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Le migliori poesie di Giuseppe Catalfamo

Attendo sempre una nuova passione., nato sabato 6 ottobre 1962 a Genova (Italia)
Questo autore lo trovi anche in Frasi & Aforismi, in Indovinelli, in Umorismo, in Racconti, in Frasi per ogni occasione e in Proverbi.

Scritta da: Giuseppe Catalfamo

Briciole

Ho morso la vita sempre con decisione e forza impavida,
comunque in ogni frammento con grande umiltà,
che a volte giudicandomi con occhio triangolare pareva viltà,
in realtà l'aggettivo consono è "disincanto".
Mordere tutto sì, rispettando anche chi per essere felice gli bastava un portachiavi in pelle.
Osservo con stupore dietro le spalle,
è inconsueto perché della vita vivo il giorno,
non ieri e non conosco la parola "domani"
eppure sto guardando.

Vorrei ci fossero pagliuzze d'oro del tuo cuore
vorrei le tue lacrime che dettero vita a fiori nel bosco
vorrei ascoltare tue parole per stimolare la percezione del domani
vorrei bere l'acqua di quel fiume che ha posseduto il tuo corpo
è il tuo ventre rigonfio che vorrei carezzare.
Quel germoglio potrebbe dare scariche elettriche alla mente,
eventi dinamici, chimiche adrenalitiche per la psiche.
Potrebbero tradurre il "mai domani" in "c'è un futuro",
non mio, potenzialmente migliore e unico.
Vivere in un'amorevole memoria.
Tollerante con le mie scelte miro, scruto, guardo, osservo, ammicco, con fatica discerno, ma solo briciole dietro me.
Composta nel 1999
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    Scritta da: Giuseppe Catalfamo

    Colpo di reni

    Sentiero a monte
    arrampico, lo sgretolo
    la vetta.
    Allargo le braccia
    disegno una croce
    volo.
    Ammicco ombra di distonica pece...
    mio padre che fu croce lustri fa.
    Ammicco volti sapienti
    urlano silenti
    ridono i sorrisi addomesticati.
    Ammicco femmine
    ceste di frutti lucenti
    ripieni di carne solitaria.
    Ammicco le folte ciglia di mio figlio
    Vigore, prolungo il volo.
    Composta giovedì 11 giugno 2009
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      Scritta da: Giuseppe Catalfamo

      Canzoni e poesia. Guccini.

      Ti ricordi quei giorni?
      Tango per due, ti baciavo le labbra.
      Canto alla luna
      vorrei radici, quattro stracci,
      stanze di vita quotidiana, canzoni d'amore...
      l'albero di Natale.
      Io non vorrei
      l'isola non trovata
      la Genesi avvelenata.
      Su in collina ho difeso il mio amore,
      piccola città (bastardo posto) ho ancora la forza. Per quanto è tardi il disgelo.
      E un giorno due anni dopo...
      incontro le ragazze della notte
      piccola storia ignobile ballando con una sconosciuta. Opera buffa la nostra signora dell'ipocrisia.
      Pugni chiusi per fare un uomo.
      Osterie di fuori porta, canzoni di notte.
      Vedi cara, noi non ci saremo.
      Dio è morto.
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