solo finale.

      Cuccioli e infanti accarezzati da bimbi
      Genitori ed anziani tornati un po' acerbi.

      Albeggiare sornione da Babbo Natale
      per poter nel caveau, della Banca d'Italia, entrare

      Sacchi riempire di soldi, monili e gioielli
      per lustrarmi la casa, non più con semplici orpelli.

      Va bhè che sò "babbo"
      è Natale, mi battezzo Gabibbo.
      Composta venerdì 17 dicembre 2010
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